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Se il cortile è in proprietà indivisa, ogni comproprietario può utilizzarlo interamente
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Se il cortile è in proprietà indivisa, ogni comproprietario può utilizzarlo interamente

Cortile, cosa succede se un condomino pone degli oggetti per delimitare una parte come di esclusiva pertinenza

Avv. Alessandro Gallucci  

Due persone sono comproprietarie di una cortile retrostante le rispettive unità immobiliari.

Per un lunghissimo periodo di tempo entrambe, in armonia, lo utilizzano interamente e senza alcun contrasto.

All’improvviso uno dei due pone degli oggetti (vasi e simili) come a delimitare la parte di sua esclusiva pertinenza, o meglio di sua esclusiva proprietà.

L’altro comproprietario non ci sta: mai la proprietà di quel cortile era stata divisa tra di loro, nemmeno sulla carta, e quindi egli si sentiva spogliato del diritto d’usare quel bene come aveva fatto fino ad allora.

La controversia tra vicini, la bega direbbe qualcuno in modo dispregiativo, finisce nelle aule di giustizia.

In primo grado viene data ragione a chi aveva diviso il fondo ma il giudizio d’appello ribalta l’esito della causa: quel cortile era unico e deve restare tale. Insomma via gli oggetti che lo dividono.

Il dividente, se così si può dire, non ci sta e propone ricorso per Cassazione ma la situazione non cambia; il cortile è uno ed unico e tale deve rimanere.

Per gli ermellini v’era una situazione di comproprietà e compossesso del cortile, non essendo emersa alcuna prova contraria, ed in questo contesto il proprietario compossessore aveva tutto il diritto di agire per tutelare il proprio diritto d’uso così come esercitato fino al momento della “divisione di fatto”.

Si legge nella sentenza della Corte regolatrice che “ si ha compossesso quando più soggetti esercitano congiuntamente il possesso sulla cosa. Il titolo del compossesso è normalmente il diritto di proprietà o meglio di comproprietà, ma potrebbe essere rappresentata anche da altri diritti reali.

Ciascun compossessore ha una quota di compossesso e nei limiti di questa se il bene è fruttifero ha diritto ai frutti e beneficia dell'acquisto per usucapione se ve ne sono i presupposti. Il compossessore può esercitare nei confronti dei terzi l'azione di reintegrazione e l'azione di manutenzione quale che sia la sua quota di partecipazione.

A sua volta il compossessore può esercitare queste stesse azioni anche nei confronti degli altri compossessori tutte le volte in cui uno di questi sopprima o turbi il possesso degli altri a meno che questi atti non vengono tollerati e non costituiscono atti univocamente idonei a rivelare un mutamento del titolo del proprio possesso.

Sotto il profilo sostanziale, ovviamente, tra possesso e compossesso, non vi è alcuna differenza, dato che, nonostante, nel compossesso vi siano più soggetti che esercitano congiuntamente il possesso su una stessa cosa, anche il compossesso si qualifica siccome potere di fatto sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà o altro diritto reale" (Cass. 22 novembre 2012, n. 20704).

La situazione cambia se gli atti dicono che si è proprietari di una parte e s’individua specificamente la zona di esclusiva pertinenza; ma questo non era il caso sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione.

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Fabrizio
Fabrizio martedì 11 luglio 2017 alle ore 22:16

Gentle avv. Gallucci le scrivo perche io sono propretario di tutto il cortile sito in un paese confibante con un vicino che ha nel suo atto l uso comune del cortile che diritti ha lui.?

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