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La delega a partecipare all'assemblea condominiale s'intenda concessa per poter discutere e decidere su ogni argomento posto in discussione?

Delega a partecipare all'assemblea condominiale: per quali punto all'ordine del giorno s'intende concessa?

 

Ai sensi dell’art. 1136 c.c. l’assemblea non può deliberare se non consta che tutti i condomini siano stati invitati a parteciparvi. E’ principio consolidato quello secondo cui “ la mancata comunicazione, a taluno dei condomini, dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale comporta non la nullita’, ma l'annullabilita’ della delibera condominiale, che se non viene impugnata nel termine di trenta giorni previsto dall'art. 1137, 3° comma, c.c. - decorrente per i condomini assenti dalla comunicazione e per i condomini dissenzienti dalla sua approvazione - e’ valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio” (così Cass. SS.UU. n. 4806/05). La partecipazione all’assemblea può avvenire in due modalità:
 
a) personalmente quando il condomino, com’è intuibile, si presenta in sede di riunione per parteciparvi;
 
b) a mezzo delega.
 
Quest’ultima modalità di partecipazione è consentita dal primo comma dell’art. 67 disp. att. c.c. che recita:
 
Ogni condòmino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante”.
 
Il regolamento può limitare il numero di deleghe per singolo condomino per evitare il così detto fenomeno dell’incetta di deleghe. Allo stesso modo lo statuto del condominio può vietare che la delega sia concessa all’amministratore per evitare possibili conflitti d’interesse. In ogni caso è bene precisare che “ in caso di conflitto di interessi fra un condomino ed il condominio , qualora il condomino in conflitto di interessi sia stato delegato da altro condomino ad esprimere il voto in assemblea, la situazione di conflitto che lo riguarda non è estensibile aprioristicamente al rappresentato, ma soltanto allorché si accerti, in concreto, che il delegante non era a conoscenza di tale situazione, dovendosi, in caso contrario, presumere che il delegante, nel conferire il mandato, abbia valutato anche il proprio interesse - non personale ma quale componente della collettività - e lo abbia ritenuto conforme a quello portato dal delegato” (Cass. 10 agosto 2009 n. 18192).
 
Chiarito ciò pare utile risolvere un dubbio che è poi l’oggetto del titolo di quest’articolo: la delega a partecipare all’assemblea condominiale s’intenda concessa per poter discutere e decidere su ogni argomento posto in discussione? La risposta è positiva: il rappresentante avrà facoltà di discutere di ogni questione posta al’ordine del giorno. Spetterà al delegante indicare (meglio se per iscritto) come votare oppure limitare la delega a specifici argomenti.
 
Che cosa accade, infine, se il delegato discute e impegna il condomino assente per argomenti non previsti nell’ordine del giorno? Quest’ultimo potrà impugnare la deliberazioni oppure risultando come il suo voto favorevole non ne avrà diritto? Al riguardo, come punto di partenza, è bene sempre limitare la delega agli argomenti inseriti nell’ordine del giorno o specificamente a qualcuno di essi. Così un comportamento difforme renderà invalida la delibera consentendone l’impugnazione anche al delegante. Più difficile ma non per questo compromessa, la posizione di chi ha deciso di ratificare globalmente ed in anticipo il comportamento del proprio delegato. In tal caso, ad avviso di chi scrive, la questione assume importanza nei rapporti interni tra delegato e delegante ma la delibera, per il presente per delega che ha votato favorevolmente, non è impugnabile.
 
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