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Il POS entra in condominio. Tracciabilità del pagamento e scelte sulla individuazione delle modalità di pagamento degli oneri condominiali
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Il POS entra in condominio. Tracciabilità del pagamento e scelte sulla individuazione delle modalità di pagamento degli oneri condominiali

La tracciabilità dei pagamenti in condominio. Analisi di alcune novità legislative

Avv. Rosario Dolce  

L'articolo 15, comma 4, del Dl 179/2012 dispone, nella sua ultima versione, che «a decorrere dal 30 giugno 2014 i soggetti che effettuano la vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito».

Ora, il Governo si appresta ad emettere un decreto legislativo teso a recepire una direttiva comunitaria e "sdoganare" l'utilizzo del POS e della moneta elettronica in ogni settore del mercato, a cui non pare potersi sottrarre neppure quello dei servizi condominiali.

=> Cosa succede se l'amministratore non fa pagare tramite carta di credito o bancomat?

Si intente accrescere il livello di concorrenza e di integrazione del mercato europeo delle carte di pagamento, fissando un limite alle commissioni interbancarie, ogniqualvolta un consumatore effettua un pagamento basato su carta.

In che modo? Abbassando le commissioni bancarie e specificando le sanzioni (originariamente non previste) nei confronti dei "prestatori di servizio" che non accettino il pagamento del servizio con la "moneta di plastica".

=> Condominio e pagamento in contanti.

In particolare, è stato previsto che per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non potrà essere superiore allo 0,2% del valore dell'operazione stessa; mentre le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non dovrebbe supera lo 0,3% del valore dell'operazione.

A detta del Governo una riduzione delle commissioni interbancarie dovrebbe contribuire a ridurre i costi per i commercianti e i professionisti che accettano pagamenti con carte di pagamento, con conseguente riduzione dei prezzi applicati alla clientela.

Per quanto riguarda i controlli (saranno, infatti, previste anche delle sanzioni per chi non si adegua), il decreto designa quali autorità nazionali competenti ad assicurare l'osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del Regolamento la Banca d'Italia e, per alcune specifiche disposizioni, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

=> Pagare le spese condominiali con i contanti.

Ciò premesso, gli spunti teorici e pratici che l'applicazione di tale normativa potrebbe avere in ambito condominiale suggeriscono casistiche tra le più variegate. Partiamo però da alcuni punti fermi, per comprendere come, a poco a poco, stiano cambiando le modalità di gestione dei flussi monetari all'intero anche del Condominio degli edifici.

Dal punto di vista esterno sappiamo, infatti, che a far data dal 01 gennaio 2017, il Condominio degli edifici (e/o chi per esso) è tenuto all'effettuazione dei pagamenti in favore di dati "fornitori" utilizzando sistemi in grado di garantire la relativa tracciabilità, e cioè attraverso l'utilizzo di modalità quali il bonifico bancario o postale; l'assegno bancario o postale; l'assegno circolare o, infine, le carte di credito, di debito o prepagate.

L'articolo 1 comma 36 della Legge 11 dicembre 2016 n. 232, ha imposto al condominio il pagamento dei corrispettivi mediante conti correnti (bancari o postali) intestati al condominio o secondo altre modalità di pagamento tali da consentire all'amministrazione finanziaria efficaci controlli. La violazione dell'obbligo è sanzionata con una pena pecuniaria da un minimo di € 250 ad un massimo di € 2000.

La norma trova applicazione per le prestazioni convenute nei contratti d'opera in generale e, in particolare, nei contratti che comportano l'assunzione, nei confronti del committente, di un'obbligazione avente ad oggetto la realizzazione, dietro corrispettivo, di un'opera o servizio, nonché l'assunzione diretta, da parte del prestatore d'opera, del rischio connesso con l'attività, svolta senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Dal punto di vista interno, l'amministratore di condominio, d'altra parte, è già obbligato (dal 2012) a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio (cfr, articolo 1129 codice civile).

=> Stop al contante in condominio.

Vi è più che nella stesura del rendiconto questi deve sempre allegare il registro della contabilità, che, in fin dei conti, ben potrebbe connotarsi nella distinta contenente la movimentazione del conto corrente condominiale, in grado, per l'appunto - ove implementato, in entrata ed uscita, in modo minuzioso, esauriente e completo - ad attestare tutte le operazioni di riferimento della stessa compagine condominiale.

Va da sé che la scelta sulla individuazione delle modalità di pagamento degli oneri condominiali rimane "atto interno" affidato alla discrezionalità dell'assemblea dei condòmini, supportato con adeguato quorum qualificato.

In conclusione, possiamo ritenere che, allo stato, ciascuna assemblea dei condòmini è ben in grado di stabilire che tra le modalità di incasso delle rate condominiali l'amministratore possa fare ricorso - oltre alla moneta corrente, al mave/o bonifico bancario - al POS o alla moneta elettronica.

In un simile scenario, nel caso in cui il Condominio (o meglio l'amministratore nell'esercizio delle sue funzioni) non dovesse adeguarsi alla ricezione del pagamento degli oneri con POS o carta di credito,il condòmino potrebbe dare luogo alla cosiddetta "mora del creditore"; ipotesi non troppo remota, che ricorre ogni qual volta, senza motivo legittimo, il creditore non riceve il pagamento offerto dal debitore nei modi stabiliti o non compie quanto necessario affinché quest'ultimo possa adempiere l'obbligazione (cfr articolo 1206 e ss codice civile). Ma di tanto abbiamo già avuto modo di parlarne, per primi e in tempi non sospetti…

=> Utilizzo del pos in condominio. Spunti di riflessione

Scarica Servizi di pagamento nell'UE sulle operazioni con carta di pagamento

Cerca: tracciabilità pagamenti rate condominiali

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Antonio Tolloi
Antonio Tolloi martedì 17 ottobre 2017 alle ore 11:53

Ma soprattutto quanti pos bisognerà avere: uno per ogni Condominio ? Ci si dimentica che ogni Condominio ha un proprio c/c.

Fabio Gemignani
Fabio Gemignani martedì 17 ottobre 2017 alle ore 13:41

Mi può stare anche bene il POS Condominiale, a patto che si faccia un apparecchio universale per tutti gli istituti di credito. Perchè se ho 20 Condomini ed ognuno ha un c/c in un istituto diverso, significa tenere in ufficio 20 POS differenti! E poi l'apparecchio a chi viene rilasciato? All'Amministratore o al Condominio? Direi che è importante specificarlo, sopratutto in presenza di passaggio delle consegne.

Biagio
Biagio martedì 17 ottobre 2017 alle ore 17:15

Buongiorno,le Leggi vengono fatte per essere rispettate e a tutela di ogni cittadino. Ma come si è sempre dimostrato " fatta la Legge si trova l'inganno". Aspettiamo e vediamo cosa succede magari con qualche sentenza. In pochi metteranno in atto questo tipo di pagamento. Gli uffici preposti dovrebbero controllare e sanzionare molto di più a quei amministratori che non obbediscono

LUIGI
LUIGI martedì 17 ottobre 2017 alle ore 19:16

uno che amministra 50 condomini + 50 aziende, come chi scrive, dovrebbe avere 100 e più pos per soddisfare tutte le esigenze?
pura follia!
sarebbe interessante trovare istituti/o che consentono la gestione complessiva con un solo apparecchio pos.
probabilmente le banche non ci sentono poiché tale opzione costa troppo il gestirla. ovvero dovrebbero addebitare decine di euro ad ogni conto. quindi non conviene a nessuno?
d'altro canto il centro di gestione dati pos ecc. solitamente è esterno alla banca e raggruppa più istituti che detengono una % di capitale di queste società e mettersi d'accordo non è facile se non c'è una pressione governativa in merito.

Annarita Riccobene
Annarita Riccobene mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 06:55

Prima lo stato aumenta la soglia delle operazioni in contanti da 999 a 3000 euro
Poi impone l'utilizzo del bancomat.
Già qui ci sarebbe da dire
In aggiunta, è vero che ci sono unici Pos che gestiscono più conti correnti, ma devi avere unico istituto bancario che peraltro è privato e decide autonomamente le commissioni e voglio vedere se non li recupera altrove.
E poi decide l'assemblea. Piuttosto metto ai voti e faccio fare apposita delibera in merito, voglio vedere il condominio, che non vuole mai spendere, se accetta cambio conto corrente, spese e quant'altro, quando ogni giorno è una lotta per far pagare l'essenziale.
Parliamoci chiaro, a chi non è mai capitato che il condomino avesse solo contanti e li pagasse al momento? Allora non incasso la rata dicendogli che deve fare bonifico o assegno o Pos? Lo sanno i politici che esistono ancora persone che ignorano il bancomat?
Torniamo nel mondo reale va.

Nicoletta Dibello
Nicoletta Dibello giovedì 19 ottobre 2017 alle ore 16:21

Fatemi il piacere... Voi non la conoscete la realta dei piccoli centri, anziani, persone di basso livello culturale.. Pagare con il bonifico é gia x loro fantascienza.per un condomino che vuole pagare con il pos ce ne sono 50 che non comprendono neanche il termine.

Francesco Vigna
Francesco Vigna martedì 24 aprile 2018 alle ore 02:41

Carissimi tutti i vs commenti sono corretti infatti li abbiamo fatti nostri ed abbiamo creato www.mobypay.it il servizio POS appositamente progettato per gli amministratori di condomino. Un solo pos per tutti i condomini. Zero costi noleggio POS o gestione conti bancari. Tracciabilita e reportistica avanzata. Solo 2Euro di commissione per transazione sia per carta o bancomat senza limite d'importo. Da non crederci!!?? Provate a contattarci o attivatevi GRATIS dal nostro sitoweb.(POS in promozione a 45 Euro tutto incluso invece che 50 fino Maggio 2018)

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