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Finanziaria 2020. Nuove responsabilità a carico dei condomini. Reintrodotta la solidarietà fiscale per i committenti
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Finanziaria 2020. Nuove responsabilità a carico dei condomini. Reintrodotta la solidarietà fiscale per i committenti

Dal 1° gennaio 2020, il versamento delle ritenute fiscali dovrà essere effettuato dal committente

Avv. Maurizio Tarantino 

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto fiscale collegato legge di Bilancio 2020 (D.L. n. 124/2019) è stata reintrodotta la solidarietà fiscale per i committenti nel nostro ordinamento.

=> Versamento delle ritenute da parte del condominio. Alcune criticità all'orizzonte

La norma. In particolare, l'art. 4 del D.L. n. 124/2019 prevede la modifica del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241 con l'inserimento del nuovo art. 17-bis recante "Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell'illecita somministrazione di manodopera".

Con il nuovo art. 17-bis viene prevista l'estensione del reverse charge ad appalti e subappalti, relativamente a tutte le ritenute fiscali operate dall'impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell'esecuzione delle opere o dei servizi affidati.

In particolare, per ciò che potrebbe interessare maggiormente i Condominii e l'ambito di cui ci stiamo occupando, l'art. 4 del DL prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, quando un committente affida ad un'impresa l'esecuzione di un'opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali, trattenute dall'impresa appaltatrice ai lavoratori impiegati su quel cantiere, debba essere effettuato dal committente.

GLI OBBLIGHI DEI CONDOMINI. Nuove disposizioni in vigore il 1° gennaio 2020.

Versamento delle ritenute fiscali dovute dall'impresa Committente.

I condomìni che affidano il compimento di un'opera o di un servizio a un'impresa sono tenuti al versamento delle ritenute trattenute dall'impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, ai lavoratori direttamente impiegati nell'esecuzione dell'opera o del servizio.

Apertura di uno specifico conto corrente su cui ricevere i fondi per pagare le ritenute per conto della ditta Committente

L'impresa appaltatrice e le eventuali subappaltatrici dovranno pertanto versare l'ammontare complessivo del dovuto, con almeno cinque giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento stesso di cui all'art. 18, 1° comma del D.L., su specifico conto corrente bancario o postale comunicato dal committente all'impresa appaltatrice e da quest'ultima alle imprese subappaltatrici.

Comunicazioni solo via PEC

Il committente, a sua volta, dovrà eseguire il versamento mediante F24, senza possibilità di utilizzare propri crediti in compensazione e dovrà comunicarlo via PEC entro 5 giorni.

Obblighi dell'impresa e verifica del Committente

Al fine di consentire al committente il riscontro dell'ammontare complessivo degli importi ricevuti con le trattenute effettuate dalle imprese, queste trasmettono tramite posta elettronica certificata al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all'impresa appaltatrice:

a) un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell'esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell'opera o del servizio affidato, l'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione ed il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di detto lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;

b) tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessarie per l'effettuazione dei versamenti spettanti al committente;

c) i dati identificativi del bonifico effettuato ai sensi del comma.

Le responsabilità dei Committenti

I committenti sono responsabili per il tempestivo versamento delle ritenute effettuate dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici entro il limite della somma dell'ammontare dei bonifici ricevuti entro il termine di cui al comma 3 (art. 4 D.L. n. 124/2019) e dei corrispettivi maturati a favore delle imprese appaltatrici o affidatarie e non corrisposti alla stessa data, nonché integralmente nel caso in cui non abbiano tempestivamente comunicato all'impresa appaltatrice o affidataria gli estremi del conto corrente bancario o postale su cui effettuare i versamenti di cui al comma 3 (art. 4 D.L. n. 124/2019) o abbiano eseguito pagamenti alle imprese affidatarie, appaltatrici o subappaltatrici, inadempienti.

Le sanzioni

Nei confronti dei soggetti obbligati (comma 16 art. 4 D.L. n. 124/2019) che non eseguono, in tutto o in parte i versamenti alle scadenze dovute, trova applicazione la sanzione amministrativa prevista dall'art. 13, comma 1, del D.Lds. n. 471/1997 (30% per ogni importo non versato: per i versamenti effettuati con un ritardo compreso in 90 giorni, l'importo è ridotto della metà. Per i versamenti effettuati entro i 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ulteriormente ridotta ad un importo pari a 1/15 per ciascun giorno di ritardo).

Il successivo comma 17 afferma, inoltre che, a chiunque, obbligato, che non esegua alle prescritte scadenze, il versamento delle ritenute, trova applicazione l'art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000, con le relative soglie di punibilità il quale afferma che: "è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta dovute sulla base della stessa dichiarazione risultante dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d'imposta".

Le prime contestazioni. Da quanto appreso nelle ultime ore, il provvedimento è stato molto criticato. In particolare, secondo l'ANCE (Ass. naz. Costruttori edili), l'articolo 4 sulle ritenute del dl fiscale sarà un salasso per le imprese e un pesante aggravio burocratico per la Pubblica amministrazione.

Difatti, secondo tale assunto, si tratterebbe di una norma iniqua che rischia di avere conseguenze devastanti su imprese e Pubblica amministrazione.

L'Associazione stima, infatti, che questa misura determinerà un costo per le imprese pari a circa 250 milioni di euro all'anno e un'ennesima complicazione burocratica per il settore.

=> Condominio a rischio risarcimento se non consegna all'impresa l'elenco completo con le relative quote di debito derivanti dai lavori realizzati nell'edificio.

Cerca: finanziaria solidarietà fiscale

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Elio Cassano
Elio Cassano giovedì 07 novembre 2019 alle ore 16:06

Mi pare più che assurdo... E se l'impresa durante l'esecuzione dei lavori, sposta un lavoratore da un cantiere ad un altro,o ne licenzia uno e/o assume un altro: può il committente verificare giorno per giorno chi si presenta e verificarne l'identità? e quali contributi: quelli dell'intero periodo o quelli per i soli giorni di cui ha fruito la/le prestazioni? Spero di non aver capito bene...

Emanuela
Emanuela giovedì 07 novembre 2019 alle ore 16:13

Idea brillantissima, tutti ne saranno felici! Immagino il piacere degli uffici amministrativi delle imprese di manutenzione, con addetti che prestano attività di durata brevissima presso n committenti in una giornata. I committenti, poi, sia pubblici che privati, non aspettano altro che versamenti ulteriori da fare e controlli da operare. Non ho parole, cosa non inventano per la nostra felicità...

ACHILLE ARIONI
ACHILLE ARIONI giovedì 07 novembre 2019 alle ore 16:38

Se questa è la semplificazione burocratica tanto vantata da chi, in questo momento, ci governa .... andiamo proprio bene ... è una mazzata di proporzioni incalcolabili per TUTTI i problemi collegabili ... ma poi a che pro ? E' davvero assurda come norma ... Speriamo qualcuno se ne accorga per tempo anche se ho forti dubbi a proposito ... Ennesimo grazie alla attuale coalizione ...

Franco
Franco giovedì 07 novembre 2019 alle ore 18:00

Naturalmente con aggravio dei costi di gestione anche per l'amministrazioni condominiali quindi per l'utente finale. Evvai, Braviiii!

Luca
Luca giovedì 07 novembre 2019 alle ore 21:04

Credo sia un terrorismo fiscale... Già seguire la propria burocrazia aziendale (p.iva individuale) e manodopera è ormai impossibile da soli con questo sistema l'amministratore dove ha tempo di redigere bilanci, fare sopralluoghi, controllare la contabilità ed eseguire adempimenti attuali? Bisogna assumere persone,software, stare dietro ogni singola commessa per non sbagliare versamenti... Credo che con la fatturazione elettronica ormai lo stato ha già tutti i strumenti per far emergere l'irpef non versata e magari procedere con pignoramenti crediti presso terzi come già eseguito da Equitalia.

Marco C
Marco C giovedì 07 novembre 2019 alle ore 21:36

"...Apertura di uno specifico conto corrente su cui ricevere i fondi per pagare le ritenute per conto della ditta Committente..."come saranno contenti i condomini di pagare due conti correnti...

Luigi
Luigi giovedì 07 novembre 2019 alle ore 22:01

continuiamo a votare 5 stelle e pd. questo è il risultato..….e si vede!!!!

Aldo
Aldo giovedì 07 novembre 2019 alle ore 22:47

Ahi Italia di dolore ostello, non donna di virtude ma di bordello !

Sandra
Sandra venerdì 08 novembre 2019 alle ore 08:59

Ahhh certo altro lavoro per noi amministratori, altri soldi per i condomini...saranno felicissimi!
Grazie governo, già che ci sei vuoi che facciamo altro?

Elio Cassano
Elio Cassano venerdì 08 novembre 2019 alle ore 09:08

E soprattutto... lo Stato ABDIGA del tutto al suo DOVERE di esercitare controlli (tanto né sa organizzarsi, né riesce a far lavorare più di tanto i suoi dipendenti) e sovraccarica cittadini e imprese di compiti NON loro... Speriamo sia solo una burla!

Aldo
Aldo venerdì 08 novembre 2019 alle ore 20:34

Le considerazioni del Sig. Cassano mi trovano pienamente d'accordo. Piacevole l'ironia della Sig.ra Sandra alla quale, però, dico che non c'é mai limite alla prepotenza, alla inefficienza ed alle prevaricazioni. Cordiali saluti.

Silva
Silva venerdì 08 novembre 2019 alle ore 20:57

Perché mai deve essere il Condominio a versare le ritenute a nome della ditta, facendo sì che l'amministratore diventi colui che controlla e assicura non ci sia evasione? Mi sembra un compito del tutto fuori posto.
E poi, cosa significa "conto corrente specifico"? Sembrerebbe non essere sufficiente il conto corrente condominiale usuale... Devo io amministratore farmi un conto apposito per gestire queste somme, con relativi costi? O deve essere aperto un altro conto corrente per ogni Condominio, aumentando i costi per i condòmini? Mi auguro di no...
E ancora, perché devo avere a disposizione - inviati dalla ditta - i dati dei lavoratori, le ore di lavoro, la retribuzione corrisposta, le ritenute fiscali eseguite con indicazione separata di quelle relative alla prestazione affidata? Cosa ne dovrei fare di tutti questi dati? Devo per caso essere capace di controllare che i conteggi delle ritenute siano corretti? Se non sono anche consulente del lavoro, devo farlo fare a una persona esperta? A spese di chi? E avere tutti questi dati da trattare e archiviare non comporta una complicazione anche nella gestione della privacy, con ulteriori costi e/o perdita di tempo?
Per non pensare al tempo che richiederanno tutte queste incombenze e tutti questi passaggi.

Vincenzo Squillace
Vincenzo Squillace sabato 09 novembre 2019 alle ore 18:44

Questi sono pazzi!! Fermateli finchè siamo in tempo !!

Flora Borsani
Flora Borsani sabato 09 novembre 2019 alle ore 23:40

E ultimo, ma non ultimo, il condominio, o nella persona dell'amministratore nel caso di più di 8 proprietari, dovrebbe versare le suddette ritenute e nel caso di omissioni o ritardi ogni sanzione è prevista solo a suo carico. MENTRE, a quanto pare, non viene neppure prevista l'eventualità che l'impresa e/o quelle subbalpaltate NON gli corrispondano in tempo il dovuto, o non lo versino affatto, così che il committente si troverebbe costretto a versarlo di tasca sua!
Oppure che non forniscano al committente i dati richiesti, o li forniscano incompleti, o inesatti, o "aggiustati" ...a chi attiene la responsabilità di ciò che ne deriva?
Chi sarebbe chiamato a rispondere se durante i lavori, che magari sono durati mesi, sono stati impiegati lavoratori in nero? Come sperano con questo guazzabuglio di legge, da veri incapaci e irresponsabili, di dare impulso al lavoro e far girare l'economia?

Elio Cassano
Elio Cassano domenica 10 novembre 2019 alle ore 01:49

Una totale squinternata follia. Ma non sarà una fake news? Non sta né in cielo né in terra.

Luca
Luca domenica 10 novembre 2019 alle ore 10:56

Sperate che decada.... Neanche l'Agenzia delle Entrate è preparata per la piattaforma. Poi parlano di PEC.... Figurarsi se ha senso. Su una fattura di 50euro più IVA cosa fai? Ritenuta 4% - meno materiali (e costi di impresa), PEC con codice fiscale e ritenute irpef mese passato e attuali,, più bonifico di IRPEF con F24 e altra PEC? Cosa ancora?

Risultato? Basta fatture ...

Franco
Franco domenica 10 novembre 2019 alle ore 12:24

Ma chi è stato quest'irresponsabile incapace ad avere quest'assurda idea?

Emanuela
Emanuela domenica 10 novembre 2019 alle ore 18:08

Dimentichiamo tutti che da anni, cioè dalla legge Biagi del 2003, stanno introducendo e togliendo parti della responsabilità sociale del committente. Nel 2017, ad es., hanno tolto la possibilità di far rispondere il committente per il pagamento dei salari solo dopo l'esperimento di tutte le possibili vie a carico dell'impresa. Vi par poco? L'impresa non mi paga e io dipendente vado direttamente a farmi pagare dal committente. Da annoni, tutte le partite IVA rispondono delle mancate contribuzioni ai lavoratori e del mancato pagamento dei subappaltatori (i privati cittadini no, ovviamente, ma il nero è chiaro che lo fanno le partite iva in combutta tra loro, mica il privato cittadino...). Con l'ultima invenzione, hanno solo complicato la vita a chi già doveva pagare al posto dell'impresa, per cui un atto notorio in cui l'impresa dichiara di aver pagato tutto quanto dovuto non basta più. Però stavolta hanno coinvolto anche le pubbliche amministrazioni, speriamo che almeno queste abbiano il buon senso di ribellarsi a queste farraginosità inutili. Le partite iva...blaterano tra loro ma poi non combinano mai niente (io per prima).

Francesco74
Francesco74 lunedì 11 novembre 2019 alle ore 16:11

L'obiettivo è quello di liberare la P.A. (incapace) dalla verifica e attribuirla gratuitamente a terzi soggetti stravolgendone l'operatività. Il tutto ovviamente a spese del professionista e dei cittadini. Ops sudditi non cittadini visto che libertà ormai ne hanno veramente ben poche.

Vincenzo Squillace
Vincenzo Squillace lunedì 11 novembre 2019 alle ore 16:44

Concordo in pieno con francesco 74. Unica variante al commento riguarda il verbo utilizzato: più che "attribuire" direi "imporre". Fino a quando Catilina ?

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