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Partecipazione in assemblea del coniuge: quando serve la delega?

Immobile in comproprietà: chi può partecipare all'assemblea? Il rappresentante della comunione deve essere munito di delega scritta?
Avv. Mariano Acquaviva Avv. Mariano Acquaviva - Foro di Salerno 

È noto a tutti che un'assemblea condominiale, per essere validamente costituita, deve raggiungere il quorum stabilito dalla legge. È altrettanto risaputo che ogni consesso è preceduto dalla convocazione, di norma curata dall'amministratore. Il principio è il seguente: tutti i proprietari devono essere messi nella condizione di poter partecipare.

Che poi non presenzino per libera scelta è un altro conto. Con questo articolo ci concentreremo sui casi di comproprietà dell'unità immobiliare e, soprattutto, cosa succede quando l'abitazione è intestata a marito e moglie. Quando serve la delega per la partecipazione in assemblea del coniuge?

Succede spesso che, durante un'assemblea, partecipi solamente uno dei coniugi intestatari. Ciò è ovviamente legale, ma lo è anche se il coniuge che presenzia è sfornito di delega? In questi casi, il potere di rappresentanza spetta per legge? Insomma: il coniuge ha bisogno della delega in assemblea? vediamo cosa dice la legge.

La delega in bianco nell'assemblea condominiale. Guida al corretto utilizzo

Comproprietà: a chi va notificato l'avviso di convocazione?

Partiamo subito da un dato certo: nel caso di comproprietà dell'unità immobiliare, l'avviso di convocazione assembleare va notificato a tutti i titolari.

Ciò significa che, se un'abitazione sita in condominio è cointestata a più persone, tutte andranno rese edotte. Se si tratta di marito e moglie, entrambi dovranno ricevere l'avviso contenente la specifica indicazione dell'ordine del giorno.

Lo stesso dicasi nel caso di decesso dell'originario titolare: gli eredi devono essere considerati condòmini alla stregua del precedente, defunto, proprietario, e pertanto devono essere convocati all'assemblea condominiale, a prescindere dal fatto che abbiano preso o meno possesso dell'immobile.

Peraltro, è appena il caso di ricordare che «la mancata comunicazione, a taluno dei condomini, dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale comporta non la nullità, ma l'annullabilità della delibera condominiale, che se non viene impugnata nel termine di trenta giorni previsto dall'art. 1137, 3° comma, c.c. - decorrente per i condomini assenti dalla comunicazione e per i condomini dissenzienti dalla sua approvazione - è valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio" (Cass., SS.UU., 7 marzo 2005, n. 4806).

Come deve essere fatta la delega per partecipare all'assemblea del condominio.

Delega assembleare: cos'è e come funziona?

L'art. 67 disp. att. c.c. statuisce che ogni condomino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante, munito di delega scritta.

Il primo comma della succitata disposizione prosegue stabilendo che «Se i condòmini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale».

A questo limite si aggiunge quello di non poter delegare l'amministratore di condominio. Per ovvie ragioni di possibile conflitto d'interessi, il quinto comma dell'art. 67 disp. att. c.c. stabilisce che all'amministratore non possono essere conferite deleghe.

A parte l'amministratore, chiunque può essere delegato a prendere parte all'assemblea. Ciò significa che il delegato potrà essere tanto un condomino quanto persona estranea alla compagine.

Il regolamento di condominio, però, potrebbe prevedere dei limiti più stringenti: ad esempio, potrebbe costringere a scegliere come delegato un altro condomino e non una persona esterna.

Il regolamento comunque non può mai sopprimere il diritto di delega; ciò significa che il condomino assente ha dunque sempre la possibilità di farsi rappresentare da un suo delegato.

Comproprietari: chi partecipa all'assemblea?

Ai sensi del secondo comma dell'art. 67 disp. att. c.c., «Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice».

In pratica, la legge dice che, nel caso di proprietà indivisa, i comproprietari possono farsi rappresentare da una sola persona. Ciò significa che non possono esserci più rappresentanti per la stessa unità immobiliare in comunione.

I vizi della delega nell'assemblea condominiale

La scelta del rappresentante è fatta a maggioranza, in base al valore della proprietà posseduta. Ciò significa che se un proprietario possiede i 2/3 di proprietà e l'altro solo 1/3, prevarrà la volontà del primo.

Ove le quote dei comproprietari siano di pari valore e vi sia disaccordo nella designazione dell'unico rappresentante che manifesterà la volontà unitaria di tutti i comproprietari, la scelta dovrà essere rimessa all'autorità giudiziaria.

Il rappresentante in assemblea così scelto esprime la volontà della comunione con diritto di voto vincolante per gli altri, nel senso che egli si fa portavoce della volontà unitaria dei comproprietari.

In altre parole, nonostante l'immobile in condominio sia cointestato, in assemblea ha diritto a presenziare solo un rappresentante che parla, agisce e vota a nome di tutti.

Ciò vuol dire che, se l'appartamento appartiene ai coniugi, in assemblea condominiale il rappresentante per l'immobile potrà essere alternativamente o l'uno o l'altro e non entrambi. Chi si presenta funge da portavoce della volontà unitaria dei comproprietari.

In tal senso anche la giurisprudenza (Tribunale di Roma, sentenza n. 23028 dell'11 dicembre 2017), secondo cui la partecipazione all'assemblea di condominio di uno dei comproprietari dell'appartamento fa presupporre che gli altri siano da questo rappresentati in assenza di prova contraria.

Comproprietario: ha bisogno della delega?

Veniamo ora a un punto cruciale. Il comproprietario ha bisogno della delega scritta per sostituire gli altri titolari dell'immobile?

Delega via mail o sms, è possibile?

Sul punto la normativa non è chiara. Il Tribunale di Roma (sentenza n. 1570 del 22 luglio 2019), a proposito dell'impugnazione proposta contro una delibera adottata con la partecipazione di un solo comproprietario sfornito di delega, così ha statuito: «La norma applicabile al caso di specie (l'art. 67 disp. at. c.c.) non è certo felice nella determinazione della regola da seguire per ammettere i condomini comproprietari a partecipare all'assemblea e votare; purtuttavia, si ritiene debba essere interpretata nel senso che, laddove in assemblea sia presente uno dei comproprietari, salvo diversa comunicazione pervenuta all'amministratore dagli altri condomini, può e deve presumersi che operi quale rappresentante degli altri ex art. 1106 c.c., circostanza che, per converso, impedisce agli altri comproprietari di sollevare alcun genere di eccezione (limitatamente, è appena il caso di osservarlo, alla questione della legittimazione ad intervenire e votare) fatto salvo il caso di eventuali azioni di responsabilità e di risarcimento interne ad essi estraneo».

La sentenza non sembra essere dirimente, in quanto si limita ad affermare che eventuali questioni di difetto di rappresentanza vanno risolte all'interno del gruppo dei comproprietari.

La delega all'aspirante Amministratore

Ebbene, nel silenzio della legge e della giurisprudenza, sebbene sia più che ragionevole l'orientamento secondo cui chi partecipa alla riunione di condominio in rappresentanza degli altri comproprietari non necessiti di specifica delega da parte di questi ultimi essendo egli stesso un condomino, va anche evidenziato come il principio introdotto dal legislatore in ordine alla necessità della forma scritta della delega porti a ritenere che l'intervento in qualità di rappresentante della comunione vada comunque comprovato da idonea documentazione, quale può essere il verbale della riunione dei comunisti recante la designazione in questione o, appunto, una delega scritta di designazione del rappresentante firmata da tutti i comproprietari.

Di conseguenza, la mancanza di detta documentazione può legittimare l'esclusione dalla partecipazione all'assemblea di colui che si qualifica come rappresentante.

Coniuge: ha bisogno della delega?

Siamo dunque pronti a rispondere al quesito posto nel titolo di questo articolo. Il coniuge ha bisogno della delega per partecipare all'assemblea condominiale? Sì, in quanto:

  • se il coniuge non è comproprietario dell'immobile sito in condominio, allora avrà necessariamente bisogno della delega perché, ai fini della partecipazione assembleare, egli è un estraneo, sfornito di per sé del diritto a prendere parte al consesso.

    Solo la delega scritta può legittimarlo;

  • se il coniuge è comproprietario, è bene comunque esibire un documento scritto che comprovi il diritto a partecipare.

    Questo documento può essere tanto il verbale dell'assemblea della comunione (all'interno della quale si è stabilito il rappresentante) quanto una delega scritta (sicuramente più opportuna e semplice nel caso di soli due comunisti, come nel caso dei coniugi comproprietari).

Coniuge separato o divorziato: ha bisogno della delega?

La delega all'aspirante Amministratore

L'eventuale separazione o divorzio dei coniugi non ha ripercussioni su quanto detto sinora. Di conseguenza:

  • se il coniuge separato/divorziato è comproprietario dell'immobile, può partecipare in sostituzione dell'altro munito di delega scritta o di verbale dell'assemblea dei comunisti;
  • se il coniuge separato/divorziato non è (più) comproprietario dell'immobile, può partecipare in sostituzione dell'altro solo se munito di delega scritta.

Perché i condomini con delega devono essere conteggiati ai fini dell'assemblea

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Stefano
Stefano 21-09-2021 14:54:01

in caso di due coniugi separati, ma non ancora divorziati come ci si deve comportare?

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 21-09-2021 23:29:03

Vige il discorso di base, sono ancora comproprietari e la delega non occorre a ciascuno di essi

rispondi
Federica Giordano
Federica Giordano 29-09-2021 08:15:30

@Andrea Puddu: buongiorno.
In merito all'argomento, vorrei fare una domanda nello specifico.
Sono separata da quasi 5 anni( con ordinanza del giudice presidenziale all'inizio e sentenza definitiva emessa a gennaio di questo anno).
Io ed il mio ex marito siamo comproprietari di un immobile sito in un piccolo condominio di 4 appartamenti, di cuiuno è quello assegnatomi per legge ( i 3 restanti sono di proprietà di 2 sorelle).
L'amministratore, marito di una delle sorelle, per anni ha perpetrato illegalità e appropriazione indebita. Dopo continue vessazioni desidero impugnare le delibere o quantomeno denunciare il suddetto, ma il mio ex , con il quale non ci sono buoni rapporti, non vuole firmare ne delega nè l'atto di delega notarile per litigi condominiali. Insomma!!! Io sono costretta a pagare per dei falsi consuntivi di lavori e spese varie che non sono sostenuti da ricevute fiscali, scontrini o corrispettivi( neanche il compenso dell'amministratore ha una ricevuta con la ritenuta d'acconto).
In altre parole, io non posso difendermi? Non posso impugnare senza delega del mio ex , che si diverte a fare dispetti? ( ho 2 figli per i quali quest'ultimo non versa gli alimenti)
Chi ci tutela?
E l'articolo 180 comma 1, che validità ha?
Grazie

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 03-10-2021 14:08:18

@Federica Giordano: ciao, ora sto fuori e con il cellulare risponderti non è agevole. Appena rientro ti scrivo. Al volo, l'art. 180 c. 1 riguarda il presentarsi presso luogo di polizia e mostrare ciò che non si possedeva in fase di controllo, vedi carta di circolazione, documento d'identità, idoneità alla guida, etc.. Intendevi altro?

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 03-10-2021 16:39:20

@Federica Giordano: allora, procediamo:
- per impugnare qualsiasi delibera non hai bisogno di alcuna autorizzazione o firma da parte del comproprietario in quanto si hanno diritti disgiunti;
- le impugnazioni devono essere esperite entro 30 giorni dalle delibere per i presenti dissenzienti o per gli assenti da quando ricevono il verbale, a meno che la delibera non sia nulla, ovvero ha per oggetto una cosa contraria alla legge o impossibile da attuarsi o comprima il diritto del singolo in maniera irreparabile;
- io, nelle eventualità di delibere nulle, consiglio comunque di impugnare entro 30 giorni, così nella eventualità che il giudice la ritenesse annullabile, sei comunque all'interno del tempo;
- sulla questione di appropriazione indebita devi andarci cauta poiché devi avere delle prove provate affinché possa procedere con una querela di parte per la somma a te relativa, indipendentemente dal volere dell'assemblea, che chiaramente in questo caso non avrai mai l'unanimità, né la maggioranza;
- è tuo diritto richiedere la visione di tutte le pezze giustificative PRIMA di ogni approvazione di rendiconto ed estrarre copia a tue spese se vuoi cartaceo, altrimenti gratis se carpito con una fotocamera digitale (cellulare);
- chiaramente questo tipo di accesso lo potrai esercitare in ogni momento, anche se quello cruciale è in procinto del rendiconto annuale.
Avrei un altro miliardo di informazioni ma se mastichi un pò di contabilità ne uscirai vittoriosa.
Facci sapere cosa intendessi prima con l'art. 180

rispondi
Giorgio Rovelli
Giorgio Rovelli 21-09-2021 16:46:57

"Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea,"
Quindi l'altro coniuge può presenziare all'assemblea ma non partecipare alla discussione oppure non può nemmeno essere presente?

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 21-09-2021 23:28:00

Non c'è una regola ferrea, purtroppo è a discrezione del presidente

rispondi
Giorgio Rovelli
Giorgio Rovelli 21-09-2021 23:50:46

@Andrea Puddu: "nonostante l'immobile in condominio sia cointestato, in assemblea ha diritto a presenziare solo un rappresentante che parla, agisce e vota a nome di tutti."
A me sembra chiaro: non è ammessa la presenza fisica di entrambi.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 22-09-2021 16:14:47

@Giorgio Rovelli: infatti ti ho già risposto che dipende dal presidente, se ammette la presenza di entrambi, possono restare ma solo uno può discutere e votare.
Spesso nell'incertezza non si rischia di andare in due e poi l'altro torna a casa

rispondi
Emilio Avenia
Emilio Avenia 21-09-2021 17:36:08

In un Condominio di 120 unità immobiliari,qualè il numero massimo di deleghe che può portare un singolo Condomino?

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 21-09-2021 23:31:53

Se non viene stabilito da un regolamento contrattuale, la norma recita massimo un quinto del valore proporzionale dell'immobile, quindi, o 1/5 di 120 purché non superi 200 millesimi oppure massimo 200 millesimi purché non superi 1/5 dei 120

rispondi
Emilio Avenia
Emilio Avenia 21-09-2021 17:42:56

In un Condominio di 120 unità immobiliari,qualè il numero massimo di deleghe che può portare un singolo Condomino all'assemblea?

rispondi
Sergio Tocco
Sergio Tocco 21-09-2021 19:25:08

Il nostro Condominio ha deciso con delibera unanime di inserire nel regolamento con articolo apposito, la non necessaria presentazione di delega da parte del coniuge comproprietario oltre al fatto che, nel caso siano impossibilitati questi ultimi, possono essere rappresentati all'assemblea, da un figlio/a maggiorenne.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 21-09-2021 23:35:08

La delega non sarebbe comunque servita, però limitare la presenza al solo figlio maggiorenne è molto riduttivo.
Mi stupisco che possiate averla approvata all'unanimità una clausola del genere, uno deve essere libero di delegare chi vuole, chessó il proprio legale piuttosto che un altro amm.re amico che di sicuro conosce meglio la materia

rispondi
Sergio Tocco
Sergio Tocco 22-09-2021 18:10:25

@Andrea Puddu:scusa, ho dimenticato di specificare che anche il figlio/a non ha l'obbligo della delega. In questo caso comunque nulla toglie (perchè non espressamente regolato) la libertà da parte dei comproprietari di delegare altre persone. vedi il caso ad esempio di coniugi senza figli maggiorenni.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 22-09-2021 21:33:03

@Sergio Tocco: ah perfetto, allora la clausola ha una sua ratio

rispondi
Patrizianna
Patrizianna 22-09-2021 15:31:27

E per i coniugi in regime di comunione dei beni?

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 22-09-2021 16:17:03

Il discorso è il medesimo, non incide il regime patrimoniale dei coniugi, quanto il diritto di proprietà. Chiunque vada non necessita di delega

rispondi
Sergio Tocco
Sergio Tocco 22-09-2021 18:12:38

Intendevo appunto, coniugi in comunione di beni, quindi comproprietari!

rispondi
Raffaele
Raffaele 12-11-2021 18:42:21

Buonasera a tutti, ho da proporre un caso dove entrambi i coniugi vogliono essere presenti all'assemblea, hanno la comunione dei beni, e nonostante il presidente legga le disposizioni attuative dell'art. 67 del C.C. che un solo rappresentate per unità immobiliare può essere presente dell'assemblea ed invita uno dei 2 coniugi ad abbandonare l'assemblea regolarmente costituita, questi rifiutano di allontanarsi, non è chiara come proseguire l'assemblea.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 12-11-2021 18:59:40

Purtroppo l'allontanamento potrebbe anche essere coatto, il proprietario dell'immobile chiama le forze dell'ordine e lo fa allontanare poiché non ha titolo a restare.
Ma siccome il buon senso deve prevalere, si invitano entrambi a mettersi d'accordo su chi rappresenta la proprietà e solo lui/lei potrà discutere e votare.
Un pò come succede in udienza quando vengono convocate le parti, ciascuna si rivolge al proprio legale quando hanno qualcosa da riferire ma non possono conferire.
E' la prima volta che sento che tutti e due vogliono presenziare, in genere li devi prendere a pallettoni per farli andare alle assemblee i condomini :))

rispondi
Giovanni
Giovanni 31-12-2021 13:50:15

Salve a tutti... vorrei porre questo quesito.
Solo adesso vengo a conoscenza di questa norma.
Nel condominio in cui vivo abbiamo adottato la norma delle due deleghe per ogni condomino ( 36 appartamenti e 42 garages ) ma c'è un condomino coniugato ma non comproprietario che ad ogni assemblea porta due deleghe e l'amministratore conteggia anche i millesimi di proprietà della moglie senza che questa sia presente o abbia delegato un condomino o un estraneo ;in pratica il suddetto condomino rappresenta 3 unità immobiliari ma solo in presenza di 2 deleghe.
Siccome è un condomino che a suo dire tutti dobbiamo fare le cose giuste così come da codice civile e ,siccome nessuno ha mai dato il permesso sia a lui che all'amministratore di comportarsi in questo modo, vorrei sapere se sia lui che l'amministratore hanno o meno tenuto un comportamento corretto nel corso degli anni e che articolo del C.C dover fare loro presente nel caso in cui gli altri condomini abbiano ragione nel fare osservare loro quale comportamento adottare in futuro.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 03-01-2022 16:01:20

Andiamo con ordine.
Avete adottato la regola delle due deleghe: in che modo avreste adottato questa regola? Con delibera presa attraverso un apposito punto all'ordine del giorno oppure come si fa spesso, nelle varie ed eventuali di una qualsiasi assemblea?
Ed ancora, questa delibera era all'unanimità dei 1000 millesimi o a semplice maggioranza?
E' importante sapere ciò perché derogare all'art. 67 d.a.c.c. con leggerezza porta alla nullità della delibera.
Poi...
Il tipo coniuge della proprietaria non ha titolo nel votare per la moglie, quindi o si fa delegare o vota solo per le due persone che rappresenta.
Non solo: immagino non sia questo il caso, ma nella remota ipotesi dovesse superare con quelle 2-3 deleghe i 200 millesimi, avete l'obbligo di fargli dichiarare a quale delega rinunciare, diversamente rischiate l'impugnazione dell'eventuale delegante che si vede escluso in maniera arbitrària dal delegato.
Una volta in assemblea ho suggerito di far decadere ogni delega ad un tipo piuttosto che far decidere lui chi escludere, proprio per timore di una eventuale impugnazione.
In questo modo la prossima volta si fa bene i conteggi, prima di diventare "il delegato pigliatutto".
Certi comportamenti al vostro amministratore non consentitegli di adottare, magari è un condominio tranquillo, ma domani qualcuno potrebbe diventare ostile e ve le fa pagare tutte

rispondi
Giovanni
Giovanni 04-01-2022 09:50:03

@Andrea Puddu: Io sono inquilino dal 2005 e all'epoca era già in vigore la regola di delle due deleghe....gli altri condomini conviventi in quanto coniugi o figli non proprietari hanno sempre esibito la delega.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 04-01-2022 10:50:31

@Giovanni: Bene Giovanni, alla prossima assemblea invita il presidente a far mettere a verbale che il tipo X è senza delega, pertanto non può votare per la moglie. Dato che ci sei invita sempre lo stesso presidente a farsi consegnare l'elenco delle convocazioni delle persone assenti per appurare che siano stati regolarmente convocati.
Se incomincia ad incespicare perché qualcuno non è stato convocato secondo quanto stabilito dall'art. 66 d.a.c.c, invita il presidente ad annullare l'adunanza per il temuto pericolo di impugnazione per vizi nella convocazione.
Qualcosa mi dice che il tipo la prossima volta torna con la delega della moglie.
D'altronde, che problemi ci sono per farsi firmare una delega?

rispondi
Giovanni
Giovanni 05-01-2022 07:46:24

@Andrea Puddu: a mio avviso la motivazione è quella di avere più voce in capitolo in sede di assemblea in quanto non c'è anno in cui non presenti proposte che meno male non vengono quasi mai approvate.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 05-01-2022 09:27:33

@Giovanni: ahahahaha, meglio così. Sono d'accordo con te sulla visibilità che cerca

rispondi
Giovanni
Giovanni 05-01-2022 11:14:24

@Andrea Puddu:😂😂👍

rispondi
Federico
Federico 09-01-2022 15:24:29

Buongiorno, se l'amministratore del condominio è anche un inquilino proprietario al 50% con la moglie, può la moglie raccogliere le deleghe al suo posto dato che lui non può e rappresentare il loro appartamento?
Grazie

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 09-01-2022 16:50:27

E' uno di quei pochi casi in cui si rende palese interamente il conflitto di interessi. Poiché lui ricopre la carica di amministratore, se non ci fosse la moglie, avrebbe comunque diritto di voto ma non per le materie ove esiste uno specifico interesse, per esempio quello del rinnovo del mandato, escludendo comunque la rappresentanza degli altri. In questo caso, facendo riferimento alla moglie, lui ha solamente il compito di espletare la funzione di amministratore e vota la moglie al suo posto, ma sempre escludendola per la elezione del professionista, quindi ben può rappresentare gli altri

rispondi
Gederico
Gederico 09-01-2022 17:18:11

@Andrea Puddu: quindi può la moglie raccogliere le deleghe come rappresentante del loro appartamento? Non va in contrasto con il divieto di raccogliere deleghe dell'amministratore? Grazie

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 09-01-2022 17:42:48

@Gederico: no, non va in contrasto proprio perché la moglie non è l'amministratore. Bisogna distinguere le due figure: una è quella del professionista che non può ricevere deleghe, l'altra è la moglie che non è il professionista e deve pur rappresentare la propria proprietà. Entrambi non possono votare per il mandato della carica perché è palese il conflitto di interessi, ma per il resto delle altre attività, certamente si

rispondi
Federico
Federico 09-01-2022 18:27:02

@Andrea Puddu: ok grazie infinite

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 09-01-2022 20:56:36

@Federico: grazie a te per aver posto il quesito

rispondi
Barbara
Barbara 06-02-2022 09:51:34

Buongiorno
io e mio marito, comproprietari di un appartamento, siamo in regime di divisione dei beni. Abbiamo quindi, di conseguenza, il diritto di partecipare entrambi alle assemblee di condominio?
Grazie.

rispondi
Barbara
Barbara 06-02-2022 13:53:36

@Andrea Puddu: Grazie.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 06-02-2022 11:42:02

No Barbara, in nessun caso si ha il diritto di essere entrambi presenti, anche se comproprietari. Se lo sei dovete scegliere fra voi chi partecipa e quindi vota, se non lo sei ti fai delegare dal tuo coniuge ma sappi che se anche ti opponi alle delibere, solo il proprietario potrà impugnare

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 06-02-2022 14:37:02

@Barbara: grazie a te per aver posto il quesito

rispondi
Giorgio Rovelli
Giorgio Rovelli 06-02-2022 21:26:22

@Andrea Puddu: Secondo il nostro amministratore, entrambi i comproprietari possono essere presenti in assemblea, purchè uno solo partecipi alle discussioni.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 07-02-2022 00:17:09

@Giorgio Rovelli: la visione del tuo amm.re è corretta e condivisibile, però siamo sempre chiamati a comprendere ciò che spetta di diritto e ciò che invece viene concesso. La norma prevede che solamente uno presenzi in assemblea per rappresentare l'intera proprietà dei beni, tanto è vero che il buon senso ben può prevalere. Però nasce un problema: difficilmente uno dei due starà zitto, è quasi inevitabile che partecipi attivamente e sulle questioni potrebbero non essere d'accordo: che si fa quando su una determinata votazione si ritrovano diametralmente opposti? Si rischia la sterilità del voto in quei casi

rispondi
Giorgio Rovelli
Giorgio Rovelli 07-02-2022 13:11:26

@Andrea Puddu: L'articolo 6 del nostro regolamento contrattuale specifica: "Qualora condomino sia un gruppo di persone pro indiviso (ad esempio, marito e moglie, ecc.) ha diritto di intervenire in assemblea un'unica persona munita di delega degli altri comproprietari pro indiviso."
Secondo me, più che diametralmente opposti, è più probabile che marito e moglie si diano man forte se uno dei due non sta zitto, quindi io potrei invocare il regolamento ed eliminare la concessione?

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 07-02-2022 13:30:55

@Giorgio Rovelli: assolutamente si, Giorgio. Esaminiamo il tuo articolo: in caso di comproprietà solamente uno può presenziare e deve essere munito di delega da parte degli altri. In pratica che cosa si vuole cristallizzare? Che gli altri comproprietari siano coscienti di mandare una sola persona attraverso una loro votazione interna per far sì che non vi siano rivalse che possano sfociare inevitabilmente nei confronti del Condominio. Cioè, della serie, tutti voi della casa accanto, avete scelto uno dei vostri fratelli e solo lui prende le decisioni, vota e voi non potete opporvi. Ora comprendo il motivo per cui il vostro amm.re permetta la coopresenza: così anche se solo uno vota, si ritrova sostenuto anche dal coniuge. A volte, anzi spesso, è più incisivo l'intervento psicologico che quello giuridico. Pertanto la prossima volta invita il presidente a far nominare tra i due chi presenzierà all'adunanza e che inviti l'altro ad allontanarsi. Nascerà di sicuro una bagarre, allora verrà messo ai voti e salterà fuori che tu sei cattivo e che l'altro/a può restare e promette che starà zitto. Tu insisti che se dovesse restare l'assemblea è da annullare per vizi di svolgimento

rispondi
Giorgio Rovelli
Giorgio Rovelli 07-02-2022 14:32:02

@Andrea Puddu: Secondo me, ciò che è vietato dal regolamento condominiale non dovrebbe nemmeno essere messo ai voti.

rispondi
Giorgio Rovelli
Giorgio Rovelli 09-02-2022 23:13:42

@Andrea Puddu: leggo altrove che "Non sussiste un divieto di presenziare personalmente all’assemblea da parte degli altri comproprietari, magari per assistere ai lavori." quindi non sarebbe fattibile insistere che se anche l'altro comproprietario dovesse restare l'assemblea sarebbe da annullare per vizi di svolgimento.

rispondi
Andrea Puddu
Andrea Puddu 10-02-2022 05:28:10

@Giorgio Rovelli: Giorgio, tu mi confermi che siamo nel paese delle banane, la legge dice tutto ed il contrario di tutto, e dove non è specificato, ci pensano i giudice ad incasinare quel poco di tutto. Tu hai dalla tua un regolamento contrattuale, e questo vuol dire molto. Poi, una cosa è restare e stare zitti e muti a quali invisibili, un'altra è dare man forte dove le cose si mettono male

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