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Quando si può condonare una veranda?
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Quando si può condonare una veranda?

Veranda senza permesso di costruire: come ottenere il permesso in sanatoria. Differenza con il condono edilizio.

Avv. Mariano Acquaviva  

La soluzione che spesso si adotta per recuperare spazio all'interno della propria abitazione è quella di chiudere uno spazio aperto, così da ricavarne un nuovo vano. Per fare ciò occorre però chiedere il permesso al Comune, il quale deve rilasciare il titolo edilizio per procedere alla realizzazione dell'opera.

Molte persone, ignorando (o volendo ignorare) la normativa vigente, provvedono a chiudere il proprio balcone realizzando una veranda. Tale manufatto, però, potrebbe presentare profili di illiceità in assenza del permesso dell'ente pubblico. Ecco allora che diventa fondamentale sapere cos'è il condono, quando è possibile accedervi e qual è la differenza con il permesso in sanatoria.

Oltre a sapere quando si può condonare una veranda, però, è importante avere contezza di un'altra situazione: se la veranda è realizzata in un appartamento condominiale, la costruzione potrebbe risultare comunque illegittima per via della violazione del decoro architettonico, della stabilità dell'edificio o perfino del regolamento.

Gli abusi edilizi in condominio

Insomma: mettersi in regola con il Comune non significa fare lo stesso con il condominio. Vale ovviamente anche l'asserzione contraria. Quando si può condonare una veranda?

Veranda: cos'è?

Per veranda si intende il balcone il cui perimetro sia chiuso con vetrate. Si tratta di una delle soluzioni privilegiate da chi intenda ricavare uno spazio ulteriore all'interno dell'abitazione.

Veranda: serve il permesso di costruire?

Pe realizzare una veranda occorre il permesso di costruire. La veranda infatti è una struttura chiusa che determina, dal punto di vista edilizio, un aumento della volumetria dell'edificio e una modifica della sua sagoma.

Chi realizza una veranda in assenza di permesso di costruire commette un abuso edilizio.

Veranda abusiva: condono o sanatoria?

È importante fare una distinzione preliminare tra condono e sanatoria. Il condono è una legge eccezionale dello Stato con cui si invitano i cittadini non in regola con la legislazione urbanistica a segnalare spontaneamente all'autorità competente la propria situazione al fine di ottenere un'agevolazione per la messa in regola.

In pratica, il condono è una sorta di perdono che lo Stato concede a coloro che hanno infranto la legge. Il tipico condono è quello edilizio, ma esso può aversi anche in altri ambiti, come ad esempio quello fiscale.

Diversa invece è la sanatoria, che è un provvedimento amministrativo normalmente consentito dalla normativa urbanistica vigente.

La veranda comporta un aumento di superficie: quando necessita di un permesso di costruire?

Il condono della veranda abusiva, dunque, si potrà ottenere solamente in presenza di un'apposita legge; al contrario della sanatoria, che è invece una procedura ordinaria cui si può accedere liberamente, purché ricorrano alcune condizioni.

Sanatoria veranda abusiva: come si ottiene?

Secondo l'art. 36 del testo unico in materia edilizia (D.p.R. n. 380/2001), in caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire o in difformità da esso, ovvero in assenza di segnalazione certificata di inizio attività o in difformità da essa, fino all'irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell'abuso o il proprietario dell'immobile possono ottenere il permesso in sanatoria se l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.

Per la precisione, il permesso in sanatoria può essere chiesto:

  • nel caso di interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità da esso o con variazioni essenziali, fino alla scadenza del termine di 90 giorni concesso per provvedere alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi;
  • nelle ipotesi di interventi di ristrutturazione in assenza di permesso di costruire o in totale o parziale difformità da esso, fino alla scadenza del congruo termine stabilito dal dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale.

Il rilascio del permesso in sanatoria é subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia.

Nell'ipotesi di intervento realizzato in parziale difformità, l'oblazione é calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso.

Terrazza con veranda abusiva. Quando la volontà del privato si scontra con l'inerzia del Comune

Sulla richiesta di permesso in sanatoria il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con adeguata motivazione entro sessanta giorni, decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata.

Dalla norma appena proposta si evince chiaramente la differenza tra condono e permesso in sanatoria: quest'ultimo presuppone un "pentimento" da parte dell'autore dell'abuso, il quale decide spontaneamente, prima dell'irrogazione delle sanzioni, di mettersi in regola pagando una somma a titolo di oblazione.

La concessione del permesso in sanatoria, però, presuppone che l'intervento edilizio (nel nostro caso, la realizzazione della veranda) sia comunque conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia (ad esempio, al piano regolatore generale comunale) vigente sia al momento in cui l'opera è stata realizzata, sia al momento di richiesta formale della sanatoria.

Veranda in condominio: che fare se sporge dal balcone?

Contro il silenzio diniego è possibile proporre ricorso al tribunale amministrativo regionale competente per territorio.

Sanatoria veranda e problemi condominiali

Come accennato in apertura, la sanatoria o il condono della veranda abusiva realizzata in condominio non risolve gli altri problemi che potrebbero essere sorti dalla costruzione del manufatto.

Il condomino che voglia chiudere il proprio balcone e realizzare una veranda non deve chiedere il permesso al condominio, il quale però potrebbe opporsi nel caso in cui l'opera:

  • sia espressamente vietata dal regolamento contrattuale di condominio;
  • pregiudichi la stabilità dell'edificio;
  • leda il decoro architettonico dell'intero fabbricato.

In ipotesi del genere, anche se la veranda è stata sanata o condonata il condominio potrà adire l'autorità giudiziaria per ottenere la demolizione/rimozione dell'opera e il ripristino dello status quo ante.

Rimozione veranda per lavori facciata: a chi spetta?

Cerca: veranda permesso costruire condono sanataria

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Carlo
Carlo 10-11-2020 16:41:03

Articolo dettagliato e interessante ma non ha preso in considerazione l'esistenza di chiusure con vetrate frangivento, mobili e richiudibili a libro per le quali non mi risulta che sia necessario richiedere autorizzazioni al condominio, o permessi al Comune visto che non procurano aumento di volumetria nè deturbo del decoro.

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Carlo
Carlo 10-11-2020 16:42:09

Articolo dettagliato e interessante ma non ha preso in considerazione l'esistenza di chiusure con vetrate frangivento, mobili e richiudibili a libro per le quali non mi risulta che sia necessario richiedere autorizzazioni al condominio, o permessi al Comune visto che non procurano aumento di volumetria nè deturbo del decoro. Ovviamente non costituisce struttura fissa.

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Luigi
Luigi 10-11-2020 17:06:59

Buongiorno IO nel nel 20001 quando acquistai la casa e per la ristrutturazione feci fare la C.I.L. dal geometra e si fece in quella ristrutturazione anche la costruzione di una veranda di circa 12 mq lo stesso Geometra fece la nuova piantina catastale e mise anche la veranda. Non ho mai chiesto la sanatoria ma, vorrei regolarizzare se possibile con il piano casa che permette di aumentare la superficie forse del 20% e trovandomi a Bari è possibile usufruirne e in che modo. cerco consigli. Grazie

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