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Quando si può dire che una raccomandata è stata ricevuta dal destinatario?
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Quando si può dire che una raccomandata è stata ricevuta dal destinatario?

Come affermare che la raccomandata è stata ricevuta dal destinatario?

Avv. Alessandro Gallucci 

In tema di comunicazioni tra privati non eseguite a mezzo dell'ufficiale giudiziario, a livello giuridico quando è possibile affermare che la raccomandata è stata ricevuta dal destinatario?

La questione non è di poco conto: si pensi alla lettera di messa in mora che contiene un'intimazione di pagamento che decorre dal giorno di ricevimento. Da quando conteggiarli?

Altro esempio, per restare in ambito condominiale, è quello dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale.

Sappiamo che l'art. 66, terzo comma, disp. att. c.c. specifica che tra la data di comunicazione dell'avviso e quella di prima convocazione devono intercorrere almeno cinque giorni. Anche qui ci chiediamo: da quanto conteggiarli?

=> Prima convocazione e verbale assemblea di condominio, come attestare che è andata deserta?

Al riguardo bisogna fare riferimento ad una norma contenuta nel codice civile, tra quelle dedicate ai contratti. L'articolo in questione è il 1335 c.c. che recita:

La proposta, l'accettazione, la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all'indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.

Presunzione di conoscenza degli atti recettizi: è questa la dizione usata in ambito giuridico per affermare che basta che una comunicazione sia giunta al domicilio (alla residenza o comunque ad un luogo eletto per il ricevimento della corrispondenza) per poter dire che il destinatario la conosca.

In tal senso la giurisprudenza, oramai da anni, afferma che “la presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. degli atti ricettizi in forma scritta giunti all'indirizzo del destinatario opera per il solo fatto oggettivo dell'arrivo dell'atto nel luogo indicato dalla norma, salvo la prova da parte del destinatario medesimo, dell'impossibilità di acquisire in concreto detta conoscenza per un evento estraneo alla sua volontà; il mittente non è tenuto a provare tale conoscenza essendo sufficiente che dimostri l'avvenuto recapito della dichiarazione all'indirizzo del destinatario” (Cass. 29 aprile 1999 n. 4352).

Unica eccezione per il destinatario quindi è l'impossibilità obiettiva non dipendente dalla sua volontà di conoscere la comunicazione (es. non basta dire sono partito in vacanza, serve un impedimento grave) e spetta a lui darne prova.

In termini legali, quindi, per poter affermare che una raccomandata è stata ricevuta è sufficiente che il postino inserisca nella cassetta delle lettere l'avviso di giacenza del plico. In questi casi, infatti, svolgendo il porta lettere la nozione di incaricato di pubblico servizio, la data scritta su quell'avviso fa fede.

Allo stesso modo bisogna concludere nei casi in cui gli utenti del servizio postale abbiano attivato presso gli uffici una cassetta postale per la ricezione della corrispondenza. In tal caso il domicilio delle comunicazioni è da considerarsi la casella postale, sicché la comunicazione si ha per avvenuta al momento del deposito del plico nella casella postale e non quando il suo titolare è andato a ritirare la corrispondenza (cfr. Cass. 5 febbraio 2015 n. 2070).

Come dire: mettiamo da parte la convinzione che si conosca il contenuto di una lettera quando la si legge. Per il codice civile non possiamo conoscere fin da quando abbiamo ricevuto. Leggere tempestivamente, poi, è affar nostro.

=> La lettera raccomandata anche in mancanza dell'avviso di ricevimento costituisce prova certa della spedizione,

Cerca: raccomandata conferma ricezione

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Franco
Franco martedì 11 aprile 2017 alle ore 13:35

Si può chiedere, l'annullamento verbale dell'assemblea, se la data del ricevimento della raccomandata di avviso in prima convocazione è arrivata solo quattro giorni prima della data prevista?
Grazie,
cordiali saluti

Franco
Franco mercoledì 12 aprile 2017 alle ore 20:17

Gentilissimo Avv. Alessandro Gallucci innanzi tutto grazie per la sua tempestiva risposta, (quali danni?), credo sia solo questione di leggi da rispettare, altrimenti non commette nessun reato chi non rispetta la legge, e tutto diventa legittimo.
Cordiali saluti

Avv. Alessandro Gallucci
Avv. Alessandro Gallucci giovedì 13 aprile 2017 alle ore 08:46

@Franco: concordo con lei. L'intervento della giurisprudenza nel senso che lo ho indicato (Corte appello Firenze, 19 settembre 2012, n. 1186,non ho avuto modo però di leggere la sentenza per esteso) tende a mettere da parte rigidi formalismi, ma il risultato può essere quello di avere valutazioni arbitrarie caso per caso e ciò non va bene.

Franco
Franco giovedì 13 aprile 2017 alle ore 11:50

La ringrazio nuovamente per la sua risposta, a questo punto, credo quando si è davanti ad un giudice, sia meglio essere colpevoli invece che innocenti.
Buona giornata

Sergio
Sergio venerdì 06 settembre 2019 alle ore 11:31

è possibile inviare una raccomandata al proprietario di casa informandolo che da tot giorno sono in possesso della casa e della relativa chiave come da accordi telefonici stabiliti in precedenza?
per avere una sorta di tutela

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