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Possibile affittare una stanza nella casa dove si ha la residenza?
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Possibile affittare una stanza nella casa dove si ha la residenza?

E' possibile affittare una stanza mantenendo la residenza

Avv. Alessandro Gallucci 

Cari amici di Condominioweb, avrei bisogno di una vostra indicazione: abito da solo in una casa abbastanza grande per accogliere almeno altre due persone.

Mi è stato proposto, per arrotondare, di locare due stanze da letto a lavoratori trasfertisti. L'idea non mi dispiace; avrei un'entrata fissa e poco disturbo giacché queste persone userebbero la casa praticamente solo per dormire, in più la lascerebbero libera il fine settimana.

L'agenzia immobiliare che si occuperebbe dell'accordo mi ha detto che è indifferente il fatto che venga ad essere affittata una sola stanza piuttosto che tutto l'appartamento: l'importante è redigere bene il contratto e io non avrò alcun problema, nemmeno a mantenere la residenza,

E' vero?

La risposta è: si, lei può affittare le stanze della sua abitazione mantenendo la residenza. Vediamo il perché di questa risposta e quindi in che modo possa giungersi a questo risultato.

Si tratta in sostanza dell'attività di affittacamere, disciplinata a livello nazionale dalla legge n. 1111 del 1939 ed livello regionale dalle varie leggi adottate dalle regioni.

=> Detraibile l'iva per le ristrutturazioni delle abitazioni destinate all'attività di affittacamere

L'art. 1 della legge n. 1111 specifica che "i privati i quali forniscano abitualmente alloggio per mercede adibendo a tale scopo non oltre quattro camere ammobiliate ed arredate con numero massimo complessivo di sei letti o per sei ospiti, senza esercirvi un'azienda alberghiera, sono qualificati affittacamere".

La legge, quindi, pone un tratto distintivo in termini quantitativi tra l'attività di affittacamere e quella alberghiera.

L'affittacamere, si legge nel medesimo provvedimento, può anche somministrare cibi e bevande, ad eccezione delle bevande superalcoliche (art. 2).

La durata del contratto di affittacamere non può essere inferiore a sette giorni, salvo particolari deroghe particolari o di carattere generale (art. 3 l. n. 1111/39).

Le normative di rango regionale possono prevedere, come per altro fa molto genericamente la legge n. 1111, disposizioni che disciplinano tale attività. Si pensi, ad esempio, alla legge regionale 16 luglio 2007, n. 15 adottata dalla Regione Lombardia.

Il contratto di locazione della stanza dev'essere registrato se di durata superiore ai trenta giorni.

=> Locazione per periodo inferiore a trenta giorni

È possibile anche locare l'intero appartamento, ad esempio con un contratto di locazione transitoria (com'anche di quelli a canone libero 4+4) mantenendo la residenza nell'appartamento?

Chiaramente ciò non può essere fatto al fine di eludere il fisco; non è raro, nella pratica quotidiana, trovare questo genere di espedienti utilizzato da chi affitta una casa acquistata come investimento, ma fatta figurare come prima casa al fine di godere delle agevolazioni fiscali vigenti.

Ecco perchè non basta la semplice dichiarazione di adibire l'immobile ad abitazione principale.

Nulla vieta tuttavia, di locare l'intero immobile riservandosi l'uso per dimora (e quindi la residenza) nella medesima unità immobiliare.

Ciò non avrebbe alcun riflesso negativo nemmeno a fini fiscali in quanto, com'è stato specificato dallo Ministero dell'Interno (http://www.servizidemografici.interno.it/sitoCNSD/faqRicerca.do?metodo=quesito&servizio=faq&FAQ_ID_QUESITO=1077&codiceFunzione=FQ&codiceSettore=AN) e da molti comuni italiani nei loro siti istituzionali.

L'uso elusivo di questa possibilità, si ribadisce, è vietato e sanzionato ove accertato.

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