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Codice di condotta privacy in ambito condominiale: riprendono i lavori verso l'obiettivo della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
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Codice di condotta privacy in ambito condominiale: riprendono i lavori verso l'obiettivo della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Pubblicate dal Garante Europeo le linee guida per giungere alla pubblicazione dei Codici di Condotta. Ripartono i lavori tutelare la categoria degli amministratori di condominio

Avv. Carlo Pikler 

Si riparte! Sarà come al solito un lavoro lungo e dispendioso ma il traguardo ora è raggiungibile. Il Garante Europeo ha finalmente pubblicato le linee guida in relazione ai Codici di Condotta previsti dagli articoli 40 e 41 del Reg. UE 16/679.

Le indicazioni impartite dai Garanti europei ci permetteranno di poter giungere a quel tanto atteso traguardo che porterebbe al risultato ambito e fortemente voluto dal nostro studio e dalle Associazioni aderenti. Va elevata l'immagine dell'amministratore di condominio che va tutelato nella sua attività.

=> Ecco il primo Codice di Condotta Privacy per gli studi di amministrazione condominiale

L'amministratore è forse uno dei soggetti più a rischio rispetto a questa normativa che pone la possibilità per il "chiunque" di turno, come evidenzia il D.Lgs. 101/18, di poter inviare al Garante Nazionale una segnalazione all'esito della quale possono poi essere avviate tutte quelle procedure ispettive prima e sanzionatorie poi, previste dalla norma regolamentare avverso i titolari o responsabili del trattamento che non siano conformi al GDPR.

=> La tutela della privacy nel condominio: ma cosa serve realmente per essere conformi alla normativa?

In quest'ottica necessita un'ancora di salvataggio, la possibilità per l'amministratore che intenda tutelarsi di poter seguire un Codice di Condotta riconosciuto a livello istituzionale, che possa garantire delle procedure tecniche ed organizzative riconosciute come conformi alla normativa.

Un servizio che si intende proporre alla categoria per permettere anche una crescita di immagine della stessa.

Senza sottovalutare poi che il dato personale non è "solamente" un diritto inviolabile dell'uomo come riconosciuto dall'articolo 8 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Uomo, ma è anche un valore economico importante che, se utilizzato secondo i dettami normativi, può essere un importante valore aggiunto, anche in termini di profitto, per chi lo gestisce.

Non si deve poi dimenticare che ben l'85% della popolazione nazionale vive all'interno di Condomini ed è quindi amministrata. Andare quindi a regolamentare in maniera dettagliata ed efficace il trattamento dei dati da parte degli Studi di amministrazione, diventa un'importante opera sociale in quanto si rende un servizio anche alla comunità. Inoltre, non deve dimenticarsi anche il risvolto pratico che avrà un'adesione al codice di condotta da parte del titolare dello Studio di amministrazione: l'art. 83 del Reg. UE 16/679 alla lett.

J, dispone che nella valutazione della sanzione da infliggere, il Garante deve tenere da conto dell'adesione a Codici di Condotta riconosciuti. Quindi, anche in una eventuale ottica sanzionatoria, sarà importante poter dimostrare l'adesione al Codice di Condotta per la categoria degli amministratori di condominio prima al Nucleo Speciale della Guardia di Finanza in sede di stesura del verbale e poi al Garante in sede di emissione della sanzione.

La volontà mostrata dal Garante nazionale in sede di incontro nel voler condividere l'importanza dell'iniziativa e la disponibilità mostrata dalla stessa Autorità, ci fornisce quella spinta e motivazione in più per affrontare il percorso che si va ad intraprendere.

=> Privacy in condominio. Incontro col Garante per la Protezione dei dati Personali: resoconto e prospettive

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