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Se le dispersioni di calore possono configurare un indebito vantaggio delle unità immobiliari. Analisi di una curiosa sentenza.
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Se le dispersioni di calore possono configurare un indebito vantaggio delle unità immobiliari. Analisi di una curiosa sentenza.

Quando la delibera può considerarsi è nulla per erronea applicazione del d.lgs 102/2014 e della norma uni 10200/2015?

Avv. Maurizio Tarantino  

La vicenda. Tizio chiedeva l'annullamento della delibera asserendo che l'assemblea del Condominio convenuto, con il proprio voto contrario, avrebbe approvato un progetto gravemente erroneo in merito alla contabilizzazione e ripartizione delle spese di riscaldamento.

Secondo l'attore il progetto redatto dal tecnico (ingegnere) incaricato dal Condominio non avrebbe fatto corretta applicazione delle previsioni contenute nel D. Lgs. n. 102/2014 e delle norme UNI 10200/2015. A parere del condomino, le norme UNI 10200 prevedono che la contabilizzazione indiretta del calore vada effettuata con ripartitori applicati a tutti i radiatori delle unità immobiliari e che l'energia termica consumata debba essere suddivisa in base al tipo di consumo, ossia per riscaldamento comune o per le unità immobiliari. Il condominio convenuto, contestava l'avversa domanda.

=> Nulla la delibera che determina la quota dei consumi involontari senza una preventiva perizia.

Le contestazioni tecniche dell'attore. Secondo le motivazioni del condomino, il progetto del Tecnico incaricato non teneva conto del punto 11.6.1.1 della normativa UNI, in quanto non avrebbe adeguatamene considerato il calore erogato alle singole unità immobiliari dalle tubazioni a vista verticali, costituenti appunto i montanti verticali di alimentazione dei radiatori.

E ciò sul presupposto che l'impianto di cui trattasi rientri nelle previsioni di cui all'art. 9, comma 5, lett. c) e d), del citato D. Lgs. e che, dato il tipo di impianto, che presenta tubature a vista all'interno delle singole unità immobiliari, si sarebbe imposta l'applicazione di detta normativa UNI.

Pertanto, a parere della difesa dell'attore, occorreva, nella predisposizione del progetto, che "l'energia termica erogata dalle tubazioni a vista venisse convenzionalmente calcolata e rapportata in base alle temperature medie stagionali, determinando una quota fissa per ogni unità immobiliare; in particolare, per il tipo di impianto, e per le caratteristiche dei tubi esterni attraversanti le singole unità immobiliari, anche se in alcune unità immobiliari schermate o protette con strutture coprenti dai singoli, la dispersione avrebbe dovuto essere quantificata nella misura forfettaria, orientativamente, del 20%, da ripartire in base ai millesimi di proprietà".

=> Distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato: attenzione alle dispersioni di calore

 Continua [...]

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Sentenza inedita
Scarica Tribunale di Bologna 9 novembre 2017

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