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Altezza minima dei parapetti dei balconi e delle scale
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Altezza minima dei parapetti dei balconi e delle scale

Quali sono le norme che stabiliscono l'altezza minima dei parapetti

Avv. Alessandro Gallucci  

Esistono delle norme che disciplinano l'altezza minima dei parapetti e, se sì, quale deve essere e quando devono essere rispettate?

Alla domanda possiamo rispondere in questo modo: abbiamo una norma nazionale di riferimento che è rappresenta dal d.m. n. 236/89 e a quelle indicate nei regolamenti edilizi locali.

Partiamo da d.m. n. 236/89; esso si applica a tutti gli edifici (pubblici e privati) costruiti successivamente e a quelli anche antecedenti oggetto di interventi di ristrutturazione.

In tal caso, come si legge nello stesso d.m. n. 236, per interventi di ristrutturazione bisogna intendere “quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistemativo di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti” (art. 31 lettera d) della legge n. 457 del 5 agosto 1978).

Come dire: se è necessario intervenire sui balconi ad esempio con la sostituzione delle inferriate, tale sostituzione dovrà rispettare le norme dettate dal d.m. n. 236.

Nel decreto ministeriale è prevista sia le definizione di altezza del parapetto, sia l'altezza minima che dev'essere rispettata.

L'altezza del parapetto, si legge nell'art. 8 del d.m., è quella “distanza misurata in verticale dal lembo superiore dell'elemento che limita l'affaccio (copertina, traversa inferiore, infisso, eventuale corrimano o ringhierino) al piano di calpestio” (art. 8.0.1.).

=> Se il parapetto è alto meno di un metro non può invocarsi il rispetto delle norme sulle distanze

Rispetto a balconi e terrazze, è sempre l'art. 8 a specificarlo “il parapetto deve avere una altezza minima di 100 cm ed essere inattraversabile da una sfera di 10 cm di diametro” (art. 8.1.8.).

Il parapetto delle scaleche costituisce la difesa verso il vuoto deve avere un'altezza minima di 1,00 m ed essere inattraversabile da una sfera di diametro di cm 10” (art. 8.1.10).

Rispetto agli edifici precedenti si applicano comunque le norme previste all'epoca della costruzione con obbligo di adeguamento a quelle contenute nel d.m. n. 236/89 nel caso di interventi di ristrutturazione come sopra specificati.

Anche ai fini della normativa dettata in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, l'altezza minima del parapetto indicata come obbligatoria è pari ad un metro (cfr. d.lgs. n. 81/08 e prima di esso anche d.p.r. n. 547/1955).

Restano salve le specifiche norme dettate in materia di cantieri edili, rispetto alle varie fasi dell'edificazione e alle varie altezze dei parapetti in ragione del luogo d'installazione (es. ponteggi, scale interne, ecc. ecc.).

I regolamenti edilizi locali possono prevedere una altezza minima maggiora rispetto a quella indicata dal d.m. n. 236.

=> Ecco le novità introdotte dal nuovo regolamento Edilizio milanese

I parapetti, infine, devono essere costruiti (o ricostruiti) in materiale tale da garantire la specifica funzione che assolvono, ossia quella di salvaguardare le persone dalla caduta ne vuoto e consentirne anche l'appoggio.

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GianCarlo Mellini
GianCarlo Mellini domenica 14 febbraio 2016 alle ore 10:51

Domanda: per adeguare i parapetti di corridoi e.o scale condominiali all'altezza prevista di 100 cm., necessita chiedere il permesso di costruire al comune ???
Grazie,GianCarlo Mellini

Gaetano
Gaetano mercoledì 29 giugno 2016 alle ore 11:33

No. Si configura come intervento di manutenzione ordinaria delle parti comuni.
Generalmente si configura come edilizia libera, alcuni comuni al massimo richiedono una CILA. Non conosco il Suo caso specifico, ma attenzione però a quanto prescritto del D.Lgs 81/08 Art. 107 inerente i lavori in quota, in quanto rimuovendo il parapetto si espone il lavoratore al rischio di cadute dall'alto. Quanto meno deve essere ancorato con i DPI a dei punti stutturali, e deve essere indicato nel loro POS.

Saluti

Marco
Marco lunedì 05 settembre 2016 alle ore 13:38

Posso recedere da un contratto di affitto 4+4 senza dare il preavviso dei 6 mesi se la mia portafinestra non ha parapetto e cade nel vuoto? Sono al primo piano,
Grazie

Maria Se Eri Al Terzo Era Anch
Maria Se Eri Al Terzo Era Anch lunedì 05 dicembre 2016 alle ore 21:30

se eri al terzo era anche peggio!

Danilo
Danilo domenica 22 gennaio 2017 alle ore 14:00

Io abito al 3° piano e il corrimano della ringhiera è ad una distanza di 89 cm dal pavimento, soffrendo di vertigini mi è impossibile accedere al balcone, vorrei portare l'altezza a 110 cm, ma considerando che è in facciata fronte strada il condominio o il comune possono farmi storie?? E se eseguo ugualmente il lavoro possono ordinarmi il ripristino dello stato precedente??

Renzo
Renzo sabato 11 febbraio 2017 alle ore 20:57

salve, abito ad un 3° piano e come il post precedente anche io ho l'altezza dei balconi e anche quelle delle finestre a 89 cm dal pavimento,sono un inquilino in affitto e non proprietario ad ogni modo a chi posso appellarmi per questa incongruenza di misure dalla norma oserei letale,al comune o all amministratore condominiale.

GianCarlo Mellini
GianCarlo Mellini domenica 12 febbraio 2017 alle ore 10:41

non ho trovato risposta se.....per adeguare l'altezza dei parapetti alle nuove norme, è indispensabile avere l'autorizzazione del Comune.Grazie,GianCarklo Mellini

Avv. Alessandro Gallucci
Avv. Alessandro Gallucci lunedì 13 febbraio 2017 alle ore 18:59

@Danilo, Renzo e GianCarlo: l'autorizzazione comunale serve sicuramente, quanto meno nella forma della comunicazione di inizio lavori, o in quella specificamente richiesta con riferimento agli interventi complessivi da attuare. Un tecnico di vostra fiducia potrà esservi d'aiuto.
Quanto all'altezza "non a norma": non si può fare nulla verso il proprietario se si tratta di edifici ante '89.
Quanto alla messa a norma, Daniele, è difficile dire in astratto se il condominio possa ottenere il ripristino dello stato dei luoghi.

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