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Condòmini, condominii, condomini e condomine
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Condòmini, condominii, condomini e condomine

Qual è il plurale di condomino? Si scrive condominii o condomini?

Avv. Alessandro Gallucci  

Affrontiamo un tema, quello dei vocaboli che indentificano il proprietario di un'unità immobiliare ubicata in un edificio in condominio, cioè il condòmino, perché spesso, nel nostro forum, ma più in generale sul web, ci s'imbatte in una parola utilizzata in modo del tutto scorretto.

Vediamo quale e perché.

Qual è il plurale di condomino?

Si scrive condominii o condomini?

Perché leggo spesso usare la parola condomine?

Abbiamo fatto una piccola sintesi delle principali domande che riguardano - ci si passa il termine - il lessico base del mondo condominio.

Senza alcuna pretesa professorale, vedremo qui di seguito come alcuni usi comuni siano assolutamente sbagliati (errori da penna blu, per intendersi) e come altri, invece, siano frutto di scelte personali (quanto consapevoli non lo sappiamo).

Partiamo - per completezza - dall'etimologia delle parole condominio e condomino.

Condominio deriva dal termine latino condominium, ossia dominio comune, e quindi più direttamente riferito alla proprietà, proprietà comune.

Il condominio - ripete ormai da anni la Suprema Corte di Cassazione - «sorge ipso iure et facto, e senza bisogno di apposite manifestazioni di volontà o altre esternazioni, nel momento in cui l'originario costruttore di un edificio diviso per piani o porzioni di piano, aliena a terzi la prima unità immobiliare suscettibile di utilizzazione autonoma e separata, perdendo, in quello stesso momento, la qualità di proprietario esclusivo delle pertinenze e delle cose e dei servizi comuni dell'edificio» (così, tra le tante Cass. 4 ottobre 2004, n. 19829).

Bastano anche due soli partecipanti distinti proprietari, due condòmini, per l'appunto, perché possa parlarsi di condominio: in questo caso quello comunemente detto condominio minimo.

Condomino discende dal latino condominu, ossia compadrone e quindi più modernamente comproprietario di beni in condominio. Una persona assume la qualità di condòmino quando acquista il diritto di proprietà su un'unità immobiliare ubicata nel condominio e la perde quando cede a qualunque titolo, il predetto diritto.

Non c'è bisogno d'investiture formali: come la nascita del condominio, la qualità dipende da un atto giuridico.

Oggi il condominio dal punto di vista proprietario può essere definito come quel complesso di beni e servizi di un edificio che servono al miglior godimento delle parti di proprietà esclusiva.

Ma torniamo al plurale di condomino.

Il dizionario enciclopedico Treccani, si dice che condòmini, "con accentazione ?sdrucciola, è il plurale di condòmino 'comproprietario di un condominio'"

(http://www.treccani.it/enciclopedia/condomini-o-condomini_(La-grammatica-italiana)/).

Se parliamo di due nostri vicini, quindi, bisogna scrivere condòmini e non condomini.

Quindi: "Tizio e Caio sono due condòmini dell'edificio Alfa", è corretto. "Tizio e Caio sono due condomini dell'edificio Alfa", non è corretto.

Quest'ultima parola, con accentazione piana è il plurale di "condomìnio 'edificio di proprietà di più persone'"

(http://www.treccani.it/enciclopedia/condomini-o-condomini_(La-grammatica-italiana)/).

Il termine condominii, invece, rappresenta una forma alternativa e comunque utilizzabile per fare riferimento a più edifici in condominio.

Scrivere: "Amministro dieci condomini, oppure amministro dieci condominii" è la stessa cosa.

E passiamo, per ultimo, ad una parole che - specialmente per il sottoscritto - ha rappresentato uno dei più grandi arcani del condominio sul web. Mi riferisco alla parole condomine.

Non conto le volte in cui ho letto (sui forum, nelle e-mail e finanche in alcuni articoli) frasi del genere: "Un condomine mio vicino" oppure ancora "Amministro un edificio in cui un condomine…" o perfino "Il condomine nell'ordinamento giuridico".

Così, come si suole dire, su due piedi, mi è sembrato un errore di battitura, il classico refuso che è sempre dietro l'angolo per chi scrive. Osservando con maggiore attenzione la tastiera (l'uso continuo fa sì che difficilmente la si guardi, ricordando a memoria la posizione dei tasti), mi sono reso conto che la e con la i o con la o, sono molto distanti tra loro. Insomma mi è venuto il dubbio che ci fosse qualcosa di più oltre al semplice refuso.

Se si trattasse di errore (come intimamente pensavo) o di un uso magari regionale o comunque arcaico è questione che ho rimesso alla consultazioni di un dizionario enciclopedico.

Risultato? Il seguente: "Condomino (con l'accento tonico sulla prima o), nel significato di 'comproprietario' e, in particolare, di 'proprietario di un appartamento in un edificio in condominio', è la forma corretta del maschile singolare; condomini è la forma del plurale; la forma del femminile singolare è condomina, condomine quella del femminile plurale" (Fonte Treccani: La parola "condomine" è corretta?).

In conclusione, dunque, avviso ai naviganti: la parola condomine può essere utilizzata solamente al plurale femminile.

Tizia e Caia sono due condomine è la forma corretta.

Tizio è un condomine è errato.

Cerca: plurale di condomino condominii condomini

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Cesare Zaccaria
Cesare Zaccaria venerdì 09 novembre 2018 alle ore 10:38

Non è necessario scomodare l'Accademia della Crusca, l'avvocato Galluzzo ha chiarito perfettamente ogni perplessità.
Anche io nel mio piccolo in passato avevo specificato ai miei condòmini che la parola "condondomine" usata al singolare maschile era sbagliata.

Lodovico
Lodovico martedì 13 novembre 2018 alle ore 12:44

Mi piacerebbe che si parlasse di fabbricato in (regime di) condominio, il lemma condominio è troppo riduttivo.

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