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Ristoranti in condominio e regolamento condominiale.
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Ristoranti in condominio e regolamento condominiale.

Ristorante in condominio e prescrizioni del regolamento condominiale

Dott.ssa Marta Jerovante  

Il ristorante a casa tua. Passione per la cucina e business: nasce così la tendenza dell'home restaurant, che vede trasformare la propria casa e la propria cucina in un vero e proprio ristorante, aperto non solo ai propri conoscenti, ma anche a perfetti sconosciuti.

Partita nel 2006 da New York, si è poi diffusa nel 2009 anche in Gran Bretagna, per approdare più tardi in Italia.

Ad oggi il mercato italiano del social eating supera ormai i 7 milioni di euro l'anno, con un incasso medio di 198 euro ad evento, e circa 300.000 persone coinvolte; il settore è tuttavia ancora privo di una specifica disciplina normativa: una lacuna di non poco conto ove si considerino i pregiudizi che ne potrebbero derivare, ad esempio in termini di sicurezza alimentare.

E a voler poi sottacere, per quello che qui più rileva, il fatto che spesso i ristoranti domestici vengono "allestiti" in abitazioni private, anche condominiali.

Non si fa fatica ad immaginare che la contemporanea presenza, nell'ambito di un medesimo complesso, di unità residenziali abitative e di immobili destinati ad uso diverso - specificamente ad un'attività aperta al pubblico - sia quasi certamente destinata a sfociare in una lite giudiziale (per la compromissione della quiete condominiale, per l'intollerabilità delle esalazioni di fumo e odori…).

Home restaurant in condominio. Un'importante occasione per i proprietari immobiliari

Tutti pazzi per l'home food… o quasi Un Condominio chiedeva ed otteneva dal Tribunale la pronuncia inaudita altera partedel provvedimento cautelare, con il quale si inibiva al proprietario di un'unità immobiliare sita nell'edificio e alla società conduttrice della medesima di destinare il locale all'attività commerciale di bar ristorazione.

A fondamento del ricorso il Condominio poneva la violazione della clausola del regolamento che vieta di destinare le unità di proprietà individuale a determinate attività e, in particolare, a "Qualsiasi Industria, Ufficio Pubblico, Sanatorio, Gabinetto Medico… Agenzia di Pegni, Casa di Al. "VI.", di adibirle ad attività di affittacamere e, in generale, di "farne comunque un uso contrario alla tranquillità, oltre che all'igiene, al decoro ed al buon costume".

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Sentenza inedita
Scarica Tribunale di Milano- 3 agosto 2017

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