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Manutenzione delle strutture ed utilizzo del sisma bonus
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Manutenzione delle strutture ed utilizzo del sisma bonus

Il sisma bonus è un sistema "smart" per fare interventi di ristrutturazione pesante sugli edifici, con il valore aggiunto di renderli più sicuri

 

Quotidianamente siamo alle prese con piccoli o grandi problemi legati allo stato di salute degli elementi strutturali dei nostri edifici e, purtroppo, abbiamo la tendenza a trascurare le problematiche fino a quando non diventano improcrastinabili o addirittura quando, dopo l'intervento delle amministrazioni pubbliche, veniamo obbligati ad intervenire.

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Cosi facendo commettiamo un doppio errore; il primo è legato al costo finale dell'intervento di riparazione che sarà molto più oneroso perché, lasciando passare il tempo, permettendo ai danni di aumentare, crescono esponenzialmente i costi degli interventi necessari per il loro ripristino ed il secondo, legato al fatto che non consideriamo mai quanto importante dovrebbe essere preservare la salute delle strutture dei nostri edifici, considerando che sono lo "scheletro" portante delle nostre case e che fare avanzare i danni nel tempo, vuol dire avere uno "scheletro" con danni più o meno profondi, che per quanto vengano "riparati", non saranno mai come prima e saranno soggetti, periodicamente, a lavori di ripristino, tanto maggiori, quanto più avanzato ero lo stato di ammaloramento raggiunto.

In realtà a me piace, non a caso, parlare di "organismo" strutturale, paragonandolo al nostro corpo e se pensassimo razionalmente, dovremmo occuparci di lui ad ogni sintomo di qualunque patologia, esattamente come facciamo per noi stessi quando abbiamo qualche dolore o qualche malattia.

In un articolo sul libretto dell'edificio, avevo già accennato a questo diffuso disinteresse per lo stato manutentivo degli edifici che abitiamo, facendo dei paragoni con quanta attenzione mettiamo invece nella manutenzione delle nostre auto o di altri oggetti che ci circondano, senza considerare la reale importanza delle strutture dei nostri immobili e quanto sarebbe più facile evitare di arrivare ad interventi estremamente onerosi, portando avanti una manutenzione ordinaria pensata e programmata.

A parte questi aspetti più legati alla nostra inconscia trascuratezza circa la manutenzione ordinaria, passiamo ad aspetti più pratici, analizzando quali strumenti abbiamo per porre rimedio ai danni strutturali degli edifici riducendo l'impatto economico e quindi vediamo, quantomeno, di approfittare delle agevolazioni statali in ambito strutturale, il fantomatico "sisma bonus".

Ma perché lo Stato lo ha introdotto e perché lo ha chiamato così?

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Partiamo dall'inizio: a seguito di eventi tellurici con esito catastrofico, a partire dalla triste vicenda della scuola di San Giuliano (sisma del Molise del 2002), si e' cominciato a pensare ad inasprire le normative di calcolo delle strutture dei nuovi fabbricati, in alcuni casi anche esagerando, ma comunque innalzando di molto lo standard qualitativo della nuova edilizia.

Ma in questi ultimi anni, con l'intensificarsi nel tempo, degli eventi catastrofici diffusi su tutto il territorio italiano, ci si è resi sempre più conto dell'estrema fragilità del nostro patrimonio edilizio, sia di quello storico (in muratura portante), che di quello moderno, che seppure in c.a., tranne rari casi, non risulta essere antisismico e allora si e' pensato di introdurre dei forti incentivi fiscali per invogliare il cittadino a migliorare dal punto di vista sismico - da qui il nome sisma bonus - il proprio edificio.

Quindi chi vuole accedere a questi incentivi, che attualmente si spingono fino all'85% del costo dell'intervento, ed approfittare di tale occasione per recuperare e migliorare lo stato delle strutture del proprio edificio, dovrà fare una serie di indagini e sulla base dei risultati ottenuti progettare una serie di lavorazioni.

E allora chiediamo ad uno specialista in questo campo, l'ing. Vincenzo Achille, che rientra tra i cosiddetti "agibilitatori", ossia i tecnici che intervengono in occasione di eventi sismici, sotto il coordinamento della protezione civile, per verificare gli edifici ancora agibili, in cosa consistono le lavorazioni necessarie per accedere al sisma bonus.

"Nello specifico, gli interventi di miglioramento sismico riguardano opere da eseguirsi su pilastri, travi e solai nonché su murature portanti, consentendo di elevare il cosiddetto indice "zita" (rapporto tra la sollecitazione massima sopportabile dalla struttura reale e quella ipoteticamente raggiunta applicando le attuali norme), cercando di farlo tendere idealmente ad 1, che corrisponderebbe all'edificio reso antisismico secondo le attuali normative.

Lo studio di miglioramento parte da una attenta analisi della struttura, esaminando tutti gli elementi strutturali, le loro dimensioni, la qualità dei materiali e i carichi a cui sono soggetti: tale studio va eseguito con la ricerca di documentazione utilizzata per il deposito dei calcoli, e con analisi e rilievo di sezioni e materiali costitutivi, nonché di prove meccaniche su murature, cemento e armature.

Dopo lo studio del modello reale (ante operam) vengono identificate le eventuali lacune o punti deboli suscettibili di miglioramento e si valutano interventi migliorativi in grado di aumentare il grado di sicurezza del fabbricato oggetto di intervento e di studio, valutandone anche la convenienza.

Chiaramente gli interventi da eseguire sono necessariamente invasivi, dovendo raggiungere gli elementi strutturali per porre in essere gli interventi necessari, ma giusto per fare capire lo spirito dell'incentivo fiscale attualmente in vigore, se si decidesse di fare un normale intervento di manutenzione straordinaria degli interni con interessamento di massetti, pavimenti e intonaci per una ipotetica spesa di 30.000 euro, con l'incentivo fiscale per ristrutturazioni al 50%, l'esborso reale sarebbe di 15.000 euro.

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Applicando invece il sisma bonus, supponendo di stimare in maniera semplicistica una spesa di 30.000 da impegnare per il miglioramento di due classi delle strutture (rinforzi di pilastri, travi, solai e/o murature portanti), dovremmo poi sommare i 30.000 euro necessari per le opere viste nel primo esempio e si arriverebbe ad un importo totale di 60.000 euro che, con il sisma bonus dell' 80% (anche 85% in determinati casi), porterebbe ad un esborso reale di 12.000 euro e quindi ad una spesa reale inferiore rispetto al primo caso".

Analizzato in questi termini, quindi, non solo si avrebbe il vantaggio di avere un edificio con caratteristiche strutturali superiori, ma addirittura se ne avrebbe anche una convenienza economica.

Chiaramente i casi vanno analizzati singolarmente, ma comunque il sisma bonus è un sistema "smart" per fare interventi di ristrutturazione pesante sugli edifici, con il valore aggiunto di renderli più sicuri e quindi, considerando lo stato del patrimonio edilizio italiano ed in particolare modo di quello con natura condominiale, e' il caso di dire……. buon lavoro a tutti!

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Ingg. Corrado Verniani e Vincenzo Achille (Ordine ingegneri di Bari)

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