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Cannabis, coltivarla in casa non è più reato. Una sentenza storica delle Sezioni Unite della Cassazione
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Cannabis, coltivarla in casa non è più reato. Una sentenza storica delle Sezioni Unite della Cassazione

Coltivare in casa cannabis, in minima quantità e solo per uso personale, non sarà più illegale

Redazione Condominioweb  

Una pronuncia clamorosa, delle Sezioni Unite Penali della Cassazione, ribalta completamente l'orientamento giurisprudenziale sin qui tenuto. La sentenza, con le relative motivazioni, deve essere ancora depositata, ma siamo in grado di anticiparne alcuni passaggi fondamentali.

Si possono coltivare piccolissime quantità di cannabis sul balcone di casa

Con l'informazione provvisoria n. 27, (si veda allegato) le Sezioni Unite Penali hanno chiarito che il reato di coltivazione di stupefacenti deve ritenersi esclusa se le attività di coltivazione è di minime dimensioni e svolte in forma domestica, le quali, a causa delle rudimentali tecniche utilizzate, della limitata quantità di piante, del modesto prodotto ricavabile e della mancanza di altri indici circa la destinazione al mercato degli stupefacenti, appaiano destinate in via esclusivo all'uso personale del coltivatore.

In pratica: la salute pubblica non viene pregiudicata o messa in pericolo dal singolo assuntore di marijuana che decide di coltivarsi per sé qualche piantina. Nel caso di specie, una persona che aveva fatto ricorso in Cassazione per l'annullamento di una condanna che riguardava la coltivazione di due piante di marijuana, una alta un metro e con 18 rami e l'altra alta 1,15 metri e con 20 rami.

In argomento segnaliamo due precedenti: una sentenza, n. 9156, del 2 marzo 2015, in cui la Cassazione aveva già precisato che è evidente la non offensività della condotta tenuta dal giovane imputato, perché "non vi sarebbe alcuna lesione al bene giuridico tutelato dalla norma, ovvero la salute pubblica, per la irrilevanza del principio attivo contenuto nelle piante di cannabis" sequestrate.

Dello stesso avviso vi è anche il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione Penale con la sentenza n.40030 del 26 settembre 2016 in merito alla coltivazione di marijuana in condominio.

Ecco quando non è reato coltivare marijuana in casa

Diversamente la pensava la Corte Costituzionale, che prima di questa storica sentenza, era intervenuta varie volte sul tema sposando una linea rigorosa: "la coltivazione di cannabis era sempre reato, a prescindere dal numero di piantine e dal principio attivo ritrovato dalle autorità e anche se la coltivazione avveniva per uso personale".

Sull'innovativo e recente orientamento giurisprudenziale non si sono fatte attendere le reazioni. La sentenza riaprirà il dibattito sulla legalizzazione della cannabis, aprendo forse processo di "normalizzazione" di questa sostanza. Secondo il senatore M5S Matteo Mantero "la Cassazione ha aperto la strada, ora tocca a noi. Fino a questa storica sentenza comprare Cannabis dallo spacciatore, alimentando la criminalità e mettendo a rischio la propria salute con prodotti dubbi, non costituiva reato penale mentre coltivare alcune piante sul proprio balcone per uso personale poteva costare il carcere".

Ora - si attendono le motivazioni della pronuncia del 19 dicembre che uniformerà il trattamento per i coltivatori di "erba" in casa.

Sezioni Unite Penali Informazione provvisoria 27 19 12 2019

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