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La semplice dichiarazione verbale dell'affittuario è sufficiente a far scattare l'accertamento per la locazione verbale?
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La semplice dichiarazione verbale dell'affittuario è sufficiente a far scattare l'accertamento per la locazione verbale?

L'inquilino può far scattare l'accertamento a carico del padrone di casa

Avv. Maurizio Tarantino 

L'inquilino può, in qualsiasi momento, firmare una denuncia anonima, presentandosi o alla Guardia di Finanza o all'Agenzia delle Entrate, facendo così scattare l'accertamento a carico del padrone di casa.

=> Affitto in nero? Contratto nullo. Il locatore non può chiedere i canoni pattuiti

"Ai fini dell'esistenza di un contratto verbale di locazione non dichiarato, la denuncia dell'inquilino fa piena prova in quanto proviene direttamente da una delle parti" (Ctp di Milano sentenza 2718/19/2019).

La vicenda. L'inquilina di un appartamento denunciava di aver avuto un contratto in nero. Sulla base di quella denuncia, l'ufficio finanziario notificava un avviso di accertamento ai fini Irpef, con il quale recuperava a tassazione i relativi canoni, maggiorati di interessi e sanzioni.

Avverso tale provvedimento, il locatore impugnava l'accertamento eccependo il difetto di motivazione per mancata allegazione della denuncia e l'errore nel calcolo del maggior.

Inoltre, il locatore contestava che alla denuncia, presentata dall'inquilina, potesse attribuirsi valore di prova, trattandosi della dichiarazione resa da un terzo che, in quanto tale, possedeva una valenza meramente indiziaria.

=> Affitti in nero. L'amministratore di condominio non è un vigilante che deve identificare tutti gli occupanti dell'edificio

Il ragionamento dei giudici. Secondo la commissione tributaria, lo status di parte contrattuale posseduto dall'inquilina esclude che la denuncia possa essere paragonata a una mera dichiarazione di terzi.

Invero, secondo tale assunto, i giudici hanno sostenuto che l'operato dell'ufficio risultava corretto, in quanto non si era proceduto sulla base di un mero indizio, come sarebbe accaduto in presenza di una dichiarazione rilasciata da un soggetto estraneo al rapporto contrattuale quale un vicino di casa; né, l'Agenzia avrebbe potuto effettuare altre verifiche presso altri inquilini dello stabile, riscontri sui valori di mercato dei canoni e così via.

In conclusione, La denuncia dell'affittuario è più che sufficiente a far partire un accertamento fiscale: essa infatti non può essere considerata un semplice indizio, come sarebbe, invece, in presenza di una dichiarazione rilasciata da un soggetto estraneo al rapporto contrattuale (quale un vicino di casa).

Altro precedente. Secondo altro orientamento, la semplice dichiarazione del conduttore non basta per far scattare un accertamento se questa non è supportata da prove scritte come, ad esempio, le ricevute di pagamento dei canoni, i bonifici bancari, le bollette per utenze intestate all'inquilino (CTR Lazio, sent. n. 7750/18)

=> Metà dei proprietari denuncia affitti non pagati. In ambito condominiale la situazione è ancora più grave.

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Togato
Togato martedì 08 ottobre 2019 alle ore 12:54

L'esigenza di acquisire quelle "prove scritte" per accertare l'esistenza di una locazione fuori legge.Ma va? Quasi che un locatore in 'nero' rilascia come tale ricevute di pagamento, incassa bonifici invece del contante, e consente che le utenze domestiche siano intestate al conduttore.
Risibile quella pronuncia della CTR Lazio!
Piuttosto alla inquilina 'delatrice' invece di quella 'soddisfazione'(sostanzialmente per lei modesta) l'avrei consigliata di togliersene una assai più 'concreta': non pagando più i canoni in nero e aspettando di vedere se e come la proprietaria avrebbe poi potuta sfrattarla per morosità senza l'esistenza del contratto scritto e registrato all'ADE!

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