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Responsabilità solidale, definizione e limiti
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Responsabilità solidale, definizione e limiti

Responsabilità solidale e obbligazioni solidali. Facciamo chiarezza

Avv. Alessandro Gallucci  

Spesso si sente parlare di responsabilità solidale.

La maggior parte delle volte che si fa riferimento a questa ipotesi, lo si fa per delineare l'obbligo in capo a più persone di far fronte ad una determinata spesa.

Il concetto di responsabilità solidale è strettamente connesso a quello di obbligazione solidale.

Che cos'è la responsabilità solidale?

Quando opera?

Quali sono i suoi limiti?

Responsabilità solidale

Il codice civile parla di responsabilità solidale nell'art. 2055 dettato nell'ambito della responsabilità civile per fatti illeciti (responsabilità extracontrattuale).

Recita la norma:

Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno.

Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze che ne sono derivate.

Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali.

La responsabilità solidale, quindi, è quella situazione rispetto alla quale più persone possono essere chiamate a rispondere del risarcimento in ragione di un danno.

Essere tutti responsabili per un danno, si badi, non vuol dire avere tutti quanti concorso nella medesima azione che l'ha causato.

Come ripetutamente specificato dalla Corte di Cassazione “l'unicità del fatto dannoso richiesta dall'art. 2055 c.c., ai fini della configurabilità della responsabilità solidale degli autori dell'illecito, va intesa in senso non assoluto ma relativo, sicché ricorre tale responsabilità, volta a rafforzare la garanzia del danneggiato e non ad alleviare la responsabilità degli autori dell'illecito, pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni od omissioni, dolose o colpose, costituenti fatti illeciti distinti e anche diversi, sempreché le singole azioni o omissioni, legate da un vincolo di interdipendenza, abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione del medesimo evento di danno, a nulla rilevando, a differenza di quanto accade nel campo penalistico, l'assenza di un collegamento psicologico tra le stesse, ovvero le diverse conseguenze dannose derivanti da quell'evento unitario, le quali potranno assumere rilievo ai fini dell'eventuale azione di regresso tra i danneggianti” (così, ex pluribus, Cass. 24 settembre 2015, n. 18889 in Giustizia Civile Massimario 2015).

È questo stesso rappresenta il limite del concorso solidale di responsabilità: se oggi ho avuto un danno al lato destro della macchina e domani ne subirò un altro al lato sinistro, chi li ha causati non è responsabile in solido. Allo stesso modo vale per le infiltrazioni subite in stanze differenti, ecc. ecc.

Responsabilità solidale e obbligazioni solidali

La natura solidale della responsabilità implica la natura solidale dell'obbligo risarcitorio ad essa connesso.

L'obbligazione, dice l'art. 1292 c.c., è solidale quando “quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri”.

Questa è solidarietà del lato passivo, ma essa può esistere anche dal lato attivo, ossia quando sono i creditori da essere più di uno.

Responsabilità ed obbligazione solidale, quindi, stanno a dire che tutti gli interessati – singolarmente considerati – possono essere chiamati a rispondere per l'intero danno. Ciò, però, lascia impregiudicato il loro diritto di rivalersi sui coobbligati in ragione della loro parte di responsabilità.

In ambito condominiale la misura della responsabilità, ad esempio per i danni da infiltrazioni, è pari ai millesimi di proprietà di riferimento d'ognuno.

=> Danno da allagamento. Responsabilità solidale tra il comune e il gestore della rete fognaria

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Paolo
Paolo venerdì 10 marzo 2017 alle ore 12:44

Responsabilità ed obbligazione solidale come è rappresentata per un condomino affittuario ?Causa perdita acqua da tubatura dorsale interrata nel cortile condominiale denominato lavoro straordinario . Con l'acqua in perdita =17.000 euro e una citazione di mia morosita' senza avvertimento avendo gia pagato le spese condominiali 2016 ho pagato altri 700 euro equivalenti a 1370 euro ,come due anni di condominio proporzionati ai precedenti.Io non ho capito, essendo danno finanziario condominiale ma dei proprietari se è giusto come obbligazione solidale di acqua comune che io abbia pagato una somma cosi grande essendo responsabile soltanto della manutenzione ordinaria dell'appartamento in affitto e dei servizi condominiali. La ringrazio per una risposta nei miei dubbi e momenti difficili per tutti noi.

Gecoi
Gecoi sabato 11 marzo 2017 alle ore 09:22

Rispondendo a Paolo, a mio avviso il conduttore è obbligato a sostenere le spese del solo consumo dell'acqua e delle piccole riparazioni all'interno dell'appartamento, escluso le riparazioni sulle tubazioni all'interno delle mura. Nel caso di specie, la perdita dell'acqua è la conseguenza della rottura del tubo condominiale. Per tale motivo sia la riparazione del guasto sia il danno da esso provocato (la perdita dell'acqua) gravano sul proprietario dell'appartamento e non sul conduttore. Inoltre, suppongo che il contatore dell'acqua si trovi all'interno dell'appartamento, quindi non capisco con quale metodo è stata attribuita la quota spettante al conduttore, essendo la perdita prima del contatore individuale. Pertanto il conduttore potrebbe fare la rivalsa nei confronti del proprietario per tutte le spese sostenute riguardo al tubo condominiale rotto.

Mario Lo Iacono
Mario Lo Iacono martedì 14 marzo 2017 alle ore 13:55

ottimo articolo

Orazio
Orazio martedì 04 luglio 2017 alle ore 16:56

Come sia possibile questo principio di solidarietà. Io mi trovo in un condominio quello dei magazzini ha fatto causa al condominio per umidità il giudice ha detto che bisognava pagare 37000 euro. Il creditore ha pignorato il conto corrente condominiale e nel frattempo ha chiesto ha fatto precetto a me per l'intera somma pignorandomi il conto corrente bancario e anche la macchina, da precisare che la quota che mi spettava l'avevo già pagata e quindi c'erano altri morosi, ma il creditore ha deciso che devo essere io a pagare tutto. Ma è possibile una legge del genere che adesso io mi ritrovo a pagare avvocati e i morosi dormono in pace che tanto c'è chi paga e la legge li tutela pure..... Gli avvocati dicono che quando si parla di responsabilità extracontrattuale la giurisprudenza parla di principio di solidarietà e il creditore può chiedere l'intero importo a chi dice lui..... VIVA L'ITALIA E LA LEGGE ITALIANA tuteliamo sempre più i delinquenti

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