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Raccomandata per l'avviso di convocazione: la spesa va suddivisa in base ai millesimi
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Raccomandata per l'avviso di convocazione: la spesa va suddivisa in base ai millesimi

La spesa di convocazione dell'assemblea ordinaria e di spedizione del verbale deve essere ripartita tra tutti i condòmini.

Avv. Mariano Acquaviva  

Tutto ciò che riguarda la gestione della cosa comune va ripartita tra i condòmini in proporzione al valore della loro quota, ovvero in base a criterio diverso se espressamente stabilito.

Questo principio, tanto semplice quanto ovvio, si applica non solo alla ripartizione delle spese inerenti alla manutenzione delle parti comuni (ascensore, scale, cortile, androne, ecc.) ma anche alle più modeste spese, se queste sono necessarie al funzionamento della compagine condominiale.

E così, non deve stupire se anche la spesa della raccomandata per l'avviso di convocazione va suddivisa in base ai millesimi.

Tanto è stato stabilito a chiare lettere dal Tribunale di Cosenza (sentenza 14 gennaio 2021 n. 90), secondo cui la spesa di convocazione dell'assemblea ordinaria e di spedizione del verbale deve giustamente essere ripartita tra tutti i condòmini, anche tra quelli che ricevono tali documenti a mezzo pec, in proporzione ai relativi millesimi.

In pratica, tutti devono contribuire a pagare le spese relative all'invio dell'avviso di convocazione e dei verbali d'assemblea, anche coloro che non ne sono i destinatari o che magari preferiscono farsi inviare dette comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata.

Le irregolarita' formali del verbale non mettono a rischio la delibera

Ripartizione spese avviso convocazione: il caso

Un condomino impugnava la delibera assembleare con cui erano state poste a suo carico alcune voci di spesa, tra le quali emergeva una (di circa cinquanta euro) imputata quale spesa individuale non specificata.

Costituendosi in giudizio, il condominio convenuto specificava che detto capitolo era da imputarsi alle spese di missive relative alla comunicazione dei verbali di assemblea nei confronti di tutti i condòmini.

Secondo il condominio, ai sensi dell'art. 1123 c.c. che individua i criteri in base ai quali ripartire le spese condominiali (criteri derogabili ossia che possono essere sostituiti da altri purché adottati con il consenso unanime di tutti i condomini) le spese inerenti alle comunicazioni di ogni tipo vanno ripartite tra i condòmini, anche tra coloro che non sono i diretti destinatari di dette notifiche.

Divisione spese comunicazioni: la decisione

Il Tribunale di Cosenza, con la sentenza in commento (sentenza 14 gennaio 2021 n. 90), respinge la domanda attorea accogliendo le ragioni del condominio convenuto.

Tra le spese condominiali il cui costo necessita di essere ripartito tra i condòmini vi sono infatti le spese per le raccomandate che, sebbene non espressamente previste dalla legge, sono utilizzate per comunicare i verbali agli assenti, inviare solleciti di pagamento e lettere di diffida a condòmini e/o terzi.

Per costante giurisprudenza, le spese postali rientrano tra le spese di gestione e dunque, anche se relative all'invio della corrispondenza a singoli condòmini, vanno sempre ripartite tra tutti i proprietari in base alle tabelle millesimali e non, invece, imputate ad personam.

Breve vademecum sulle regole riguardante l'assemblea ordinaria e quella straordinaria

Pertanto, anche nel caso di specie, la spesa di convocazione dell'assemblea ordinaria e di spedizione del verbale è stata giustamente ripartita tra tutti i condòmini, anche tra quelli che ricevono tali documenti a mezzo pec, in proporzione ai relativi millesimi.

È infatti da ritenersi che l'invio è stato fatto nell'interesse collettivo e il costo della raccomandata è stato giustamente suddiviso tra tutti i condòmini sulla base dei millesimi di proprietà per come risulta dalla distinta nella quale sono indicati i nominativi dei condomìni.

Peraltro, la ripartizione delle spese di raccomandata e, più in generale, di invio di comunicazioni deve seguire il criterio di riparto dettato dall'art. 1123 c.c., non essendovi ragione per poter derogare ad esso (Cass., sent. 10 maggio 2019, n. 12573).

Avviso di convocazione: modalità di comunicazione

È appena il caso di ricordare che, ai sensi dell'art. 66, terzo comma, disp. att. cod. civ., l'avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione.

In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell'articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati.

Notifica avviso di convocazione: giurisprudenza

L'avviso di convocazione dell'assemblea può essere notificato validamente solo tramite uno dei mezzi richiamati dall'art. 66 disp. att. c.c., ameno che non vi sia il consenso espresso dei condòmini ad avvalersi di strumenti diversi.

E' possibile modificare il verbale assembleare dopo la sua chiusura?

Secondo la Corte di Appello di Brescia (sentenza 3 gennaio 2019 n. 4), «se è corretto ritenere che unico strumento equipollente alla raccomandata indicata dalla disposizione di legge è la comunicazione tramite posta elettronica certificata, posto che solo con tale modalità perviene al notificante un messaggio di accettazione e consegna dell'avviso, è altrettanto vero che, se il condomino chiede espressamente che la comunicazione dell'avviso di convocazione gli giunga tramite un mezzo "informale" quale la email, non avendo egli indicato un indirizzo Pec bensì l'indirizzo email, ne consegue che l'invio dell'avviso di convocazione a mezzo posta elettronica ordinaria deve ritenersi valido».

In pratica, secondo questa Corte, sono ammesse altre modalità di comunicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea solo se i condòmini vi acconsentono.

Ad esempio, è prassi comune che l'amministratore invii la convocazione a mezzo email ordinaria; ciò, tuttavia, può accadere solamente se i condòmini prestano il loro consenso.

Come scrivere l'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale?

Sentenza
Scarica Trib. Cosenza 14 gennaio 2021 n. 90

Cerca: avviso convocazione spese

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Carla Fernanda
Carla Fernanda 11-02-2021 16:30:02

follia!!!
non mi sembra giusto.
La pec ha un costo e chi decide di riceverla a mezzo mail se ne sostiene il costo.

rispondi
Mimmo
Mimmo 11-02-2021 17:02:53

Assurdo che debba pagare la posta degli altri, che magari non hanno partecipato alla riunione.
Ma il costo della raccomandata non è uguale per tutti? Che c' entrano i millesimi?

rispondi
Antonio
Antonio 11-02-2021 18:46:22

Si è inverosimile che tutti i condomini debbano .pagare le racc.te per quelli che hanno dimenticato di avere una proprietà..cioè che non si interessano di nulla. All'assemblea con 500+1 mm.puo decidere in modo diverso visto che tanti appartamenti sono affittati a studenti e abbandonati a se stessi.Grazie.

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Luigi
Luigi 12-02-2021 12:35:02

concordo perfettamente.
come amministratore da sempre ognuno si paga le sue raccomandata, salvo che siano di carattere istituzionale. non ha mai suscitato lo scandalo di chicchessia.
mi sembra normale anche perchè il fatto che uno non abiti in condominio e non abbia una e-mail, anche ordinaria ed autorizzata mediante scrittura privata, non vedo perchè tutti gli altri debbano pagare. è una ingiustizia grande come un....condominio.

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Gisella
Gisella 12-02-2021 22:40:32

L "amministratore"della seconda casa di mia madre notifica la convocazione dell' assemblea meno di 5 giorni tramite raccomandata pur avendo mail a cui inviarla...in questo caso..come dovrei comportarmi con lui?

rispondi
Nina
Nina 15-02-2021 21:33:04

Chiedo a Carla Fernanda, Mimmo, Antonio, Luigi, Gisella (tutti voi avete protestato!): come difendereste e che fareste, quando l’amministratore non è persona equilibrata e spedisce le raccomandate “in abbondanza” ad un condomino (quello preso di mira per fargli spendere soldi), mentre a quelli che considera “amici” non spedisce mai una raccomandata, neppure quella obbligata per sollecitare il pagamento dei tanti anni di arretrato?
Dico anche che dovreste riflettere su un fatto: le parti comuni sono amministrate attribuendo le spese secondo i millesimi a ciascuno; dunque per amministrare le parti comuni le spese (tutte, anche quelle postali!) vanno suddivise in base ai millesimi di proprietà; esorto a riflettere su quanto si corrisponde in rapporto alla spesa di euro 6circa (spesa di una raccomandata)

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Gianni
Gianni 19-02-2021 10:39:25

La sig. Nina nel chiedere ai vari condomini METTE in evidenza l'ignoranza che regna nelle persone inerente la materia condominiale.
Ignorare il regolamento condominiale, le norme dettate dagli articoli del codice Civile ed il disinteressamento della vita condominiale, la disinformazione della gestione dell'amm. di cond. PORTA alla manifestazione di ignoranza e di INCIVILTA'!
Fuoriescono egoismi e possessività !
DEGRATO URBANO

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