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Gattari e colonie feline in condominio. Ecco le regole da seguire
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Gattari e colonie feline in condominio. Ecco le regole da seguire

Impiegare un piccolo angolo del cortile per dare da mangiare ai gatti randagi non costituisce un comportamento illecito, ma questo non deve costituire elemento di danno per gli altri condomini

Avv. Maurizio Tarantino 

Colonie feline. La legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 30 agosto 1991) è stata promulgata con lo scopo di proteggere gli animali che convivono con l'uomo a scopo di compagnia e gli animali randagi.

Si tratta di una legge quadro che delega alle Regioni la possibilità di attuare i principi in essa contenuti tramite leggi regionali o provinciali.

In particolare, la legge in esame è stata la prima ad identificare legislativamente le colonie feline, in seguito i vari regolamenti regionali di recepimento hanno previsto articoli specifici sulla tutela e protezione delle colonie di gatti che vivono in stato di libertà.

Dunque, secondo la citata legge, la "colonia felina" è un gruppo di gatti (minimo due) che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo.

L'habitat di una colonia felina è invece il territorio, urbano e non/edificato o no, pubblico o privato, nel quale risulti vivere stabilmente la colonia felina, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia accudita o meno da cittadini.

Inoltre, i gatti randagi si considerano come esseri viventi titolari di diritti quali la "vita" e la "cura". Questi diritti incontrano il limite della salute pubblica.

=> Colonie feline, salute dei condomini e l'ordinanza del Comune di Formia

I gatti in condominio. Le colonie feline sono protette dalla legge e non posso essere spostate. Questo anche se la colonia è in un condominio, con buona pace dei condomini più recalcitranti.

Naturalmente, ciò non significa che i gatti e chi se ne prende cura possano fare tutto quello che vogliono: ci sono delle regole da seguire.

È infatti consentita l'utilizzazione della cosa comune da parte del singolo condomino con modalità particolari e diverse rispetto alla sua normale destinazione - purché nel rispetto delle concorrenti utilizzazioni, attuali o potenziali, degli altri condomini - non sia alterato il rapporto di equilibrio tra tutti i comproprietari.

Dunque, impiegare un piccolo angolo del cortile o del porticato per dare da mangiare ai gatti randagi non costituisce un comportamento illecito; ma questo non deve costituire elemento di danno per gli altri condomini: non si deve sporcare per terra, né deturpare l'estetica del giardino e gli animali non devono costituire molestia per le persone, che entrano ed escono dal palazzo.

=> Il problema delle colonie feline in condominio

Le delibere. Anche la delibera assembleare che prenda provvedimenti per fronteggiare eventuali danni cagionati dalla colonia felina (anch'essi comprovati), dovrà tenere conto di tutte le alternative adottabili meno gravose per gli animali.

Difatti, le delibere condominiali che vogliano far allontanare - o addirittura sopprimere - i gatti per pregiudizio, cioè motivi non correlati a una malattia grave e incurabile degli stessi felini, sono illegittime perché in contrasto sia con la l. 281/91 e sia con le leggi regionali.

Nel caso in cui i gatti iniziassero a costituire un danno per i beni condominiali, o dei singoli condomini, l'assemblea può deliberare opportuni provvedimenti (es., rete che circoscriva la zona condominiale) che in ogni caso rispettino il "sentimento di amore per gli animali.

I gattari [1] La gattara o più raramente il gattaro è una persona che dedica parte del proprio tempo all'assistenza dei gatti randagi, ospiti dei gattili o territoriali delle colonie feline.

Spesso, i regolamenti comunali consentono al privato cittadino la possibilità di registrare e curare le colonie feline. In alcuni comuni, come Bari e Genova, hanno introdotto il c.d. patentino del gattaro: si tratta di persone autorizzate dal Comune a curare e somministrare il cibo agli animali.

A Borgosesia (Piemonte) è nato l'albo dei gattari finalizzato a individuare i diritti e i doveri di queste delle volenterose persone, le quali sono tutelate e autorizzate a svolgere la loro attività.

In sostanza, Dunque, in presenza di una colonia felina in condominio, i gattari devono: provvedere alla registrazione della colonia felina presso il Comune di residenza e la ASL veterinaria, dandone nel contempo tempestiva comunicazione all'amministratore di condominio; richiedere la sterilizzazione dei mici della colonia, al fine di controllarne la crescita demografica; Individuare, in comune accordo con gli amministratori di condominio, gli spazi comuni in cui alimentare i gatti, il più lontano possibile dalle abitazioni; Tenere pulite le aree in cui alimentano i gatti di colonia lasciando per un periodo massimo di un'ora al mattino e un'ora alla sera le ciotole con il cibo a disposizione dei mici. Informare immediatamente il veterinario di fiducia in caso di presenza di gatti malati.

=> La presenza delle colonie feline all'interno degli spazi comuni condominiali

Le responsabilità dei gattari. L'attività del gattaro è attività animata da apprezzabile intenzione e da comprensibile e condivisibile amore per gli animali.

Tuttavia, però, l'attività di attirare gatti randagi con ciotole di cibo, può costituire molestia se i gatti, vagando per il condominio, s'introducono negli appartamenti e nelle relative pertinenze degli altri condomini limitandone il possesso.

Difatti, questo tipo di comportamento posto in essere dai condomini (in questo caso del gattaro), potrebbe configurare oggettivamente una turbativa (molestia possessoria) nel libero godimento dell'appartamento e relative pertinenze degli altri condomini; di conseguenza, soggetti a azione di manutenzione ex art. 1170 c.c.


[1] TARANTINO M., "Animali in condominio. Tutele e Responsabilità", Condominioweb, 2019, 79

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