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Riunioni nei piccoli condomini, come riattivarsi?
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Riunioni nei piccoli condomini, come riattivarsi?

Ci sono contesti condominiali più piccoli di nuclei famigliari, come valutare le modalità di riunione?

Redazione Condominioweb  

Lo avevano scritto lo scorso sabato: il decreto legge n. 33 del 2020, all'articolo 1, decimo comma, ha consentito lo svolgimento di riunioni.

Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

La chiarezza dello specifico dettato normativo ha cozzato con le altre disposizioni del decreto portando più di qualcuno a dubitare della possibilità di svolgere assemblee condominiali.

Non è così: le riunioni dei condomini (questo sono le assemblee) si possono svolgere e si possono svolgere tutte, senza limiti numerici.

Chiaramente sono vietati gli assembramenti, in generale e nelle riunioni. Ciò vuol dire che le assemblee possono tenersi purché sia rispettata la distanza tra persone.

D'altra parte se è consentito riunirsi in chiesa per la messa, chiesa deriva il suo significato proprio dalla parola assemblea, perché non lo si potrebbe fare per altro?

Quale distanza?

La norma parla di un metro.

In effetti non sfugge che si sarebbe potuto dire qualcosa in più, dettagliare le modalità di riunione, ma così non è stato.

Assemblee condominiali nella sala parrocchiale

La sensazione di abbandono o quanto di meno di trascuratezza non deve far concludere per il divieto di svolgere assemblee condominiali. Con le dovute accortezze ci si può riunire.

Indichiamo qui di seguito alcune delle misure da tenere in considerazione: è un'elencazione meramente esemplificativa e non esaustiva, quanto meno di buon senso e da implementarsi in relazione alle singole fattispecie in relazione a luogo di riunione e numero dei partecipanti.

Molte associazioni stanno emettendo i loro protocolli: altra indicazione, questa, che la ripresa dell'attività condominiale non tarderà.

Prendiamo come spunto il protocollo Chiesa Cattolica - Stato Italiano per la ripresa delle celebrazioni liturgiche.

Nell'atto è affermato che il legale rappresentante dell'ente (es. il parroco) individua la capienza massima dell'edificio di culto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale. Ogni persona deve avere 4 metri quadri a disposizione. In 50 metri quadri calpestabili, se non sbagliamo in calcoli, entrano almeno 8 persone.

Si fa menzione dell'obbligo d'uso delle mascherine (obbligatorie nei luoghi chiusi aperti al pubblico ex art. 3 d.p.c.m. 17 maggio 2020).

Piccoli condomini

Consideriamo tali quelli che non hanno obbligo di nominare l'amministratore, cioè quelli fino ad otto partecipanti.

In queste realtà, in assenza di amministratore, ciascun condòmino può prendere l'iniziativa di convocare l'assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria.

Chi convoca deve indicare il luogo e dunque grava su di esso l'onere d'individuarne uno conforme alla normativa. E' sempre stato così, anche in periodo pre-covid.

Se a convocare è l'amministratore è su di esso che grava la scelta.

Amministratore esterno nei piccoli condomini

Secondo le ultime linee guide indicate dal Ministero della Salute, nella circolare n. 17644 del 22 maggio 2020 «se il posto di lavoro, o l'azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l'area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo neppure in condizioni sperimentali».

Ciò vale anche per le sale riunioni attualmente utilizzabili, ivi comprese quelle condominiali.

In caso di usi più frequenti (es. sala riunioni dell'ufficio dell'amministratore) bisogna sanificare i luoghi. Sempre nelle medesima circolare è ricordato che «la sanificazione è definita come il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell'aria». Il documento indica come effettuare questi interventi.

È consigliabile farli eseguire da apposita ditta che rilasci certificazione delle operazioni svolte e dei prodotti utilizzati.

Se si individua il luogo di riunione in una sala di un albergo, di una parrocchia, ecc si devono chiedere tutte le certificazioni che attestino l'idoneità del luogo alla riunione.

Rammentiamo, infine, che può essere utile ricordare ai convocati che non ci si può presentare in assemblea se la temperatura corporea è superiore a 37,5° e che va valutata la presenza di condòmini residenti fuori regione, in quanto attualmente impossibilitati a varcare i confini regionali e che si può incentivare il ricorso alla delega.

Non molto diverse, seppur decisamente più complesse, le regole da rispettare per condomini con molti partecipanti. Qui il confine tra riunione ed assembramento diviene più labile, anche in considerazione del fatto che può risultare non semplice osservare e far osservare le distanze di sicurezza al di là della capienza del luogo.

La delega in bianco nell'assemblea condominiale.

Cerca: assemblee condominio emergenza covid

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Luciano
Luciano sabato 23 maggio 2020 alle ore 22:47

Concordo sull'impossibilità delle convocazioni assembleari, stante l'emergenza epidemiologica covid-19 estesa dal governo fino al 31.12.2020, in condominii con oltre 8 condomini (per me anche Aldo sotto di tale numero) anche e, soprattutto, per le gravi responsabilità penali e civili a carico esclusivo dell'amministratore.

Luciano
Luciano sabato 23 maggio 2020 alle ore 22:48

Concordo sull'impossibilità delle convocazioni assembleari, stante l'emergenza epidemiologica covid-19 estesa dal governo fino al 31.12.2020, in condominii con oltre 8 condomini (per me anche al di sotto di tale numero) anche e, soprattutto, per le gravi responsabilità penali e civili a carico esclusivo dell'amministratore.

Antonio
Antonio domenica 24 maggio 2020 alle ore 14:04

CONCORDO PER L' EPIDEMIA COVID 19, MA IO MI CHIEDO SE VIENE FATTA SANIFICAZIONE DELLA SALA E SI RISPETTA LA DISTANZA, PERCHE'NON FARE ASSEMBLEA? ANCHE PERCHE' VI SONO DEI PROBLEMI CONDOMINIALI DA RISOLVERE COME INFILTRAZIONI D' ACQUA IN CORSIA BOX DA CIRCA 3 ANNI MA CHE NESSUN AMMINISTRATORE NON HA RISOLTO, NEMMENO QUELLO ARRIVATO NUOVO, ANZI HA SOSTITUITO DEI SERVIZI, SENZA AVVISO.

Alessio
Alessio domenica 24 maggio 2020 alle ore 21:04

Luciano, estensione dell’emergenza al 31/12/20? Dove lo hai letto?

LUONGO BARBIERO
LUONGO BARBIERO domenica 24 maggio 2020 alle ore 23:00

Concordo di non fare assemblee finché non si sanno esattamente quali sono le responsabilità dell'amministratore. Ma possibile mai che deve sempre essere responsabile l'amministratore anche in presenza di contagio da Covid? Ma poi, anche volendo fare le assemblee, sarà molto dura trovare sale da affittare e che siano in grado di garantire sicurezza e non oso pensare il costo di queste sale, da sanificare e certificare.

Pao Nas
Pao Nas lunedì 25 maggio 2020 alle ore 12:43

La cosa che mi lascia molto perplessa è che io comunque devo mettere tutte le sedie ,o come in alcuni condomini propongono i segni per terra e poi le sedie le portano loro, per tutti anche se poi vengono in dieci.Gli spazi sono davvero grandi. Mettiamo comunque che vengano chessò in 30 anche con le distanze non è assembramento? E se uno dalla foga di dire qualcosa si abbassa la mascherina? Devo interrompere assemblea? Devo farmi firmare qualcosa per rimarcare che hanno voluto farla ( una mia collega si è fatta preparare una lettera dall'avvocato che sono consapevoli della pandemia dei rischi e delle norme e che vogliono fare la riunione ) devo fare sanificazione pre e post mi hanno detto in una sala che ho trovato. I costi sono del Condominio? Devo provare io la febbre a tutti o c'è un modello da fargli firmare dove dichiarano di stare bene? La privacy non viene violata con eventuali autocertificazione sulla salute? Se qualcuno inavvertitamente si alza o si avvicina perché non sente blocco assemblea? Se convoco assemblea in cortile e piove? Metto già nella convocazione altra data? Mascherine e guanti li devo portare io per sopperire a chi non li ha o chi non li ha viene allontanato? Sono molteplici le problematiche. Io sono in Lombardia.

Luciano
Luciano lunedì 25 maggio 2020 alle ore 15:41

La proroga dello stato di emergenza dal 30.06 al 31.12.2020 era nel Decreto Rilancio poi non è stata inserita nella conversione e im G.U. del 20 c.m.. Ora la stessa proroga è inserita nell'altro decreto che deve essere convertito entro il 7 Giugno (credo si chiami liquidità). Nello stesso è stato riprodotto la proroga dei rendiconti dei bilanci e dell'amministratore di condominio di un anno, credo fine dicembre 2020.
Il problema è rispettare e far rispettare i rigidissimi protocolli e, soprattutto, provare di averli attuati. Ad esempio bisognerà prevedere la presenza di un "buttafiori" (ovviamente con ogni dispositivo anti COVID) che sedi eventuali animate discussioni con avvicinamento al di sotto del metro e potenziali litizi, alzate di voce et simila... Altresì uno che registri la tempoeratura e la riporti in un registro, due corridoi per entrare ed uscire, due o piu bagni con personale addetto alla sanificazione ad ogni bisogno. Non prevederlo, in caso di contagio, espone penalmente e civilmente l'Amministratore unico responsabile del tutto. (lo stesso
sta accadendo con i datori di lavoro per i dipendenti nelle aziende aziende ... l'inail se non provi di aver applicato rgorosamente il protocollo ant COVID non paga). Riassumendo conviene spostare ogni assemblea a dopo settembre, quando le idee sono più chiare... Altresì gli assembramenti anche con mascherine e distanze superiori a 1 metro sono vietate.... per assembramento pare si intenda un numero di tre persone minimo non facenti parte della famiglia...

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