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Elezioni passate: registro dimenticato

Registro amministratori di condominio:il momento è cruciale

Redazione Condominioweb 

Le elezioni europee sono già un ricordo e, come era prevedibile, l'argomento che ha infiammato i dibattiti nella categoria, sembra essersi eclissato.

Ciò non di meno il momento è cruciale: il sottosegretario Morrone concluse l'incontro del 9 maggio 2019 con l'invito a ciascuna associazione (singolarmente, in segreto/privato, con e-mail diretta!!!) ad esprimere il parere su tre ipotesi.

1. Albo

2. Registro

3. Associazione riconosciuta: (?.. ipotesi implicita nel fatto di averci chiesto di indicare obiettivi, natura, storia, breve presentazione di ciascuna associazione!!!).

Chi si intende di diritto comunitario e ha studiato a fondo le problematiche inerenti le qualifiche professionali, sa che in Europa c'è uno scontro aperto, cruento e spietato fra quanti mirano alla deregolamentazione (impostazione anglosassone) e quanti vogliono una regolamentazione rigida (impostazione latino-germanica).

Come sempre "in medio stat virtus". Da decenni si discute in ambito europeo (e lo si è fatto anche, una ventina di anni fa, in Italia) sul c.d. "doppio binario" di accesso alla professione:

1. regolamentazione e vigilanza statale (albi e collegi);

2. autoregolamentazione e auto vigilanza responsabile (associazioni).

Per noi italiani, che da sempre identifichiamo la parola "professione" con "professione intellettuale", risulta difficile capire che "professionista" è anche un "tornitore" lavoratore dipendente, specialista essenziale e determinante in una catena di produzione, dotato di una formazione specifica, considerato professionista dal diritto comunitario al pari di infermieri, paramedici, designer, cuochi-chef, pizzaioli (lavoratori dipendenti) e parrucchieri, podologi, estetisti (lavoratori autonomi, solitamente non dipendenti).

Alla professione si può accedere mediante riconoscimento statale o mediante iscrizione in una associazione "riconosciuta". In Europa il dibattito sul riconoscimento delle associazioni non è concluso, ma solo sopito.

Tutti sanno che le preferenze di UNAI vanno ad un Albo di tipo classico. Ciò non di meno l'ipotesi di riconoscimento delle associazioni, con funzione equivalente ad un Albo, non ci vede contrari.

Lo stesso principio di deregolamentazione (sancito dalla Direttiva 2006/123/CE e tanto caro alla nostra Antitrust) che privilegia la libera aggregazione dei professionisti rispetto all'inquadramento in albi e collegi (o registri) vigilati dallo Stato e che ha fatto tanto litigare i lavoratori autonomi del commercio, delle professioni, dell'imprenditoria, in Europa e anche in Italia (pensate ai tassisti, agli ambulanti, etc.) è in realtà la vera opportunità per tutti quanti noi.

È possibile il riconoscimento delle singole associazioni di categoria con le loro specificità, le caratteristiche, i requisiti di ammissione, i codici deontologici, le procedure operative e la filosofia distintiva e manageriale, in un contesto di libera circolazione dei saperi e di libera concorrenza (la stessa legge 4/13 ne è un esempio, benché limitato alla tutela del consumatore e all'attuazione della Direttiva 98/34/CE) ai fini del riconoscimento delle qualifiche professionali (Direttiva 2005/36/CE, aggiornata con Direttiva 2013/55/UE).

Non c'è un limite al numero di associazioni che possono essere riconosciute per ciascuno Stato. È lo Stato membro che valuta le differenze significative tra le associazioni e le giudica meritevoli di riconoscimento.

Tutti noi, tutte le 56 (tante sembrano essere le sigle che rappresentano, al momento, gli amministratori) attuali associazioni degli amministratori possono aspirare al riconoscimento. Ci sono solo dei requisiti da rispettare. Accessibili a tutte le associazioni, eventualmente con un minimo di buona volontà.

Dal momento che la questione del riconoscimento è stata sollevata (ancorché in modo improprio) è il caso di puntare ad un riconoscimento vero della categoria. Quale che sia. Purché non si tratti di una presa in giro.

Sfruttiamo questa opportunità (ammesso che esista ancora e che non fosse solo una trovata elettorale!) per cercare di ottenere qualcosa di concreto, tangibile, qualificante, evidente e immediato per la categoria e per chi come noi (le associazioni) nella categoria crede e lotta, ma soprattutto per il futuro e per il riconoscimento (professionale) dei membri della categoria, per i quali la professione è vita quotidiana e pane per il sostentamento della famiglia.

Per questo motivo Unai ha indetto un nuovo incontro con i rappresentati della categoria degli amministratori. Sono stati invitati tutti i Presidenti.

Di associazioni grandi e piccole, ma solo quelle degli amministratori, perché riteniamo che la questione riguardi solo noi e non gli altri.

L'obiettivo dell'incontro è quello di predisporre un progetto operativo, organico e articolato, che nasca dal confronto con gli altri Presidenti, valutando insieme la varie opportunità, modulandolo sulle nostre esigenze di categoria e le nostre esperienze personali, anche perché se alla categoria non provvediamo noi che ne facciamo parte, è illusorio sperare che ci penseranno altri (politici, concorrenti, chiacchieroni, etc.).

Il tavolo tecnico è convocato per il giorno 10 giugno c.a. alle ore 09.30 presso il Radisson Blu Hotel di Roma in Via F. Turati 171 (a fianco della stazione termini).

Ufficio Stampa UNAI

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