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Apertura di un home restaurant anche senza Scia. Un primo orientamento giurisprudenziale
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Apertura di un home restaurant anche senza Scia. Un primo orientamento giurisprudenziale

Annullata l'ordinanza del Comune. Secondo il giudice non esiste una norma che imponga l'obbligo della SCIA per gli home restaurant

Avv. Giuseppe Nuzzo 

Il fatto . Questa vicenda ha inizio nel 2016, quando il Sindaco di un comune in provincia di Pisa adottava un'ordinanza di chiusura contro un home restaurant,contestando la mancata presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ex art. 43 L.R.T. n. 28/2005.

Per tale violazione, al trasgressore veniva comminata una sanzione pecuniaria di 2500 euro.

Secondo il "titolare" dell'home restaurant la sanzione è infondata, perché non esiste un obbligo giuridico di presentare alcuna denuncia di inizio attività per gli home restaurant.

Si tratta, infatti, di attività di somministrazione di cibi e bevande non aperta al pubblico. Per questo, proponeva opposizione all'ordinanza-ingiunzione del sindaco.

=> Le nuove attività commerciali in condominio e il vulnus delle norme del regolamento

=> Home restaurant in condominio. Applicazioni e limitazioni

Il Giudice di Pace di San Miniato, con sentenza n. 139 del 31 luglio 2019, ha accolto l'opposizione ed annullato il provvedimento del comune. Secondo il giudice, l'ente locale non ha fornito in giudizio la prova dei fatti costitutivi della sanzione pecuniaria,ossia, appunto, l'esistenza di un'attività aperta al pubblico, per la quale è richiesta la SCIA.

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Scarica Giudice di Pace di San Miniato. n.139 del 31-7-2019

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