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Opposizione al decreto ingiuntivo. Che cosa può contestare il condomino?
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Opposizione al decreto ingiuntivo. Che cosa può contestare il condomino?

Nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo il condomino può far valere solamente le cause di nullità della delibera

Avv. Alessandro Gallucci  

Recita il primo comma dell'art. 63 disp. att. c.c.:

Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, l'amministratore può ottenere decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione.

Che cosa vuol dire ciò?

In pratica una volta approvato il rendiconto (preventivo o consuntivo), se uno dei condomini si rende inadempiente, l'amministratore può promuovere un'azione legale ottenendo un titolo (il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo) utile per iniziare un'azione esecutiva (leggasi pignoramento), qualora nonostante il precetto di pagamento il condomino moroso non abbia adempiuto.

Il decreto ingiuntivo, essendo un atto emesso inaudita altera parte (ossia senza contraddittorio), può essere contestato attraverso un'opposizione il cui obiettivo è quello di vederlo annullato o comunque ridimensionato nel suo ammontare.

In questo contesto, pertanto, è lecito domandarsi: l'atto di opposizione incontra dei limiti di contestazione?

Per spiegarci ancora meglio riprendiamo l'interrogativo che ci siamo posti nel titolo: che cosa può contestare il condomino al momento dell'opposizione al decreto ingiuntivo condominiale?

La risposta, che è poi conforme a quelle che sono rese da anni, è stata fornita lo scorso mese di novembre dalla Suprema Corte di Cassazione.

Si legge in una sentenza degli ermellini che in tema di opposizione a decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo emesso ai sensi dell'art. 63 disp. att. cod. civ. per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale ma solo questioni riguardanti l'efficacia della medesima.

Tale delibera infatti costituisce titolo di credito del condominio e, di per sé, prova l'esistenza di tale credito e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest'ultimo proponga contro tale decreto, ed il cui ambito è dunque ristretto alla sola verifica della esistenza e della efficacia della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere (Cass. 2387/2003; 7261/2002; 11515/1999; 3302/1993). […] Pertanto, prosegue la Corte, una volta accertata la immediata esecutività della delibera, in base alla quale era stato legittimamente emesso il decreto, non potevano essere invocati nel giudizio di opposizione eventuali vizi invalidanti la predetta delibera che avrebbero dovuti essere fatti valere nel giudizi di impugnazione, atteso che il Giudice dell'opposizione al decreto non avrebbe potuto, neppure incidenter tantum, rilevare l'invalidità delle delibere impugnate" (Cass. 12 novembre 2012, n. 19605).

Per concludere, possiamo sintetizzare così: nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo il condomino può far valere solamente le cause di nullità della delibera, perché incidono sulla sua efficacia (una delibera nulla è come se non esistesse), e non quelle di annullabilità che, invece, riguardano solamente la sua validità (ossia la regolarità della decisione). Per queste ultime bisogna impugnare direttamente la delibera.

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Cosentino Filippo
Cosentino Filippo sabato 22 ottobre 2016 alle ore 10:38

Ma se il sottoscritto si è distaccato dal riscaldamento centralizzato fin dall'anno 2009 ed è in causa col condominio per definizione dell'eventuale quota da pagare e il giudice dopo sei anni non ha determinato l'eventuale quota da pagare .....devo sottostare al decreto ingiuntivo e pagare nella totalità le quote di riscaldamento???

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