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ACAP. Verso un nuovo ruolo dell'amministratore di condominio
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ACAP. Verso un nuovo ruolo dell'amministratore di condominio

Non solo registro. L'idea dell'Acap è indirizzata ad ottenere ancora qualcosa in più.

Redazione Condominioweb 

Il giorno 09 Maggio 2019 alle ore 14,30, presso il Ministero di Grazie e Giustizia in Roma, si è svolto l' incontro promosso dal Sottosegretario On. Avv.

Jacopo Morrone, su problematiche inerenti gli amministratori di condominio e, in particolar modo, sul "Registro degli Amministratori".

L'incontro si è concluso con la unanime considerazione circa: l'esigenza di istituire un registro; l'esigenza di stabilire i requisiti di accesso; l'esigenza di un controllo etero-determinato, individuando una funzione negli organi ministeriali.

L'idea dell'Acap è indirizzata ad ottenere ancora qualcosa in più.

Per quanto riguarda i requisiti di accesso, occorre verificare che si tratti di amministratori professionisti, individuando quelle caratteristiche tipiche delle categorie professionali:

  • Stipula di polizza professionale;
  • Esercizio dell'attività o, almeno, abilitazione professionale dalla data di entrata in vigore della L. 220/2012;
  • Numero minimo di condominii amministrati;
  • Obbligo sussistenza dei requisiti per l'assunzione dell'incarico di gestione degli immobili, senza esclusione alcuna per i grandi gruppi industriali.

Per quanto riguarda

l'esigenza di controllo, occorre evitare manovre dirigistiche e politicizzate, lasciando al libero mercato piena libertà di azione per la determinazione dei prezzi di gestione:

  • Istituzione di una commissione indipendente per la tenuta del registro nominata dagli operatori del settore iscritti al ministero, col compito di verifica dei requisiti di accesso e/o permanenza degli stessi
  • Predisposizione di un regolamento che adotti il mansionario dell'attività dell'amministratore immobiliare e che giunga all'adozione di un unico CCNL per lo studio dell'amministratore.
  • Interventi legislativi e regolamentari che portino al superamento del paradigma dell'assunzione di incarico come rapporto fiduciario e lo schema del mandato, per conformarsi piuttosto sullo schema dell'appalto di servizi.
  • Tale configurazione giuridica consentirebbe di superare la tematica del conflitto di interessi e consentirebbe all'amministratore immobiliare di offrire servizi in concorrenza con gli stakeholders istituzionali, nell'ottica di un bilancio condominiale, nel suo complesso, più competitivo e la fruizione di benefici condivisi tra condomini e Amministratori.
  • Rafforzamento ed impulso a quella funzione politico - istituzionale dell'amministratore, quale referente territorialmente rilevante, al fine di garantire lo sviluppo urbanistico armonico dei quartieri in cui lo stesso esercita la sua professione.

    Ci riferiamo all'art. 1135 u.c. post-riforma ed alla possibilità che l'assemblea dei condomini autorizzi "l'amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, anche attraverso opera di risanamento di parti comuni degli immobili nonchè di demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato".

    Questo nuovo ruolo dell'Amministratore-Politico, quale rappresentante qualificato nella gestione degli interessi collettivi dei condomini verso le istituzioni locali, guadagna al tempo stesso alla sua professione il ruolo e la dignità che compete alla categoria.Un ruolo di Trait-d'Union tra la cellula fondamentale costituita dalla famiglia e la prima forma di rappresentatività politica locale.

    Un ruolo che compete di diritto al professionista immobiliare, consapevole della sua preparazione ed attitudine a raccogliere i bisogni dei cittadini-condomini presenti all'interno degli edifici amministrati.

Avv. Nunzio Costa - Presidente ACAP

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