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L'amministratore di condominio può partecipare all'assemblea di condominio in veste di segretario?
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L'amministratore di condominio può partecipare all'assemblea di condominio in veste di segretario?

L'amministratore che partecipa all'assemblea come segretario verbalizzante. Applicazioni giurisprudenziali.

Avv. Giuseppe Nuzzo  

Il caso deciso, dal Tribunale di Roma, aggiunge un'altra ipotesi da valutare attentamente: quella dell'amministratore che partecipa all'assemblea come segretario verbalizzante.

Non sussiste una posizione di conflitto d'interessi in capo all'amministratore che partecipa all'assemblea del condominio,da lui amministrato, con funzioni di segretario e senza diritto di voto. È questo il principio espresso dal Tribunale di Roma con la sentenza n 734 depositata il 14 gennaio 2016.

Nel caso di specie, un condòmino aveva impugnato la delibera assembleare eccependo profili di nullità della stessa per la posizione di conflitto d'interessi dell'amministratore del condominio; questi aveva partecipato all'assemblea svolgendo la funzione di segretario, in contrasto con specifiche disposizione del regolamento condominiale.

=> L'inquilino può essere nominato presidente o di segretario dell'assemblea?

Il Tribunale non ha però condiviso tale eccezione, ritenendo non sussistere nel caso di specie alcuna posizione di conflitto d'interesse. “La nomina [dell'amministratore] a segretario – osserva il Tribunale – è stata deliberata all'unanimità dei presenti; più specificamente, non appare manifestarsi in alcun modo alcun danno conseguente alla compagine dei condomini, atteso che dal verbale dell'assemblea possono leggersi nel dettaglio le posizioni espresse dei condomini in modo trasparente e ordinato ed in ogni caso l'amministratore non ha esercitato il proprio diritto di voto

In pratica, secondo il giudice la partecipazione dell'amministratore in veste di segretario non ha inciso in alcun modo sul regolare svolgimento della riunione condominiale; lo stesso amministratore, nominato segretario dagli stessi condòmini, non ha partecipato al voto e dunque non ha influenzato la volontà della maggioranza.

Con l'espressione conflitto d'interessi s'intende fare riferimento a quella situazione nella quale un condòmino possa trovarsi in relazione alla gestione del condominio, quando il suo interesse individuale è in contrasto, sia pur ipotetico e potenziale, con l'interesse collettivo, che è sempre orientato alla gestione corretta e trasparente delle cose comuni.

In questi casi, la giurisprudenza ritiene applicabile, in via analogica, l'art. 2373 c.c.: la delibera votata (anche) dal condòmino in conflitto è annullabile, qualora il voto espresso dallo stesso sia stato determinante per l'approvazione della delibera stessa(cfr. Cass. SS.UU. n. 4806/05). La deliberazione potrà in tal caso essere impugnata nei modi e termini di cui all'art. 1137 c.c.

I casi più frequenti di conflitto d'interessi riguardavano proprio la posizione dell'amministratore che partecipavaall'assemblea su delega di altri condomini, con diritto al voto.Si pensi a tutti quei casi in cui l'amministratore era chiamato a votare su temi inerenti al suo operato.Ad esempio, l'approvazione del rendiconto, in cui l'amministratore partecipava (e votava) all'interno dello stesso organo (l'assemblea, appunto) che doveva controllare e deliberare sulla sua gestione.In questi casi, infatti, era quanto mai reale il pericolo di un conflitto di interessi.

=> La delibera è nulla se manca la firma del presidente e del segretario

La legge di riforma ha inteso superare il problema introducendo il divieto assoluto di delega nei confronti dell'amministratore. Il nuovo art. 67, comma 5, disp. att c.c. dispone infatti che: “all'amministratore non possono essere conferite deleghe per la partecipazione a qualunque assemblea”.

Oggi, dunque, la delega all'amministratore è sempre illegittima e la relativa delibera votata anche dall'amministratore-delegato è da considerarsi annullabile, indipendentemente dalla sussistenza o meno del conflitto d'interessi.

Rimangono tuttavia alcune perplessità sull'efficacia pratica del divieto. La norma, ad esempio, lascia la possibilità di conferire delega ad un collaboratore o un dipendente dell'amministratore oppure all'ex amministratore, per cui, nella sostanza, alcune delle situazioni conflittuali sopra indicate potrebbero ripresentarsi in vesti diverse.

Problemi potrebbero sorgere poi qualora l'amministratore sia anche lui stesso condòmino e, in tale veste, destinatario di deleghe.

Le maggiori critiche sono state espresse dalle varie associazioni di categoria. Si richiama in particolare la proposta di abrogazione del divieto illustrata nel corso del convegno ANACI di Genova del 6 novembre 2015. Secondo i proponenti, l'abrogazione della norma “è consigliata dal fatto che il divieto previsto da tale norma è frutto di una ingiustificata sfiducia nei confronti dell'amministratore”

Il caso deciso dal Tribunale di Roma aggiunge un'altra ipotesi da valutare attentamente: quella dell'amministratore che partecipa all'assemblea come segretario verbalizzante. Non v'è dubbio che lo svolgimento di mere funzioni di segretario, senza diritto di voto, esclude ogni possibile conflitto d'interessi, tanto più che sono gli stessi condòmini (nel caso di specie, all'unanimità) a nominare il segretario. Nulla da eccepire, insomma, dal punto di vista legale.

Tuttavia, in taluni casi potrebbe essere opportuno evitare la presenza dell'amministratore nelle sedute di assemblea, soprattutto quando è prevista la discussione di argomenti connessi alla carica, alla gestione e all'operato dell'amministratore stesso, al fine di evitare qualsiasi possibile influenza, anche indiretta, sulla libera espressione di voto dei condòmini.

=> Con la riforma come cambia il conflitto d'interessi nell'assemblea condominiale:

Scarica Tribunale di Roma, n. 734 del 14 gennaio 2016

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Luigi
Luigi martedì 10 maggio 2016 alle ore 18:27

ma quale conflitto d'interesse? se qualche condomino ha deciso di cacciarti troverà il modo di farlo e farà campagna contro l'amministratore in carica per avere i voti sufficienti per metterci qualche suo amico indipendentemente dal fatto che l'amministratore faccia da segretario o meno, peraltro sempre e comunque senza diritto di voto. in ogni caso se non assume l'incarico di segretario è come se lo fosse perché deve suggerire all'eletto cosa deve scrivere perché la quasi totalità, se non addirittura tutti, non sanno come venirne a capo in modo stringato se non sintetico.
scrivo a ragion veduta e quindi non solleviamo problemi dove non esistono. chi se li crea non a nulla di meglio a cui pensare. l'importante che l'incarico vengo svolto con diligenza e neutralità oltre che con serietà e chiarezza. -in ogni caso il verbale è sempre emendabile-.

Mauro
Mauro martedì 10 maggio 2016 alle ore 19:25

Peccato che l'amministratore segretario scrive in modo ambiguo cio che le interessa di più , poi lascia parlare mentre lui scrive non rilegge o rilegge mezze frasi , temporeggia aspetta qualcuno che si alzi per dichiarare chiusa l'assemblea ... e valà il gioco è fatto
poi carta canta !!!!!!!!!! e i fessi pagano !!
Furbacchione !!!!

Condanno l'amministratore segretario ......

Alessandro Volta
Alessandro Volta martedì 10 maggio 2016 alle ore 20:18

Nel condominio in cui abito é vietato dal regolamento condominiale, che l'amministratore possa fare il presidente o il segretario.Per questo, le due figure vengono ricoperte da condomini corrotti,conniventi e ladri, che reggono il gioco e trovano il loro tornaconto.

Ferdinando
Ferdinando martedì 10 maggio 2016 alle ore 22:00

Per esperienza quarantennale, come condomino, trovo che dal Presidente ai consiglieri, nella maggior parte sono dei veri violinisti dell'amministratore. Pertanto preferisco avere come controparte l'Amministratore a dirigere l'assemblea, mentre venga eletto un "CDA" (consiglio di amministrazione) composto da 3/5 persone, escludendo i vecchi violinisti, che possano portare avanti le richieste dei condomini, in contrapposizione dell'Amministratore. Questo "CDA" deve avere la possibilità di incontrarsi ogni trimestre per i problemi da risolvere e dare le direttive all'Amministratore, non più sudditi, ma clienti paganti.

Marco
Marco mercoledì 11 maggio 2016 alle ore 01:38

Dovete aver vissuto esperienze con amministratori terribili per commentare in modo così duro.
Faccio sempre il segretario perché aiuto a tenere ordine nel verbale, rileggo le frasi intere anche più volte per evitare che qualcuno non le comprenda ed a fine riunione (se sono tenute in ufficio dove homla stampante), consegno la copia al presidente che la legge a tutti e poi la firma. Chi ne vuole una la riceve, se va tutto bene si firma.
Tanti problemi non li ho mai visti.

Gianni
Gianni venerdì 01 dicembre 2017 alle ore 09:57

Mille grazie al Sig Marco xrké esplicita le procedure ke portano alla serenità Legale ed alla kiarezza del deliberato. Anke il sig Luigi andrebbe ringraziato x le belle parole esposte "l'incarico DEVE ESSERE SVOLTO con diligenza ed ONESTA' esplicitando la neutralità con serenità e kiarezza,, DANDO libero sfogo al controllo e consultazione dei Registri.

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