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Se l'acqua non è potabile, si applica la tariffa ridotta
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Se l'acqua non è potabile, si applica la tariffa ridotta

La fornitura di acqua scadente legittima l'applicazione di una tariffa più bassa

Avv. Maurizio Tarantino 

Le analisi eseguite sulla qualità dell'acqua avevano evidenziato che questa non era conforme ai limiti di cui al D.lgs. 31/01

Si ringraziano gli Avv.ti Massimiliano e Giacomo Podda per la gentile segnalazione della sentenza in commento

La vicenda.Tizio, titolare di un contratto a uso domestico, per la fornitura idrica e servizio per la depurazione, relativo alla propria abitazione, aveva contestato la fattura lamentando l'intervenuta prescrizione per gli addebiti relativi agli anni precedenti nonché il "peggioramento del servizio".

Per tali motivi, il ricorrente aveva presentato la domanda di adesione alla procedura di conciliazione per assenza di riscontro al reclamo presentato, alla quale era stato allegato un primo rapporto relativo alle analisi eseguite sulla qualità dell'acqua.A seguito del fallimento della procedura di conciliazione, con atto depositato nella cancelleria dell'ufficio del Giudice di Pace di Cagliari, il ricorrente aveva convenuto in giudizio la società chiedendo di accertare l'illegittimità delle fatture per l'intervenuta prescrizione quinquennale di una parte delle somme riferibili ai consumi (acqua), nonché la violazione del contratto di utenza idrica a causa della scadente qualità dell'acqua.

=> L'amministratore è obbligato a sottoporre l'acqua a controlli periodici?

Il ragionamento del Giudice di Pace. Per quanto riguarda la richiesta di annullamento delle fatture per la scarsa qualità dell'acqua, il giudice ha evidenziato che secondo la costante giurisprudenza della Suprema Corte, è principio consolidato che "anche nel caso in cui sia dedotto non l'inadempimento dell'obbligazione ma il suo inesatto adempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera allegazione dell'inesattezza dell'adempimento (per violazione di doveri accessori, come quello di informazione, ovvero per mancata osservanza dell'obbligo di diligenza, o per difformità quantitative o qualitative dei beni), gravando ancora una volta sul debitore l'onere di dimostrare l'avvenuto, esatto adempimento" ( Corte di Cassazione, sezioni unite, 30 ottobre 2001, n. 13533).

Tanto premesso, nel corso del giudizio, l'attore aveva anche prodotto due rapporti (effettuati in due momenti diversi) relativi alle analisi eseguite sulla qualità dell'acqua dal Laboratorio di Analisi bromatologiche ed igienico ambientali dai quali è risultato che "in base ai parametri analizzati l'acqua non è conforme ai limiti di cui al D.lgs. 31/01".Nell'istanza di adesione alla procedura di conciliazione presentata alla società Beta, inoltre, Tizio aveva anche precisato che tali analisi erano state "effettuate dopo diverse segnalazioni al settore guasti e a seguito di interventi non risolutivi della problematica" tutte non specificamente contestate dalla convenuta.

 Continua [...]

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