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Ecobonus casa: tutte le ipotesi sul tavolo. Proroga possibile, ma con dubbi sugli importi detraibili e sui requisiti per l'accesso
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Ecobonus casa: tutte le ipotesi sul tavolo. Proroga possibile, ma con dubbi sugli importi detraibili e sui requisiti per l'accesso

I bonus casa potrebbero essere prorogati con la prossima Legge di Bilancio 2019 e fra questi anche l'ecobonus sull'efficientamento energetico

Angelo Pesce  

I bonus casa potrebbero essere prorogati con la prossima Legge di Bilancio 2019 e fra questi anche l'ecobonus sull'efficientamento energetico. Tuttavia non è ancora chiaro come verrà calcolato il limite di spesa e cosa si prevede in merito alla presunta revisione dei requisiti di accesso.

=> Decreto Ecobonus 2018: ecco alcune importanti novità in materia di detrazioni fiscali

=> Bonus fiscali sulla casa. Ecco tutte le novità che ci aspettano.

Si è tenuta questa mattina una riunione chiarificatrice fra Confartigianato Imprese, MISE ed ENEA in merito al mantenimento/prolungamento degli ecobonus per l'edilizia. Le voci contrastanti circolate nei giorni scorsi, hanno messo in allarme i rappresentanti di Confartigianato che hanno chiesto a piena voce la proroga dell'ecobonus fino a renderlo strutturale e una sua ottimizzazione dal punto di vista tecnico al fine di rapportarlo agli sforzi fatti in questi anni dagli imprenditori artigiani in tema di formazione e certificazione.

Sulla base di quanto emerso dalla riunione, pare vi sia l'intenzione, da parte del Ministero, di prorogare per almeno due anni l'incentivo fiscale, rimodulando al rialzo i requisiti di accesso e migliorando il processo di notifica informatica al sito dell'ENEA.

Va detto che in quest'ultimo decennio la politica incentivante del recupero edilizio e della riqualificazione energetica degli immobili, ha portato investimenti per ben 264 miliardi di euro distribuiti fra recupero edilizio (230 miliardi) e efficientamento (34 miliardi), un valido motivo per proseguire su questa strada.

Per conoscere in maniera puntuale la nuova versione dell'ecobonus e dei vari bonus per gli interventi edilizi sugli immobili, bisognerà attendere necessariamente l'approvazione della Legge di Bilancio 2019, ma nel frattempo ci si attiene a quanto preannunciato nella bozza dello scorso mese di luglio che aveva introdotto nuovi criteri e nuovi limiti di spesa per il bonus sull'efficientamento energetico.

Intanto, relativamente alle percentuali di detrazione, così come indicate dalla scorsa manovra, si resta al momento fermi a quelle del 50% e del 65% per interventi di efficientamento energetico sulle singole unità immobiliari per il 2018, e fino al 2021 per i condomini; possiamo riassumerle così (Tab. 1):

Tab. 1 - Percentuali di detrazione per efficientamento energetico

50%

per sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione (efficienza pari almeno alla classe A; al di sotto nessun bonus)

per acquisto e posa in opera di finestre (comprensive di infissi), di schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore a biomasse combustibili fino a un valore massimo della detrazione pari a 30.000 €

65%

per sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione (efficienza pari almeno alla classe A), e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti

per impianti ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione (concepiti per funzionare in abbinato fra loro)

per acquisto e installazione di generatori d'aria calda a condensazione

65% per acquisto e relativa posa in opera di micro-cogeneratori, in sostituzione di impianti già esistenti, purchè comportino un risparmio di energia primaria (PES) pari almeno al 20% e la spesa massima non superi i 100.000 €

Quello che al momento sembra chiaro è che, per aggiornare i limiti di spesa agevolabili (fermi al 2009), la quota massima in detrazione si debba calcolare in base al mq o al kw il che comporterebbe, a partire dal prossimo 2019, una riduzione dell'importo agevolabile.

Ma varierebbero, a quanto pare, anche gli adempimenti per beneficiare delle detrazioni, soprattutto in merito alla compilazione del "bonifico parlante" (importante sarà la causale che dovrà riportare in maniera corretta il riferimento normativo relativo alla tipologia di bonus), che è obbligatorio al fine della detrazione in quanto metodo di pagamento che consente di avere traccia sia del destinatario che del contribuente che ha sostenuto le spese.

Al momento gli importi massimi previsti per usufruire dell'ecobonus (detrazione Irpef o Ires), possono così riassumersi (Tab. 2), ma si sospetta una pesante riduzione:

Tab. 2 - Ecobonus: importi massimi agevolabili ad oggi

30.000 €

sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;

60.000 €

interventi sull'involucro edilizio (vedi ad esempio il cappotto termico);

installazione di pannelli solari per produzione di acqua calda ad uso domestico o industriale (ma anche per il fabbisogno di piscine, strutture sportive, care di riposo e cura, scuole, Università);

100.000 €

interventi di riqualificazione energetica

Il limite di spesa che dovrà rispettarsi non sarà solo quello globale per tutte le spese sostenute, ma anche quello unitario per ciascuna delle spese detraibili.

Altra formula che potrebbe variare nella prossima Legge di Bilancio, è quella inerente i soggetti che possono beneficiare dell'ecobonus. Attualmente per interventi di riqualificazione energetica della singola unità immobiliare o del condominio, possono beneficiare della detrazione tutti i contribuenti (anche gli incapienti), compresi i titolari di reddito d'impresa, purchè proprietari di un immobile oggetto di efficientamento. Pertanto il bonus del 65% (75% per i condomini) potrà essere richiesto da:

  • contribuenti con reddito di impresa (persone fisiche, società di persone o di capitali);
  • associazioni fra professionisti;
  • enti pubblici e privati (purchè non svolgano attività commerciali);
  • individui titolari di un immobile, i condomini per interventi sulle parti comuni, inquilini, possessori di un immobile in comodato (anche familiari che sostengono le spese).

Aspettiamo dunque la prossima Legge di Bilancio 2019 per conoscere tutte le novità in merito e le eventuali conferme.

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