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Quando la tettoia sul lastrico vuole la certificazione d'idoneità statica?
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Quando la tettoia sul lastrico vuole la certificazione d'idoneità statica?

Secondo i giudici amministrativi, una copertura ampia e stabile, pur se aperta su tre lati, è una sopraelevazione e crea una superficie abitabile.

Avv. Marco Borriello  

Il proprietario di un lastrico solare potrebbe avere interesse a realizzare una copertura. In questo modo, il cespite sarebbe utilizzabile per uno scopo diverso da quello del semplice calpestio.

Si pensi, ad esempio, al vantaggio che ricaverebbe il titolare dell'immobile, altresì responsabile di un'attività commerciale, come quella della ristorazione o della somministrazione di bevande. Egli, nel coprire una superfice scoperta con una tettoia, potrebbe destinarla alla potenziale clientela nel periodo primaverile o estivo.

L'anzidetto progetto, però, dovrebbe trovare conforto con la normativa che regola l'assetto edilizio ed urbanistico del territorio nonché con la disciplina in materia di sicurezza delle costruzioni. In caso contrario, infatti, potrebbe scattare inesorabile il controllo dell'ente comunale nonché la mannaia di un'ordinanza di demolizione del manufatto non in regola.

A quanto pare, ciò è avvenuto nella vicenda sottoposta al vaglio del Tar della Lombardia. Con la sentenza n. 572/2020 del 30 marzo 2020, i giudici hanno, infatti, valutato la legittimità di un provvedimento con il quale era stato ordinata la rimessione in pristino di un lastrico dove era stata realizzata una tettoia non conforme alla legge.

Vediamo, pertanto, cosa è accaduto nel caso concreto, prima di valutare le ragioni giuridiche della decisione in commento.

Quando la tettoia sul lastrico vuole la certificazione d'idoneità statica?

In un condominio, con due segnalazioni certificate di inizio attività, cosiddette s.c.i.a., il proprietario di un lastrico solare, contestualmente titolare di un ristorante, aveva legittimato, da un punto di vista amministrativo, vari interventi.

Tra questi spiccava la realizzazione di una tettoia, evidentemente destinata a proteggere gli avventori del locale.

La copertura in questione, pur essendo di rilevanti dimensioni, era, però, aperta su tre lati.

Il comune di Milano, nei successivi controlli operati sul bene, constatava la necessità della certificazione relativa ai cementi armati. In altri termini, per l'ente, trattandosi di una sopraelevazione a tutti gli effetti, bisognava verificare l'idoneità statica del manufatto. Poiché era mancante, lo stesso era illegittimo, ivi comprese le s.c.i.a. che lo avevano preceduto.

A queste circostanze, seguiva l'ordine di demolizione della tettoia, il ripristino dello status quo ante nonché l'annullamento dei titoli edilizi sui quali era stata legittimata, indebitamente, la copertura in contestazione.

Per queste ragioni, il proprietario del lastrico proponeva il ricorso oggetto della sentenza in esame.

In questo procedimento, nel chiedere l'annullamento dei provvedimenti amministrativi impugnati, il ricorrente ribadiva e precisava quanto segue:

- la realizzazione di una tettoia, aperta su tre lati, non crea alcuna superficie abitabile. Per questo motivo, non si è in presenza di una sopraelevazione. Solo questo, infatti, sarebbe l'intervento per il quale andrebbe richiesto il preventivo rilascio della certificazione di idoneità statica da parte del competente ufficio tecnico;

- le norme tecniche per le costruzioni escludono che debbano essere sottoposte a collaudo statico e, quindi, alla richiesta certificazione, gli interventi che determinano variazioni della copertura che non comportino incrementi di superficie abitabile (Capitolo 8.4.3 delle N.T.C. 2018).

Erano, dunque, queste le motivazioni a sostegno del ricorso, sulle quali si confidava per l'accoglimento dello stesso.

Tuttavia, il Tar Lombardia ha disatteso le ragioni dell'istante e ha respinto il ricorso.

Accesso ai documenti amministrativi. E' necessaria l'autorizzazione dell'assemblea.

Sopraelevazioni e certificazione d'idoneità statica

Secondo il Testo unico sull'edilizia, nel rispetto della strumentazione urbanistica, è possibile effettuare una sopraelevazione dei seguenti edifici: «negli edifici in muratura, purché nel complesso la costruzione risponda alle prescrizioni di cui al presente capo…negli edifici in cemento armato normale e precompresso, in acciaio o a pannelli portanti, purché il complesso della struttura sia conforme alle norme del presente testo unico (Art. 90 Dpr 380/2001)»

La predetta norma, precisa, però, che per realizzare legittimamente questo tipo di intervento è necessario accertare l'idoneità della struttura da un punto di vista statico «L'autorizzazione è consentita previa certificazione del competente ufficio tecnico regionale che specifichi il numero massimo di piani che è possibile realizzare in sopraelevazione e l'idoneità della struttura esistente a sopportare il nuovo carico».

Pertanto, nel caso di una tettoia realizzata su un lastrico solare, bisogna stabilire se si possa parlare di una sopraelevazione e quindi, tecnicamente, se sia idonea a creare una superficie abitabile. Secondo il Tar della Lombardia e il successivo pronunciamento del Consiglio di Stato la risposta può essere positiva.

Attenzione il sottotetto ricavato da una intercapedine non è abitabile

Tettoia sul lastrico: quando serve la certificazione d'idoneità statica?

Secondo i magistrati amministrativi, la realizzazione di una tettoia sul lastrico solare configura, a tutti gli effetti una sopraelevazione, anche considerando una certa dimensione della struttura e, altresì, valutando la modificazione della destinazione d'uso del bene.

Esso, infatti, non viene più, semplicemente, utilizzato occasionalmente, ma, come nell'ipotesi della terrazza destinata al servizio di ristorazione, è predisposto per ospitare più persone.

Per queste ragioni, è necessario legittimare, preventivamente, la sua realizzazione con la certificazione d'idoneità statica.

Sopraelevazione e pregiudizio dell'aspetto architettonico dell'edificio

«…la trasformazione di una copertura di un immobile da spazio non accessibile, se non per attività di manutenzione, a terrazza destinata ad ospitare, seppure in via non continuativa, delle persone rappresenta una variazione rilevante che necessariamente richiede un intervento di adeguamento, previo rilascio della certificazione di idoneità statica da parte del competente ufficio tecnico».

A queste considerazioni, si aggiungono quelle espresse dal Consiglio di Stato nel successivo giudizio d'impugnazione della sentenza in commento. Secondo, infatti, quanto affermato in questa decisione, può essere determinata una superficie abitabile anche in presenza di tettoie che, per la loro tipologia costruttiva e per il carattere della stabilità, possono essere utilizzate a tal fine (Consiglio di Stato sent. n. 2653/2021)».

Quindi, anche a prescindere dalla mutata destinazione del lastrico, questa conclusione lascia intendere che, in base alle norme tecniche per le costruzioni, la realizzazione di una copertura con certe caratteristiche (in primis dimensioni e stabilità), pur se aperta su tre lati, determina una superficie abitabile e, quindi, una sopraelevazione.

Per questi motivi, appare arduo che possa essere sottratta al preventivo controllo di staticità.

Che cosa può succedere quando la tettoia viene edificata in violazione delle norme sulle distanze

Scarica T.A.R. Lombardia 30 marzo 2020 n. 572

Cerca: tettoia lastrico certificazione staticità

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