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Stalking condominiale: CondoVittima o CondoCarnefice?
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Stalking condominiale: CondoVittima o CondoCarnefice?

Il dispetto in condominio.

Dott.ssa Federica Riccardi  

E veniamo dunque ad una annosa questione. Il dispetto in condominio. Ovviamente il termine è tratto dalle parole dei condomini che ci riferiscono vissuti quotidiani in cui si trovano a dover contrastare comportamenti fastidiosi che ledono, forse, la loro quiete e talvolta i loro stessi diritti civili.

=> Quando il vicino non smette di disturbarti. Ecco cosa rischia

=> Stalking in condominio: i Vicini che ti rendono la vita impossibile.

Molti di noi si sono trovati a fronteggiare imbarazzanti situazioni, ne elenco alcune:

  • Uscire di casa propria e trovarsi a salutare un sacco della spazzatura alto 90 centimetri, proprio li, alle 8.00 del mattino appoggiato alla porta del nostro dirimpettaio.
  • Scendere di casa e trovare la propria auto incastrata tra un muretto e l'auto del suddetto dirimpettaio, con spazio di manovra compreso tra i 2, 5 e i 4 centimetri.
  • Essere chiamati, una volta giunti a lavoro, dalla propria moglie che lamenta precipitazioni a base non acquosa ( solitamente briciole, polveri più o meno sottili e c.d. acqua sporca di secchio) provenienti direttamente dal balcone della condòmina al piano di sopra.

Tali situazioni sono certamente disturbanti.
Da quando i media hanno posto l'attenzione al fenomeno dello stalking, solitamente riferito ai rapporti affettivi finiti male a causa dei quali le donne sono spesso vittima di ripetute persecuzioni, anche in condominio si sente sempre più questo termine: stalking.

Ma cos'è lo stalking ?
Partiamo dalla definizione nella sua lingua originale. ''To stalk'' in inglese vuol dire letteralmente ''inseguire''. E' un termine solitamente associato alla caccia e descrive in una parola l'attività che fa il cacciatore finalizzata al prendere la preda, quindi trappole, inseguimenti, richiami etc

Lo stalking in Italia è associabile all'atto persecutorio, di cui al Codice Penale 612 bis.
Vediamo, come di consueto evitando di partire dalle interpretazioni, cosa dice questo dispositivo: "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterata, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita."

L'atto in questione, per essere persecutorio deve avere quindi un carattere di periodicità e reiterazione. Viene anche descritto nei suoi effetti: deve cagionare uno stato di ansia e paura fondata rispetto la propria incolumità.

=> Stalking "condominiale". Come difendersi

La legislatura in materia quindi ci dice che ci sono tre eventi che si devono verificare.

Il primo è un grave stato di ansia. Si potrebbe pensare che questo grave stato di ansia dovrebbe, nella sua gravità, essere misurabile. Dovremmo quindi figurarci che il nostro povero condòmino debba sottoporsi a perizia psichiatrica o psicologica per dar voce alle sue ragioni?

Il secondo evento è la fondatezza del timore che questi comportamenti ingenerino nella condo-vittima. Quanti di noi, vedendo che il dirimpettaio attua manovre irrispettose sempre più prepotenti non viene automaticamente portato a pensare che un giorno o l'altro, per una piccola sciocchezza, possa scatenarsi una lite e che magari questa possa finire male?

Il terzo evento di cui parla la Legge è la modifica delle abitudini di vita della condo-vittima, manovre necessarie a tutelare la propria incolumità ed il proprio benessere psicofisico ove questi riscontri la durezza di orecchie del condominio irrispettoso.

Vi porto un esempio personale. La donna al piano di sopra possiede un cane. Evidentemente spazza ripetutamente per eliminare il pelo dell'animale. Io sono allergica al pelo degli animali e la suddetta vicina è solita pulire la scopa scuotendola sul balcone immediatamente sopra alla mia cucina. Che per ragioni ovvie in estate tengo aperta.

Ebbene, dopo ripetute, educatissime osservazioni alla vicina ho dovuto adibire la cucina a sauna finlandese nel periodo estivo, onde evitare cure cortisoniche fuori stagione a causa dei residui del suo caro ''Fido''. Punto.

Non capita di rado che in situazioni di stress le allergie, la mia come di molti bambini più sensibili agli allergeni, portino a gravi crisi asmatiche, spesso notturne e non tutti gli ospedali sono vicini alle nostre abitazioni.

In questo caso la vicina, che ha un comportamento non direttamente collegato per un n esso di causa effetto alle mie cure mediche, potrebbe compromettere la mia incolumità e la mia stessa vita.

A parte questo breve, personale, poco roseo spaccato di vita quotidiana, nell'analizzare psicologicamente il comportamento persecutorio dobbiamo necessariamente fare un passaggio sulla percezione della persecutorietà.

La parte del diritto che spiega cosa sia un atto persecutorio pare chiara.
Ciò che è lasciato alla soggettività e rientra nell'ambito della psicologia è proprio li, dove finisce la chiarezza della legge e si fa strada la percezione del soggetto che ''subisce'' gli atti persecutori.

Ritornando allo scenario di cui sopra, leggiamolo dalla parte del ''dirimpettaio'' lasciando la visuale della condo-vittima.

Il signor Rossi, la sera prima degli sfortunati eventi è rientrato a casa stanchissimo, magari perché ha avuto un brutto litigio a lavoro che ha comportato una situazione di stress grave.

Nel parcheggiare non ha fatto caso allo spazio di manovra che la condo-vittima avrebbe avuto una volta parcheggiato dietro la sua auto.

È quindi salito ed è andato a dormire.
Proprio quella sera, con la testa confusa, ha lasciato il sacco della spazzatura fuori la porta chiedendo a suo figlio di gettarla una volta uscito di casa dopo le otto di sera.

Il figliolo non avendolo sentito causa tipiche cuffie adolescenziali con tanto di Heavy Metal nelle orecchie, quella sera non è uscito per cui non ha avuto modo di vedere il sacchetto e gettarlo.

=> Stalking "condominiale". Come difendersi

Al mattino la consorte del dirimpettaio potrebbe essere scesa per andare a fare la spesa e la domestica filippina, come da sua abitudine , ha pulito la tovaglia della colazione scuotendola fuori la finestra.. proprio mentre la moglie della condo-vittima stava stendendo il bucato.

Come è facile vedere, se è vero che il rispetto per i nostri vicini comporta l'attenzione ai nostri comportamenti, è vero anche che la comprensione e l'identificazione in determinate dinamiche familiari ci metterebbe su una via meno litigiosa, meno conflittuale e più pacifica, grazie alla quale potremmo trovare più tranquillamente delle soluzioni.

Nello scenario che ho descritto, ci sono due vissuti, di cui uno accusa l'intenzionalità dell'altro, e l'altro non ha minimamente contezza del danno che sta arrecando.

In alcuni condòmini succede questo: liti pregresse, supposti dispetti, comportamenti arroganti e scorretti hanno significato poi il corso degli eventi successivi, creando dei precedenti alla luce dei quali le persone leggono i comportamenti dei propri vicini, spesso inconsapevoli di creare un danno al prossimo o comunque un fastidio.

Entra qui in gioco la percezione dell'individuo rispetto ai comportamenti altrui.
Un comportamento potrebbe essere solo una serie di azioni che ha degli effetti. Se apro il portone ad un anziana signora viene caratterizzato come comportamento positivo. Se lascio subito dopo il portoncino aperto perche magari non me ne accorgo il mio comportamento è negativo.

Esistono però poi le letture dei singoli individui. Chi è diffidente sarà portato a vedere un comportamento come solo negativo. Chi lo è di meno sarà forse neutrale.
Ma allora come si può risolvere questa situazione di ambiguità interpretativa?

Probabilmente con sole due cose, in cui poco c'entrano associazioni, corsi, testi e quanto altro: la comunicazione e l'educazione.

Per comunicazione intendo un rapporto tra i condomini che non si fermi ad un ''Ciao'' senza senso.
Per educazione intendo la diffusione di una cultura civica, che possa ridurre da un lato il differenziale tra intenzione ed interpretazione del comportamento, dall'altro lato possa fare in modo da sensibilizzare determinati soggetti e responsabilizzarli sui loro comportamenti.

=> Divieto di avvicinarci all'edificio condominiale per stalking

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Cash1972
Cash1972 sabato 02 dicembre 2017 alle ore 10:37

la pena è da sei mesi a cinque anni, non 4. Il vero problema dello stalking è che seppure nato con buone intenzioni è poi diventato il cestino dove buttare tutti i comportamenti che non ci piacciono. E' quindi uno strumento abusato da chi vuole creare problemi ad altri cercando di passare per vittima. Ad esempio se ho 1 posto moto e ci metto la macchina invadendo la proprietà accanto sarà compito del vicino spostarsi altrimento lo accuso di essere uno stalker perchè non mi lascia parcheggiare ( nella sua proprietà ). Credetemi è quello che mi sta succedendo.

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