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Differenza tra strada vicinale e strada privata
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Differenza tra strada vicinale e strada privata

Cosa si intende per strada vicinale e quale rilievo la stessa può assumere in ambito privatistico o pubblicistico

Avv. Lucia Izzo  

Nonostante si senta spesso parlare di strade vicinali, non è sempre facile riuscire a fornirne una chiara definizione Si tratta, sostanzialmente, di vie realizzate per transitare e per collegare la pubblica via con una serie di fondi.

Tuttavia, sarebbe riduttivo pensare che tale espressione indichi solo strade sterrate, di campagna, asservite a terreni o poderi e sulle quali si vedono passare principalmente mezzi agricoli.

In effetti, tali strade nascono come destinate prevalentemente al servizio dell'agricoltura, costituite "ex collatione privatorum agrorum" tramite il conferimento di aree da parte dei proprietari di fondi latistanti e di fondi in consecuzione.

Oggi, però, assume particolare rilievo la loro collocazione nell'ambito privatistico o in quello pubblicistico, in quanto le strade vicinali possono assumere la qualità di luoghi di interesse generale con utilizzo esteso a tutti i cittadini.

Cosa dice il Codice della Strada

La classificazione delle tipologie di strade, in base alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, è effettuata direttamente dal Codice della Strada all'art. 2 che distingue i seguenti tipi: autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie, strade urbane di scorrimento, strade urbane di quartiere, strade locali e itinerari ciclopedonali.

Il codice effettua poi un'ulteriore distinzione di queste strade, per esigenze di carattere amministrativo., distinguendo in relazione all'ente proprietario tra strade statali, regionali, provinciali e comunali in relazione all'ente proprietario.

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La norma, dunque, non fornisce una chiara esplicitazione di cosa debba intendersi per strade vicinali. Delle stesse, però, viene fatta menzione nella categoria delle strade comunali: il C.d.S. precisa che "ai fini del presente codice, le strade vicinali sono assimilate alle strade comunali".

Inoltre, l'art. 3, comma 2, n. 52 parla di strada vicinale (o Poderale o di Bonifica) come di una strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico.

Strada vicinale e strada privata

Nonostante il Codice non aiuti nell'elaborare una definizione della nozione di strada vicinale, appare evidente come la strada vicinale, in realtà, sia in linea di massima essa stessa una strada di proprietà privata che, tuttavia, è anche possibile sia adibita a uso pubblico.

In quest'ultimo caso, la strada rimarrà privata, ma cambierà l'uso della stessa che potrà essere anche pubblico.

Di solito, la dottrina tende a fornire la seguente distinzione tra strada vicinale e strada privata: mentre quest'ultima insiste sul fondo di un solo proprietario e serve unicamente all'utilizzo di questo, la strada vicinale è invece destinata a servire più terreni o abitazioni.

Le strade vicinali private, anche dette vie agrarie, sono costituite ad uso comune ed esclusivo di determinati conferenti a cui servono in via esclusiva. Si tratta di passaggi costituiti in comunione incidentale tra i proprietari dei fondi latistanti serviti da quei medesimi passaggi.

Queste strade, estranee alla disciplina pubblicista, sono regolate da norme di diritto privato. Pertanto, nelle vicinali a uso privato, ai proprietari spetta il diritto di passo, nonché l'onere della manutenzione, del controllo e della vigilanza: costoro potranno utilizzare e gestire la strada, nonché apporvi cancelli, sbarre o altri strumenti per impedirne l'accesso ad estranei (non essendo adibita a pubblico transito), oppure decidere di allargare o restringere la carreggiata in accordo tra loro.

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Strade vicinali a uso pubblico

Tuttavia, nonostante la strada vicinale nasca a uso privato, capita spesso che le stesse si dimostrino utili nei confronti dell'intera collettività e ciò può contribuire alla nascita di strade vicinali a uso pubblico. Si tratta di vicinali aperte al passaggio e a servizio di tutti i cittadini, non solo quindi di un privato o di un gruppo di privati.

In pratica, la strada nasce per servire alcuni terreni o abitazioni specificamente individua, ma arriva poi a essere utilizzata anche da persone diverse per soddisfare esigenze di transito che fanno capo alla collettività indistinta.

Si pensi, ad esempio, a strade "private" che dunque non appartengono né allo Stato, né alla Regione, né alla Provincia, né al Comune, ma che sono particolarmente utili in quanto collegano agevolmente luoghi di particolare interesse per i cittadini ad esempio scuole, chiese e così via.

L'apertura alla collettività trae origine nella necessità di soddisfare un pubblico interesse concreto e per questo sulle stesse si innesta una servitù di passaggio e viene realizzato un uso pubblico.

Elemento fondamentale delle strade vicinali ad uso pubblico, dunque, è l'idoneità della strada, o di un tratto di essa, a soddisfare esigenze di interesse generale, consistenti nella necessità dell'uso per garantire la circolazione o per raggiungere edifici e/o luoghi di interesse collettivo.

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Quale conseguenza della servitù di passaggio volta a consentire il transito a una collettività indeterminata di persone, il Comune dovrà occuparsi si una serie di incombenze, ovvero manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché disciplina della circolazione, a seconda dell'importanza della strada e purché la stessa sia soggetta a pubblico transito ovvero quando è idonea a essere percorsa da tutti i cittadini, per molteplici usi e con diversi mezzi.

Ovviamente, l'uso pubblico della strada vicinale dovrà essere effettivo e dunque il bene, secondo gli orientamenti giurisprudenziali: dovrà essere concretamente idoneo a soddisfare esigenze di carattere generale, anche per il collegamento con la pubblica via; il passaggio dovrà essere esercitato iure servitutis publicae da una collettività di persone qualificate dall'appartenenza ad un gruppo territoriale; dovrà sussistere un titolo valido a sorreggere l'affermazione del diritto di uso pubblico, che può anche identificarsi nella protrazione dell'uso stesso da tempo immemorabile (cfr. Cass. civ., sez. II, 12 luglio 1991, n. 7718).

Tanto premesso, la strada privata potrà essere inserita negli elenchi delle strade vicinali del Comune. Tale iscrizione, come conferma la giurisprudenza, ha valore meramente dichiarativo, non costitutivo, dell'esistenza della servitù.

La via privata ad uso pubblico del condominio

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