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Nutre i piccioni, la vicina si ammala. Condannata e costretta a lasciare casa.
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Nutre i piccioni, la vicina si ammala. Condannata e costretta a lasciare casa.

Condanna penale per chi dà da mangiare ai piccioni

Redazione Condominioweb 

Periodicamente ritorna d'attualità la questione dei piccioni. In molti casi il piccione viene ritenuto responsabile di sporcare marciapiedi, edifici e monumenti storici e artistici, ma anche di causare infezioni ai condomini.

=> Piccioni nelle proprietà condominiali: quali rimedi?

Il caso di La Spezia. Dalle notizie apparse dagli organi di stampa è emerso che, nel comune di La Spezia, una donna di sessant'anni è stata condannata per lesioni dolose a pagare 5mila euro e a lasciare la sua abitazione perché ha dato da mangiare a dei piccioni .Una sua vicina, infatti, si era ammalata a causa di un parassita trasmesso probabilmente dai volatili che la 60enne curava.

Secondo il giudice, le lesioni causate alla vicina sarebbero state causate da un parassita portato proprio dai piccioni che quotidianamente frequentavano il balcone della signora, in cerca di cibo.

Inoltre, il giudice ha disposto che la dispensatrice di cibo dovrà lasciare l'appartamento in cui vive, di proprietà di un parente, entro due mesi.

Ad ogni modo, è emerso anche la signora in questione era stata denunciata in passato per i troppi volatili, spesso malati, presenti nel cortile del condominio.

=> Piccioni in condominio. Arrivano le ordinanze

Il precedente di Como.Nel comune di Como, un colonia numerosa di volatili aveva infestato un condominio. Pertanto, a seguito delle numerose lamentele, il sindaco aveva emesso un'ordinanza urgente che vietava alla signora e a tutti i residenti nella palazzina di nutrire gli uccelli, oltre ad imporre una drastica pulizia e disinfestazione.Per le suesposte ragioni, il sindaco aveva imposto al condominio di provvedere, entro 15 giorni dall'ordinanza, allo sgombero, risanamento e pulitura periodica dei locali e degli anfratti nei quali i piccioni avessero nidificato o depositato guano.

Il precedente di Bussolengo. In tale comune era stata emanata un'ordinanza che prevedeva l'abbattimento al fine di limitare la popolazione dei piccioni.

Tuttavia, seguito dell'intervento della LAV, il sindaco, però, ha fatto marcia indietro, ritirando l'ordinanza ed emanandone un nuovo provvedimento che prevede esclusivamente interventi non cruenti di prevenzione della presenza dei colombi, come la chiusura degli anfratti utilizzati dai volatili per la nidificazione.

Piccioni in condominio. Al fine di limitare/eliminare il problema dei piccioni in condominio, ciascun condomino può sottoporre la trattazione dell'argomento in assemblea, facendolo indicare nell'ordine del giorno.

Una soluzione potrebbe essere l'installazione dei dissuasori che hanno la funzione di allontanare o quanto meno ridurre o rendere più difficile la permanenza dei piccioni sull'edificio.

Questi possono essere meccanici (aghi in acciaio), elettrici (fili) e infine a ultrasuoni (onde sonore).Ad ogni modo, per il problema dei volatili in esame, si osserva anche che, da tempo, molte amministrazioni fanno uso dei mangimi antifecondativi (con effetto sterilizzante).

=> Pensilina per ripararsi dallo sporco dei piccioni: l'assemblea può dire di no

In conclusione, nonostante i citati strumenti, il problema dei volatili nelle grandi città è ancora oggetto di critiche e provvedimenti amministrativi. Difatti le deiezioni dei piccioni, come le loro carcasse, creano danni e degradano le strutture urbane, sia ai monumenti che agli edifici pubblici e privati, per non dire dei marciapiedi, costringendo a continui interventi di recupero, manutenzione e pulizia, con relativi oneri a carico delle casse comunali.

In argomento, però, a difesa degli animali, la stessa Lega a protezione degli uccelli ha evidenziato che per rimediare al problema dei piccioni occorrerebbero una serie di interventi.

Tra questi, i più importanti possono essere: la realizzazione di edifici che non incentivino la presenza e la nidificazione del piccione; la gestione dell'alimentazione, che stabilisca limiti alla somministrazione di cibo aggiuntivo e poco nutriente; l'uso di reti antintrusione per impedire l'accesso dei piccioni in balconi, capannoni, ecc., fatto salvo il periodo riproduttivo e senza impedire ad altre specie (rondoni, passeri, codirossi e pipistrelli) l'accesso a tali aree ecc.

Premesso ciò, ancora oggi, in ambito amministrativo, a dichiarare guerra ai volatili sono molti comuni italiani.

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