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Posso mettere un condizionatore nella casa in affitto?

Vediamo se è possibile per un conduttore mettere un condizionatore in una casa in affitto, quali sono le regole da rispettare, i limiti e i divieti
Dott.ssa Annamaria Villafrate Annamaria Villafrate 

I condizionatori d'aria sono ormai indispensabili nelle abitazioni perché permettono in poco tempo di raffrescare le nostre case d'estate e di scaldarle d'inverno.

Una bella comodità, che però, quando si prende in locazione un appartamento, soprattutto se datato, non è detto che ci sia già. Da qui la domanda: è possibile per un conduttore installare un condizionatore d'aria in una casa presa in affitto? Vediamo di rispondere a questa domanda.

Tipologie di condizionatori

Quando si abita in una casa in affitto e si desidera mettere un condizionatore d'aria è necessario tenere conto, prima di tutto, che in commercio ne esistono di diversi tipi.

Ci sono quelli portatili, dotati di comode rotelle che permettono di possono spostarli nei vari ambienti della casa, quelli con un solo corpo interno, la cui presenza è visibile esclusivamente a chi è dentro casa, infine quelli dotati di un corpo interno e uno esterno.

Si può installare un condizionatore sulla facciata dell'edificio?

Come si può facilmente intuire, il primo tipo di condizionatori d'aria, visto che sono portatile e non richiedono fori, tubi e fili nei muri, possono essere sicuramente acquistati dall'inquilino anche perché, concluso il contratto di locazione, possono essere portati via senza creare alcun danno all'appartamento.

Il discorso cambia per gli altri due modelli, perché questi, per essere installati, richiedono interventi e opere più invasive. Essi necessitano infatti di tubature e collegamenti elettrici per funzionare.

Condizionatori d'aria: addizioni o migliorie?

Fatte queste necessarie premesse e distinzioni sui tipi di condizionatori d'aria, la legge cosa prevede? Il conduttore può mettere un condizionatore d'aria in una casa che non è di sua proprietà, anche se questo comporta lavori importanti, buchi, fili e tubi?

Stando a quanto dicono le norme generali sulle locazioni contenute nel codice civile all'inquilino non è vietato nello specifico installare un condizionatore d'aria nella casa in affitto.

Prima di analizzare le due norme chiave che ci aiuteranno a rispondere alla domanda è però necessario precisare che cosa si intende per addizioni e migliorie.

Questo perché i lavori che il conduttore esegue per installare un condizionatore in una casa in affitto può rientrare in una di queste due categorie, con conseguenze anche sul piano giuridico, come vedremo.

Quando il condizionatore può restare dov'è?

Il nostro ordinamento con il termine addizione intende un'opera, compiuta da chi non ha la proprietà della cosa, su beni altrui, ma che conserva una sua individualità. In questo caso se l'opera può essere rimossa senza danno, chi l'ha eseguita può portarla via, a meno che il proprietario non desideri tenerla, riconoscendo a chi l'ha realizzata un indennizzo.

Il termine miglioria invece indica un'attività posta in essere, anche in questo caso dal possessore o dal detentore di una cosa, che non ne ha la proprietà, finalizzata a incrementarne il valore, il pregio e l'utilità e che comporta in genere in capo al proprietario, in casi specifici, l'obbligo di riconoscere un indennizzo a chi l'ha realizzata.

Quando il condizionatore è un'addizione

Fatta questa semplice precisazione vediamo cosa accade quando il condizionatore costituisce un'addizione.

L'art. 1593 c.c. dispone che: "Il conduttore che ha eseguito le addizioni sulla cosa locata ha diritto di toglierle alla fine della locazione qualora ciò possa avvenire senza nocumento della cosa, salvo che il proprietario preferisca ritenere le addizioni stesse.

In tal caso questi deve pagare al conduttore un'indennità pari alla minor somma tra l'importo della spesa e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna.

Se le addizioni non sono separabili senza nocumento della cosa e ne costituiscono un miglioramento, si osservano le norme dell'articolo precedente."

Dalla norma emerge che il conduttore è libero d'installare un condizionatore d'aria purché non arrechi danno alla stessa. Il locatore da parte sua, concluso il contratto, può decide di tenere il condizionatore, anche se in questo caso deve riconoscere all'inquilino una somma che, come dice la norma, deve corrispondere alla minore somma tra la spesa sostenuta dal conduttore e il valore del condizionatore al momento della riconsegna dell'immobile.

Quando il condizionatore può restare dov'è?

Quando il condizionatore d'aria è una miglioria

Come prevede l'ultima disposizione dell'articolo appena analizzato, può accadere però che il condizionatore non possa essere smontato senza recare danno all'abitazione.

Pensiamo a un impianto di condizionamento con più corpi macchina interni ed esterni, magari installati in tutte le stanze.

In questo caso, se l'installazione del condizionamento costituisce una miglioria, vigono le regole contenute nell'art. 1592 c.c., il quale dispone che: "Salvo disposizioni particolari della legge o degli usi, il conduttore non ha diritto a indennità per i miglioramenti apportati alla cosa locata.

Se però vi è stato il consenso del locatore, questi è tenuto a pagare un'indennità corrispondente alla minor somma tra l'importo della spesa e il valore del risultato utile al tempo della riconsegna.

Anche nel caso in cui il conduttore non ha diritto a indennità, il valore dei miglioramenti può compensare i deterioramenti che si sono verificati senza colpa grave del conduttore."

In sostanza il conduttore può installare un impianto di condizionamento anche senza il consenso del locatore, ma non può poi pretendere che gli venga riconosciuto qualcosa per il lavoro fatto. Questo anche se costituisce miglioria e non è separabile dall'immobile.

Diversamente, se il conduttore informa il locatore che ha intenzione d'installare un condizionatore e questi da il suo consenso, allora il proprietario deve corrispondere all'inquilino un importo corrispondente alla minore somma tra le spese sostenute per l'impianto e il valore del risultato utile stimato nel momento in cui l'immobile viene riconsegnato.

L'immobile è mio, il condizionatore è tuo ma il fastidio è del vicino: chi ne risponde?

Attenzione però all'ultima disposizione, perché in pratica dice che quando il conduttore non ha diritto all'indennità perché, come abbiamo visto, non informa il locatore dei lavori e non ne ottiene il consenso, se quando riconsegna l'immobile esso presenta dei deterioramenti senza sua colpa grave, questi possono essere "compensati" dal valore del condizionatore, proprio perché rappresenta una miglioria della casa.

Possibili limiti e divieti all'installazione del condizionatore

Si può quindi concludere, come abbiamo visto, che in linea generale al conduttore non è vietato mettere un condizionatore nella casa che ha preso in locazione.

Questo non significa però che è sempre e comunque possibile farlo. Cosa accade infatti se l'appartamento in affitto si trova in un condominio?

Nessun problema ovviamente se il condizionatore che si vuole acquistare è uno di quelli portatili o con il solo corpo interno, come abbiamo già detto. In realtà anche per quelli con un corpo esterno, se l'appartamento è munito di un giardino o di un terrazzo a livello non dovrebbero esserci particolari problemi.

Il motore del condizionatore resta sulla facciata del condominio se ci sono gli altri impianti

Il condizionale è d'obbligo però perché l'installazione di un condizionatore in un condominio potrebbe contravvenire al regolamento condominiale di tipo contrattuale (che è quello redatto dal costruttore del condominio) o a quello non contrattuale approvato in assemblea all'unanimità.

Qualora poi ci fosse la necessità d'installare il condizionatore sulla facciata dell'edificio, è possibile violare il regolamento comunale, che potrebbe ad esempio disporre:

il posizionamento del corpo esterno in un punto particolare dell'edificio o l'obbligo di dipingerlo dello stesso colore dei muri perimetrali.

Un altro limite all'installazione di un condizionatore in condominio è rappresentato dall'art. 1102 c.c., che pur riconoscendo a ogni condomino il diritto di servirsi della cosa comune, vieta di alterarne la destinazione o d'impedire agli altri partecipanti di farne un uso paritario.

Occorre ricordare inoltre che nei rapporti di vicinato non si possono produrre immissioni di rumori, odori, aria o altro che superino la normale tollerabilità. Sul rumore in particolare il rischio non è solo quello di andare incontro a un'eventuale richiesta di risarcimento danni e all'obbligo di farlo cessare. La produzione di rumore eccessivo può avere anche conseguenze penali. L'art. 659 c.p. punisce infatti chi disturba le occupazioni e il riposo delle persone, se il rumore, in questo caso del condizionatore, è talmente forte da propagarsi nell'intero stabile e disturbare un numero indeterminato di soggetti.

Ma quanto rumore fa quel condizionatore in condomino? Chiedilo all'ARPA

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