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Costo richiesta nomina giudiziale amministratore condominio
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Costo richiesta nomina giudiziale amministratore condominio

Quanto costa la nomina giudiziale dell'amministratore condominiale?

Avv. Alessandro Gallucci  

Se i condòmini volessero ricorrere all'Autorità Giudiziaria per la nomina dell'amministratore condominiale, che spese dovrebbero mettere in conto di dover sostenere?

Il quesito fa riferimento ai condòmini in generale, ma com'è noto ciascun condòmino può avanzare richiesta in tal senso.

=> Chi paga le spese legali per la nomina giudiziale dell'amministratore?

Nomina giudiziale dell'amministratore condominiale

L'art. 1129, primo comma, c.c. specifica che nei condomini con più di otto partecipanti, ovvero in quelli che vi sono almeno nove condòmini (nel conteggio i condòmini comproprietari di un appartamento sono considerati come un unico condòmino, al pari quello proprietario di più unità immobiliari), l'assemblea deve provvedere alla nomina di un amministratore.

Ove tale organismo non adempia, dice la norma, ciascun condòmino può presentare un ricorso all'Autorità Giudiziaria, affinché la stessa provveda in sostituzione dell'assise inerte.

Dottrina e giurisprudenza sono concordi nel considerare questo genere di ricorso, la cui udienza si tiene in camera di consiglio un'azione da ricomprendersi nell'ambito di quelle così dette in volontaria giurisdizione.

In sostanza in questi procedimenti ci si rivolge all'Autorità Giudiziaria non perché la stessa decida in merito alla esistenza/inesistenza di diritti (es. diritto al risarcimento del danno, nullità contratti, ecc.), ma affinché assuma una decisione che il privato non sta assumendo.

La competenza a decidere in merito alla nomina giudiziale dell'amministratore di condominio è posta in capo al Tribunale, anche se a far data dal 31 ottobre 2021, in virtù di quanto disposto dal D. Lgs. 13 luglio 2017, n. 116, la competenza verrà posta in capo ai Giudici onorari di Pace.

=> Per la nomina giudiziale dell'amministratore di condominio cosa occorre?

Per la presentazione del ricorso, trattandosi di procedura di volontaria giurisdizione, non è necessaria la presenza di un avvocato, anche se non essendo questa un'affermazione che trova preciso riscontro in una disposizione normativa, ci si potrebbe imbattere in Tribunali che sul punto hanno orientamenti differenti.

Somme da sborsarsi per il deposito del ricorso

Quanti soldi bisogna mettere da parte o forse sarebbe meglio dire preparare per presentarsi in Tribunale e depositare il ricorso?

Subito, cioè per questo adempimento, servono euro 98,00 a titolo di contribuito unificato ed € 27,00 per l'imposta di bollo legata al deposito della domanda.

Una volta emesso il decreto e quindi fissata l'udienza, bisognerà domandare copia degli atti, salvo possibilità di estrarla per via telematica, senza alcun costo. In tal caso però è necessaria l'assistenza di un avvocato che è abilitato ad attestare la conformità della copia estratta all'originale.

Tornado ai costi delle copie, anche qui da corrispondersi sotto forma di marca da bollo, essi variano a seconda del numero di pagine delle quali si chiede copia. Considerando la tipologia di ricorso in relazione al contenuto, intorno ad € 11-12 euro per ogni copia.

A queste somme vanno poi unite le spese di notifica, ossia i costi necessari per inviare l'atto a tutti i condòmini che non hanno presentato il ricorso. Costi, in questo caso, da valutarsi caso per caso.

Ad ogni buon conto nel complesso bisogna preventivare dei costi, così detti vivi, ossia riguardanti imposte, tasse e simili, non inferiori a duecento cinquanta euro.

Compenso dell'avvocato incaricato di seguire l'azione giudiziale

La volontaria giurisdizione - si diceva pur mettendo in guardia dalle prassi locali - è procedura rispetto alla quale non è necessario rivolgersi ad un avvocato per la presentazione del ricorso.

Eppure, laddove lo si facesse, bisogna mettere in conto che le spese legali sostenute non potranno essere ripetute dalla controparte, in questo caso gli altri condòmini non ricorrenti.

Sul fatto che in sede di volontaria giurisdizione non si possa addivenire alla condanna alle spese legali (tranne che per il caso di revoca dell'amministratore giudiziale, cfr. Cass. n. 20957/2004), la Corte di Cassazione è sostanzialmente univoca (tra le tante, ad esempio, Cass. n. 15131/2015).

Va, quindi, messo in conto che il compenso del legale spetterà ad esclusivo carico della parte ricorrente.

Qual è il compenso che può domandare un legale per la proposizione del ricorso e più in generale per l'attività connessa ad esso (udienza, ecc.)?

Al riguardo inprimis vale il principio della libera contrattazione tra le parti. L'avvocato può richiedere un compenso in base a quella che è la propria valutazione della complessità del ricorso, ecc.

In caso di contenzioso sull'ammontare del compenso, il giudice adito dovrà valutarlo in base ai parametri forensi di riferimento.

Nel caso in esame, ossia di un ricorso in sede di volontaria giurisdizione e sostanzialmente di valore indeterminabile, seguendo le indicazioni di cui al decreto n. 55 del 2014, il compenso potrebbe variare tra € 2.225,00 ed € 3.170,00, salvo riduzioni o aumenti applicabili dal giudice nella misura prevista dal suddetto decreto (ossia diminuiti fino al 50% ed aumentati fino all'80%).

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