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La trappola: solo il conto termico per i climatizzatori a pompa di calore
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La trappola: solo il conto termico per i climatizzatori a pompa di calore

Climatizzatori a pompa di calore esclusi dal bonus fiscale

Angelo Pesce 

Fra gli interventi esclusi dai bonus fiscali previsti dal Decreto-legge del 4 giugno 2013, n. 63, vi è l'installazione di climatizzatori a pompa di calore, anche se opera finalizzata al risparmio energetico. Infatti, secondo quanto stabilito dal decreto, gli interventi che già godono di altre formule incentivanti non possono usufruire dei suddetti bonus.

I bonus fiscali per l'efficientamento energetico e le ristrutturazioni edilizie, sono stati prorogati fino a 31 dicembre del 2013 e sono saliti al 65% per la prima tipologia di intervento, mentre sono rimasti al 50% per la seconda tipologia.

Fra gli interventi esclusi da questi bonus, vi è l'installazione di climatizzatori a pompa di calore, anche se opera finalizzata al risparmio energetico.

Infatti, secondo quanto stabilito dal decreto, gli interventi che già godono di altre formule incentivanti (vedi ad es. il Conto Termico), non possono usufruire dei suddetti bonus.

=> Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico previste dalla nuova Legge di stabilità.

In ragione di ciò, quindi, il solare, le biomasse e le pompe di calore usufruirebbero solo delle agevolazioni previste dal Conto Termico (in fase di partenza): circa il 40% dell'investimento per le prime due, il 20% massimo per l'ultima tipologia di impianto.

Non si tratta di una detrazione fiscale, ma di un rimborso in rate annuali (in due anni, per le taglie domestiche); prerogativa importante è verificare le prestazioni dell'impianto e fare domanda sul sito del GSE.

=> Il nuovo libretto impianto costerà molto di più alle famiglie.

È infatti disponibile dal 3 giugno, sul portale del GSE (Gestore Servizi Energetici), l'applicazione "Portaltermico" per l'inserimento delle richieste di iscrizione ai Registri riservati agli interventi di cui all'art. 4, comma 2, lettere a) e b) del D.M. 28 dicembre 2012, realizzati dalle Pubbliche

Amministrazioni e dai soggetti privati. In particolare:

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con altri dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, o di generatori alimentati a biomassa;
  • installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  • sostituzione di scaldacqua elettrici con quelli a pompa di calore.

Secondo i pareri di varie associazioni di categoria, vedi AICARR (Associazione Italiana Condizionamento dell'Aria Riscaldamento e Refrigerazione) e Co.Aer, Associazione Costruttori apparecchiature ed impianti per la climatizzazione e pompe di calore, gli incentivi previsti per le pompe di calore sono quanto mai bassi se limitati al semplice conto termico, penalizzando sia le utenze residenziali autonome, con potenze installate intorno a 5-7 kW, sia le utenze con potenze installate intorno a 40-100 kW.

In sostanza, con queste percentuali i benefici economici si aggirano nell'ordine di qualche centinaio di euro all'anno (spesso inferiori anche ai costi della documentazione necessaria) fino a quote insignificanti rispetto ai costi di installazione degli impianti di maggior potenza.

Gli impianti a pompa di calore Alcuni tipi particolari di condizionatore, detti a pompa di calore, oltre a raffreddare l'aria in estate, possono funzionare anche in inverno, invertendo il ciclo di funzionamento e quindi riscaldando.

I climatizzatori che funzionano anche come pompa di calore, sono macchine il cui circuito interno è dotato di una particolare valvola che ne inverte il ciclo e consente di inviare aria calda all'interno dei locali. Questa è la prerogativa di un impianto a pompa di calore.

A dir la verità, non tutto è così semplice come appare: infatti, a seguito di temperature esterne molto basse, la pompa di calore riduce gradualmente il proprio rendimento fino a raggiungere soglie minime che non consentono un adeguato riscaldamento dell'ambiente a servizio, consumando, tra l'altro, molta energia.

L'apparecchio è in grado di prelevare calore anche dall'aria fredda dell'ambiente esterno e cedere questo calore all'ambiente che si vuole riscaldare: tale è il processo attuato dalla pompa di calore in inverno.

=> Se il vostro condominio ha "freddo" mettetegli il cappotto (termico)

Il motivo per cui, in fase di riscaldamento, la pompa di calore si presenta come un sistema che permette di risparmiare energia primaria, divenendo così anche economicamente conveniente per l'utente finale, è da ricercarsi nel fatto che il sistema è in grado di cedere all'ambiente da riscaldare il calore (del tutto gratuito) assorbito dall'ambiente esterno freddo, maggiorato della parte corrispondente al lavoro meccanico del compressore trasformato in calore (cioè del consumo reale di energia).

Il rapporto varia in base a diversi fattori, quali la temperatura esterna, la temperatura del gas nell'unità interna (più bassa se la velocità della ventola è più alta e scambia quindi più calore), la temperatura interna.

La pompa di calore reverse, come peraltro riconosciuto dalle specifiche leggi sul risparmio energetico, è un sistema che può realizzare un reale uso razionale dell'energia poiché:

  • riduce i costi dell'energia, inducendo di conseguenza anche una riduzione dell'impatto ambientale imputabile all'impiego di combustibili fossili;
  • è un sistema più flessibile rispetto all'impiego di due differenti apparecchi per riscaldare e raffrescare un ambiente;
  • la pompa di calore azionata elettricamente, oltre ad essere molto sicura ed altamente affidabile, non inquina l'ambiente per l'assenza di emissioni nocive in atmosfera nel luogo di installazione.

Vediamo in sintesi le modalità per accedere al Conto Termico (Tab. 1)

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