Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
111574 utenti
Registrati
Il portale N.1 sul Condominio
Ripartizione spese di manutenzione del cavedio: partecipa solamente chi è l'effettivo proprietario
Problema condominiale? Inviaci un quesito

Ripartizione spese di manutenzione del cavedio: partecipa solamente chi è l'effettivo proprietario

Tutti devono partecipare alle spese di conservazione del cavedio?

Avv. Alessandro Gallucci 

Una recente pronuncia del Tribunale di Genova, datata 20 gennaio 2011, ci consente di tornare a parlare del cavedio condominiale, dell’individuazione dei proprietari di questa parte comune e della conseguente ripartizione delle spese per opere manutentive.

Il codice civile, all’art. 1117 (che è quello che, seppur solamente in via esemplificativa, elenca le parti di un edificio da considerarsi comuni in assenza di diversa disposizione dell’atto d’acquisto o del regolamento contrattuale), non menziona espressamente il cavedio.

Esso, in ragione del significato comune del termine, recepito anche in ambito giurisprudenziale, rappresenta “ un cortile di piccole o di piccolissime dimensioni, che serve prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari (bagni, gabinetti, disimpegni, servizi etc.)” (Cass. 7 aprile 2000, n. 4350).

Si tratta sostanzialmente del così detto pozzo luce sul quale si affacciano i prospetti interni degli edifici.

Ciò detto e quindi acclarata la condominialità di questa parte dello stabile, in ragione della funzione svolta a vantaggio delle unità immobiliari di proprietà esclusiva è utile domandarsi: la condominialità è estesa a tutti i comproprietari e di conseguenza tutti devono partecipare alle spese di conservazione del cavedio? Su questi due punti s’è focalizzata la decisione del Tribunale di Genova citata in principio. La controversia aveva ad oggetto l’impugnazione d’una deliberazione assembleare.

In particolare i ricorrenti, proprietari d’una unità immobiliare che non aveva alcun affaccio sul cavedio, contestavo il loro inserimento tra i partecipanti alle spese per il rifacimento della pavimentazione di quella parte comune.

Essi sostenevano, invece, che ai sensi del terzo comma dell’art. 1123 c.c. (quello che sancisce l’esistenza del così detto condominio parziale) non dovevano essere considerati titolari di quella parte comune e di conseguenza non potevano essere chiamati a concorrere alle spese. Il tribunale genovese gli ha dato ragione.

In particolare, si legge in sentenza, “ il cavedio - talora denominato chiostrina, vanella o pozzo luce - è un cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell'edificio comune, destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari (quali ad esempio bagni, disimpegni, servizi), e perciò sottoposto al medesimo regime giuridico del cortile, espressamente contemplato dall'art. 1117, n. 1 cod. civ. tra i beni comuni, salvo specifico titolo contrario (Cass. 4350/2000) è altrettanto vero che, nel caso di specie, alla luce di quanto emerso nel corso dell'istruttoria orale, è emerso che il negozio di proprietà attorea non è in alcun modo collegato né collegabile con il cavedio con la conseguenza che le spese di manutenzione della pavimentazione dello stesso non possono essere legittimamente poste a carico di parte attrice che non trae utilità da tale bene, ex art. 1123 uc. c.c.” (Trib. Genova 20 gennaio 2011).

Sintetizzando il principio espresso, dunque: i proprietari delle unità immobiliari che non hanno affaccio sul cavedio sono esonerate dalla partecipazione alle spese ad esso inerenti in ragione di quanto stabilito dal terzo comma dell’art. 1123 c.c.

Cerca: cavedio spese luce

Commenta la notizia, interagisci...

    in evidenza

Dello stesso argomento