Vai al contenuto
cl2010

Contratto appalto e solidarietà tra condomini

Un'impresa sottoscrive nel contratto di appalto per i lavori di manutenzione straordinaria che rinuncia al vincolo di solidarietà tra condomini pertanto, in caso di morosità dovrà rivalersi sul singolo condomino inadempiente e non su tutto il condominio.

A fine lavori però avvia un D.I. Contro il condominio e non sul l'unico condomino moroso. La clausola sottoscritta nel contratto è vessatoria?

La clausola sottoscritta e accettata dall'impresa è vincolante. (non è certo vessatoria)

 

Il D.I. potrà essere validamente opposto.

 

Le sentenze che trovi al "solito" link sono chiare in materia:

 

http://www.condomini.altervista.org/SolidarietaParziale.htm

 

Ancor più l'art. 63 att. del c.c. è chiarissimo in materia:

 

I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l'escussione degli altri condomini.

 

Su richiesta dell'avvocato del condominio, il giudice non dovrebbe permettere l'emissione del D.I. finchè non siano esperite le disposizioni previste dal Codice.

 

Leggi anche qui:

 

http://www.condomini.altervista.org/DecretoIngiuntivo.htm

Un'impresa sottoscrive nel contratto di appalto per i lavori di manutenzione straordinaria che rinuncia al vincolo di solidarietà tra condomini pertanto, in caso di morosità dovrà rivalersi sul singolo condomino inadempiente e non su tutto il condominio.

A fine lavori però avvia un D.I. Contro il condominio e non sul l'unico condomino moroso. La clausola sottoscritta nel contratto è vessatoria?

Ciao, a parte quanto giustamente ti ha scritto Claistron però, rimane un po' strano che l'impresa prima sottoscrive tale clausola (per altro come hai visto già ampiamente riportato dal Codice) e, poi, agisce contraddicendosi, mi sfugge questo modo di agire un po' sprovveduto da parte dell'impresa.

L'impresa tramite il suo avvocato ha richiesto al condominio non solo il saldo lavori che corrisponde alla quota del condomino inadempiente ma Il pagamento di opere e quantità che nel computo metrico preventivo non erano previste o erano indicate in quantità inferiori.

 

L'impresa ha eseguito i lavori consapevole delle quantità inferiori preventivate e pagate, e non ha mai segnalato durante i lavori questa anomalia al DL o all'amministratore ( come previsto nel contratto).

 

Il DL emette a fine lavori il certificato di regolare esecuzione, l'impresa lo riceve e dopo ben 10 mesi dal collaudo emette una fattura dove richiede il pagamento di "quantità non computate nel preventivo ma realmente eseguite".

 

Da qui il DI a tutto il condominio: una parte del credito è quota parte del moroso e l'altra la rivendica anche dagli altri in regola.

 

Non è troppo tardi adesso pretendere il pagamento di questi lavori? Manca l'osservazione del contratto!

 

Ah aggiungo, che l'impresa ha fatturato nel

Saldo finale anche lavori contestati dal direttore dei lavori senza tener conto della contabilità ufficiale.

 

Insomma, sto impazzendo! Ditemi che è un DI opponibile e che l'impresa vuol solo speculare...

L'avvocato del condominio, come ho detto sopra, sarà in grado di rigettare la pretesa di questi extracosti.

 

Richiedere un D.I. è semplice, bisogna poi vedere se la richiesta viene accettata dal giudice o se viene validamente opposta dalla controparte.

×