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ALAC.Non si pensi di ripulire il mercato dagli improvvisati solo con il registro
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ALAC.Non si pensi di ripulire il mercato dagli improvvisati solo con il registro

Necessario riesaminare l'intera disciplina dettata dalla L.220/2012, in particolare eliminare la categoria del condòmino interno

Redazione Condominioweb 

In occasione del tavolo tecnico convocato lo scorso 9 maggio presso il Ministero della Giustizia cui hanno partecipato le principali associazioni di categoria degli Amministratori di Condominio, il Sottosegretario alla Giustizia, on. Morrone ha posto l'accento sulla necessità di riordinare i professionisti del settore mediante l'istituzione di un Registro.

L'ALAC, Associazione Liberi Amministratori Condominiali, presente all'incontro con l'avv. Enzo Rocco, Segretario Nazionale, condivide detta necessità e si rende disponibile alla realizzazione di questo percorso di riorganizzazione solo se l'istituzione del Registro abbia lo scopo di tutelare in modo reale la categoria degli Amministratori di Condominio, conferendole dignità e rispetto.

L'avv. Enzo Rocco, dichiara, infatti che : "Se il Registro dovesse comportare oneri economici gravosi, appesantimenti burocratici e si dovesse risolvere semplicemente in uno strumento volto alla tutela dei proprietari, per attivare procedure giudiziali, denunce, ritorsioni contro la categoria, allora non si sarebbe fatto alcun passo avanti nella giusta direzione, perché lo scopo non è quello di difendere i condòmini, con i quali gli amministratori non sono assolutamente in contrapposizione, ma di riorganizzare in modo definitivo e serio la categoria degli amministratori.

La preoccupazione dell'ALAC è che il Registro crei, quindi, ulteriore burocratizzazione e nuove tasse da pagare, togliendo, inoltre, competenze di formazione ed aggiornamento alle associazioni di categoria che invece, devono avere esclusiva competenza, dato che hanno sempre svolto questo importante ruolo".

"Il problema", continua l'avv. Rocco, "non è difatti solo il Registro, perché non è quello che serve a conferire dignità all'Amministratore di condominio, in quanto se un professionista è competente o, viceversa, disonesto, di certo non lo certifica l'iscrizione o meno ad un albo o registro".

Pertanto, "Attenzione! Non si pensi di ripulire il mercato dagli improvvisati solo con il registro": è necessario "riesaminare l'intera disciplina dettata dalla L.220/2012, in particolare eliminare la categoria del condòmino interno non soggetto ai requisiti di formazione e aggiornamento, identificato dall'art. 71 bis delle disp. att. c.c. e sicuramente, bisogna attivarsi con urgenza per la definizione di un "equo compenso" che permetta lo sviluppo e la valorizzazione della professione, incoraggiando anche una nuova affezione all'attività, consentendo soprattutto ai giovani di poter competere in un mercato che, purtroppo, oggi premia solo chi può contare sull'influenza dei numeri".

A parere del Segretario Nazionale ALAC, sicuramente l'istituzione di un Albo, con requisiti più stringenti, quali un percorso specifico universitario ed un esame di Stato, sarebbe stata una proposta più attuale ed opportuna, ma "confidiamo nella politica dei piccoli passi e attendiamo il secondo incontro programmato per il mese di luglio" conclude l'avv. Enzo Rocco.

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