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Aspetto architettonico, le sentenze in materia
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Aspetto architettonico, le sentenze in materia

Quando si parla di estetica dell'edificio, il riferimento va quasi sempre al decoro architettonico; non mancano però situazioni nelle quali il riferimento è altro, ossia l'aspetto architettonico dell'edificio.

Avv. Alessandro Gallucci  

La giurisprudenza si è soffermata sulla nozione di più occasioni, tutte per lo più connesse a controversie afferenti alla sopraelevazione di cui all'art. 1127 c.c.

Lo sforzo interpretativo dei giudici è stato spesso focalizzato sulla necessità di individuare una nozione autonoma che mettesse in risalto le caratteristiche peculiari dell'aspetto architettonico rispetto al più noto concetto di decoro.

Proprio l'articolo testé menzionato fa riferimento all'aspetto architettonico, l'unico tra le norme condominiali specificando che i condòmini possono opporsi alla sopraelevazione "se questa pregiudica l'aspetto architettonico dell'edificio"

Che cosa s'intende, allora, per aspetto architettonico?

Alterazione del decoro architettonico, che cos'è, chi può alterarlo e come si valuta tale alterazione

Aspetto architettonico, nozione

Quando la Cassazione è stata chiamata ad affrontare l'argomento ha specificato che l'intervento edificatorio oggetto della valutazione estetica dev'essere decoroso (in riferimento è allo stile dell'edificio) e non deve rappresentare "comunque una rilevante disarmonia rispetto al preesistente complesso tale da pregiudicarne le originarie linee architettoniche, alterandone la fisionomia e la peculiarità impressa dal progettista" (Cass. 24 aprile 2013, n. 10048).

Come dire: è chiaro che l'aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica sia tale da poter impattare sull'estetica dell'edificio, tale impatto deve essere ridotto al minimo.

L'optimum e non mancano soluzioni in tal senso, è rappresentato dalla pedissequa imitazione delle linee architettoniche già esistenti. Ove ciò non sia possibile o non si opti per questa scelta, il risultato dev'essere comunque in linea con l'esistente.

Aspetto architettonico, valutazione, violazione e conseguenze

Come detto in precedenza, la nozione di aspetto architettonico è connessa alla soprelevazione.

È in questa ipotesi che, per dirla semplificando, i condòmini che non siano i sopraelevanti possono alzare la mano e contestare il pregiudizio all'aspetto dell'edificio.

Si pone, dunque, in capo al giudicante la necessità di valutare se l'intervento ha inciso sull'aspetto del palazzo.

Al riguardo, la giurisprudenza che si è espressa sull'argomento ha avuto modo di specificare che il giudizio riguardante l'impatto della sopraelevazione sull'aspetto architettonico dell'edificio va eseguito esclusivamente avendo come elemento di valutazione le caratteristiche stilistiche visivamente percepibili dell'edificio condominiale.

Tale valutazione si dice nelle varie pronunce in tema deve essere altresì tesa alla vedifica dell'esistenza di un danno economico; questa indagine di fatto è demandata al giudice del merito.

Sul rimandiamo alla lettura delle seguenti sentenze: Cass. Sez. 2 -, Sentenza n. 23256 del 15/11/2016 Cass. Sez. 2, Sentenza n. 10048 del 24/04/2013; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 2865 del 07/02/2008; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 1025 del 22/01/2004.

Giustamente facendo riferimento alle le caratteristiche stilistiche visivamente percepibili ci si potrebbe domandare se si può porre una differenza tra facciata principale e facciata secondaria.

Al riguardo, sempre la Suprema Corte di Cassazione ha specificato che non ha rilevanza alcuna la distinzione fra facciata principale o secondaria dell'edificio.

La ragione di questa conclusione, spiegano gli ermellini, sta nel fatto che le facciate di un edificio, indipendentemente dalla loro qualificazione indicano l'insieme le linee e le strutture ornamentali che connotano il fabbricato, "imprimendogli una fisionomia autonoma e un particolare pregio estetico.

La facciata rappresenta, quindi, l'immagine stessa dell'edificio, la sua sagoma esterna e visibile, nella quale rientrano, senza differenza, sia la parte anteriore, frontale e principale, che gli altri lati dello stabile" (Cass. 28 giugno 2017 n.16258).

Decoro architettonico: quando l'opera è modesta e non visibile

Come dire: se sopraelevo non mi è data obbligo di rispettare le linee estetiche della facciata fronte strada, mentre facoltà di violazione dell'aspetto architettonico per quella secondaria. L'intervento innovativo dev'essere in toto coerente col contesto.

Sempre la giurisprudenza ci ricordare che accertato pregiudizio all'aspetto architettonico, "esso si traduce in una diminuzione del pregio estetico e quindi pure economico del fabbricato" e che questa valutazione rientra nei poteri del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità (Cass. 28 giugno 2017 n.16258).

Aspetto architettonico e decoro architettonico, differenze

Come si diceva in principio, altro elemento su cui sovente la giurisprudenza è stata chiamata spesso a pronunciarsi riguarda la differenza eventualmente esistente tra decoro architettonico e aspetto architettonico dell'edificio.

La Corte di Cassazione ha colto un distinguo tra i due concetti, ribadendo in più occasioni che le nozioni di aspetto architettonico dell'edificio indicato dall'art. 1127 c.c. e di decoro la cui tutela è prestata dalle normativa in materia di innovazioni (art. 1120 c.c.), sono differente, ma "strettamente complementari e non possono prescindere l'una dall'altra, sicché anche l'intervento edificatorio in sopraelevazione deve rispettare lo stile del fabbricato, senza recare una rilevante disarmonia al complesso preesistente, sì da pregiudicarne l'originaria fisionomia ed alterarne le linee impresse dal progettista (Cass. Sez. 6-2, Ordinanza n. 17350 del 25/08/2016, Rv. 640894; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 10048 del 24/04/2013, Rv. 625813).

La relativa valutazione, demandata al giudice di merito, è sottratta al sindacato della Corte di Cassazione, se congruamente motivata, senza peraltro obbligo di espressa motivazione sulla sussistenza del pregiudizio economico, quando questo sia da ritenersi insito in quello estetico (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 1025 del 22/01/2004, Rv. 569562)" (Cass 23 luglio 2020 n.15675).

Se una sopraelevazione lede l'aspetto dell'edificio e tale conclusione è adeguatamente motivata tanto basta, dice la Cassazione, per ritenere provato anche quello economico insito nella prima lesione.

=> Sopraelevazione e ricostruzione in condominio

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Raffaele Del Prete
Raffaele Del Prete 15-06-2021 10:24:32

Buongiorno le porto in esame il mio caso, ho un posto auto di mia proprietà attaccato al mio appartamento, vorrei chiuderlo e fare un balcone dove ci sono le finestre. Premesso che tutti gli altri appartamenti sullo stesso piano del mio hanno o un balcone o un uscita sul giardino, solo il mio non ha una doppia uscita, perché inizialmente erano 2 appartamenti uno risultava studio, al quale era collegato il posto auto, poi l ex proprietario ha accorpato gli appartamenti e cambiato la destinazione d'uso a quello che risultava come studio. Premesso che ho sentito gli altri condomini e in linea di massima ho la maggioranza e che lasciandolo così é veramente brutto da vedere perché come ho già scritto tutti gli altri appartamenti sullo stesso piano sono chiusi e hanno un giardino o il balcone, mentre io ho queste 3 finestre e non ho la doppia affacciata come gli altri. La mia domanda é questa posso farlo (richiedendo ovviamente tutti i permessi per costruire, sentendo un ingegnere sulla fattibilità) e cioè chiudere il posto auto fare la variazione d uso del suddetto e farci un balcone? Non toglierei la visuale a nessuno perché il balcone é nella mia proprietà il muretto lo farei alto quanto quello dei vicini e tutta la struttura (balcone, muretto ecc..) li farei uguale a gli altri, in questo caso portando una notevole miglioria estetica al palazzo. Grazie!

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