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Il rispetto delle distanze degli alberi dal confine cambia in presenza di un muro divisorio dei fondi
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Il rispetto delle distanze degli alberi dal confine cambia in presenza di un muro divisorio dei fondi

In presenza di un muro di confine se le piante non superano la sua altezza non devono rispettare le distanze minime

Avv. Alessandro Gallucci  

Esiste un articolo del codice civile, esattamente l'892, che si occupa di disciplinare le distanze degli alberi dal fondo del vicino.

Non si creda che questa norma riguardi solamente i fondi agricoli o le case in campagna: il suo ambito di applicazione è generale.

Insomma si tratti delle villette a schiera o delle ville periferiche, i loro proprietari devono prestare attenzione al suo rispetto.

Che cosa dice esattamente l'art. 892 c.c.?

Recita la norma, rubricata per l'appunto Distanze degli alberi:

Chi vuol piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono, devono essere osservate le seguenti distanze dal confine:

l) tre metri per gli alberi di alto fusto. Rispetto alle distanze, si considerano alberi di alto fusto quelli il cui fusto, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza notevole, come sono i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani e simili;

2) un metro e mezzo per gli alberi di non alto fusto. Sono reputati tali quelli il cui fusto, sorto ad altezza non superiore a tre metri, si diffonde in rami;

3) mezzo metro per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto di altezza non maggiore di due metri e mezzo.

La distanza deve essere però di un metro, qualora le siepi siano di ontano, di castagno o di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo, e di due metri per le siepi di robinie.

La distanza si misura dalla linea del confine alla base esterna del tronco dell'albero nel tempo della piantagione, o dalla linea stessa al luogo dove fu fatta la semina.

Le distanze anzidette non si devono osservare se sul confine esiste un muro divisorio, proprio o comune, purché le piante siano tenute ad altezza che non ecceda la sommità del muro.

In prima istanza, quindi, sono fondamentali le norme contenute nei regolamenti locali e subito dopo gli usi locali.

Nel silenzio di queste due fonti normative è necessario fare riferimento all'art. 892 c.c.

La norma cita una serie di piante che rappresentano un elenco meramente esemplificativo della specie rispetto alla specifica distanza da rispettare

In questo contesto, la Corte di Cassazione, recentemente, ha stabilito che “ il filare delle piante di alloro, anche se posto a distanza inferiore a quella prevista dai secondo comma dell' art. 892 cod. civ., diventava regolare per la presenza del muro di divisione sempre che quelle piante venissero mantenute ad un'a ltezza non superiore a quella del suddetto muretto (altezza di un metro) attraverso una costante manutenzione e periodici tagli cesori che favoriscono l'infittimento del fogliame ed inibiscono alla pianta, non solo di crescere in altezza, ma anche di sviluppare radici che possono svilupparsi e protendersi, fino al fondo del vicino cagionandone dei danni” (Cass. 4 gennaio 2013, n. 93).

Insomma in presenza di un muro se le piante non superano la sua altezza non devono rispettare le distanze stabilite dai regolamenti, dagli usi o dall'art. 892 c.c. proprio in virtù di quanto disposto dall'ultimo comma di tale articolo.

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