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Dalle molestie agli atti persecutori: lo stalking entra in condominio
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Dalle molestie agli atti persecutori: lo stalking entra in condominio

Stalking in condominio: i Vicini che ti rendono la vita impossibile.

 

Carcere per i vicini che ti rendono la vita impossibile.

Il difficile rapporto tra còndomini. Chi vive la realtà condominiale sa bene quanto possa essere difficile la convivenza con i propri vicini di casa, coi quali può accadere di essere in discussione, anche perenne, ed a volte purtroppo in conflitto: i rapporti, che finiscono così con l'essere complicati se non proprio burrascosi, vivono di situazioni che spesso travalicano i confini della legalità sconfinando in atteggiamenti delittuosi dai connotati più disparati: si può passare così dalle più frequenti e banali ingiurie ai fastidiosi strong>imbrattamenti o getti di cose pericolose, attraverso comportamenti in cui sono ravvisabili gli estremi della violenza privata piuttosto che quelli delle molestie, giusto per citare alcuni dei reati che più facilmente possono essere commessi nell'ambito della vita condominiale.

Si pensi ad esempio a cosa può accadere durante un'assemblea condominiale dai toni un po' più accesi del solito, quando è facile che scappi un'offesa che, poiché proferita in presenza di più persone, assume la connotazione della diffamazione.

Si pensi ancora alla violenza privata insita nel rubare il posto auto o nell'impedire l'utilizzo di altro spazio esclusivo, o nell'ostacolare il godimento di un qualsiasi bene.

E che dire infine degli schiamazzi o della radio o TV usati a tutto volume, spesso anche in orari del tutto inusuali, o dell'uso di calzature rumorose in appartamenti per nulla ovattati?

Insomma, nella quotidianità della vita condominiale è davvero facile superare il delicato limite del "penalmente rilevante".

Dalle molestie allo stalking: quando la petulanza può costare davvero cara. Proprio perché le situazioni delittuose sin qui descritte (e molte altre ancora, naturalmente) si manifestano nella prassi di tutti i giorni è il caso di porre l'attenzione su un reato che si rischia di commettere forse inconsciamente ed inconsapevolmente, anche perché "giovane" e quindi poco conosciuto: il reato di atti persecutori, meglio noto come stalking.

Previsto dall'art. 612 bis cod. pen. ed introdotto dalla L. n. 11 del 23/02/2009, questo delitto punisce le condotte di minaccia o molestia che, reiterate nel tempo, finiscono col turbare così profondamente la vita delle vittime al punto da provocare in loro gravi stati d'ansia o, peggio ancora, costringerli a mutare le abitudini e stili di vita.

Gli elementi caratterizzanti dello stalking sono quindi la reiterazione delle azioni criminose (una sola minaccia, anche se provoca "l'effetto sperato", non costituisce "atti persecutori" e non a caso il nome stesso del reato in questione è declinato al plurale?) e la loro incidenza negativa nella vita delle persone che ne sono vittima: il Legislatore ha voluto così tutelare quei soggetti che, subendo continue vessazioni, sono costrette a modificare la loro stessa vita che altrimenti diviene insopportabile.

Lo stalking entra nel condominio. Quello che apparentemente può sembrare un reato tipicamente "affettivo" (complice anche la campagna mediatica in atto da diversi mesi: giornali e TV sono quotidianamente pieni di notizie riguardanti arresti e condanne per questo giovane reato ma vecchio problema), in quanto le vittime sono quasi esclusivamente partner e soprattutto ex, in particolar modo donne, oggetto di attenzioni morbose se non addirittura violente, è invece un delitto ben configurabile anche al di fuori di una relazione amorosa: è infatti sufficiente il compimento di più atti molesti o minatori che ledano l'altrui sfera psico-affettiva o inducano la vittima a mutare stile di vita perché ci si trovi di fronte agli atti persecutori puniti dalla norma in oggetto, indipendentemente dai rapporti affettivi o parentali che leghino il persecutore al perseguitato (che incidono al più sul piano sanzionatorio).

Da leggere: (È arrivato il "napoletano". Condannati i vicini di casa.)

È poi naturale che taluni contesti, connotati dallo stare insieme quotidianamente e spesso male, siano terreno fertile per il proliferarsi di comportamenti che rientrano nello schema tipico del reato così come sin qui delineato: la vita di condominio, come detto, non è infatti facile ed anzi spesso ci si trova costretti a vivere a stretto contatto con persone di ogni tipo, ed essere quindi incolpevolmente esposti a situazioni davvero ai limiti della sopportazione e che, se petulanti e seriamente mortificanti, possono costituire stalking.

D'altronde già dal 2011, a pochi mesi quindi dall'entrata in vigore della legge istitutiva del delitto di cui all'art. 612 cod. pen., la Suprema Corte è intervenuta per chiarire la possibilità che lo stalking si possa compiere anche tra condomini: integra quindi il delitto di atti persecutori e non quello di minaccia né di violenza privata il comportamento di un soggetto che, minacciando di morte alcune condomine, arrivando finanche ad aggredirle fisicamente (bloccando l'ascensore in cui le vittime si erano rifugiate per sfuggirgli), aveva finito col costringere alcune delle vittime a trasferirsi altrove. (Cass. Pen., Sez. V, sent. n. 20895 del 25/05/2011).

(Se gli atti persecutori e le minacce sono portate contro più condomini si configura il reato di stalking)

Tale sentenza è importante non solo perché con essa si è subito chiarito come lo stalking possa consumarsi, come detto, anche fuori da un contesto relazionale affettivo ma soprattutto perché il Supremo Collegio ha con essa evidenziato che "il fatto può essere costituito anche da due sole condotte": le minacce e/o le molestie, in sostanza, devono essere più di una, ma anche solo due (sul punto la Cassazione si era peraltro già espressa nello stesso senso: Cass. Pen., Sez. V, sent. n. 6417 del 17/02/2010).

E così è stalking anche "insozzare quasi quotidianamente l'abitazione ed il cortile di proprietà del vicino gettandovi rifiuti di ogni genere", se con tale condotta gli si provoca "un perdurante e grave stato d'ansia e il fondato pericolo per l'incolumità, al punto da costringerlo a trasferirsi altrove per alcuni periodi e rinunciare a coltivare presso la propria abitazione relazioni con i terzi": in tal senso si espressa la Corte di Cassazione in una recentissima pronuncia di conferma della condanna comminata proprio nei confronti di un soggetto che si era reso responsabile di questi atti, giustamente inquadrati appunto come persecutori tra condomini (Cass. Pen., Sez. V, Sent. n. 39933 del 26/09/2013).

Dall'ammonimento al carcere: le conseguenze dello stalking. Le conseguenze, per chi è accusato o peggio ancora condannato per il delitto di stalking possono essere davvero pesanti: si va infatti dal più semplice ammonimento del Questore (una specie di diffida, che comporta, ove l'ammonito reiteri le condotte, la procedibilità d'ufficio e l'aumento della pena in caso di condanna), che comporta l'obbligo, introdotto dal D.L. n. 93 del 14/08/2013 (cd.

Decreto sul femminicidio), di revoca del porto d'armi eventualmente concesso al soggetto segnalato, all'arresto e la detenzione, domiciliare o carceraria, nei casi più gravi, per i soggetti indiziati del compimento di atti persecutori.

La pena per il reato in questo in questione è infine tutt'altro che leggera, potendo arrivare nel massimo a 5 anni di carcere (aumentabili finanche ad oltre sette anni in presenza di vari fattori soggettivi), e comportando, proprio in ragione della sua entità non certo modesta, anche l'applicazione di misure preventive obbligatorie quali l'arresto in caso di flagranza e, come accennato, la custodia cautelare.

Sarà quindi opportuno pensarci bene, anzi, meglio prima di lasciarsi andare ad atteggiamenti di inciviltà, spinti dal disprezzo verso il condomino del piano di sotto piuttosto che quello della porta accanto, perché il passo dall'uscio di casa alle porte del carcere è davvero più breve di quanto si possa pensare.

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Carla Chiesa
Carla Chiesa mercoledì 26 ottobre 2016 alle ore 00:34

Ho fatto denunce all'autorità competente,
ma ad oggi non solo non ho avuto risposte
ma mi risultano ad oggi solo il deteriorarsi della situazione che si protrae da ANNI!
Lecito domandarsi : "cui prodest ? "

Signor Nessuno
Signor Nessuno giovedì 04 ottobre 2018 alle ore 22:07

La legge è dalla parte dello stalker. Vivo da 9 anni una situazione di persecuzioni giornaliere, fatte di rumori molesti e minacce. L'avvocato mi ha detto che una querela non sarebbe servita a nulla in assenza di un reato tipo violenza privata. I Carabinieri (che mi hanno personalmente confermato di conoscere i personaggi) mi hanno detto che più che intervenire per farli calmare non possono. Quei pusillanimi dei vicini di casa hanno paura e non ci aiutano, anzi qualcuno si è pure messo con loro. L'unica speranza è che si freghino con le loro mani.

Mamma Single
Mamma Single sabato 11 aprile 2020 alle ore 13:15

Buongiorno. Da quando, 16 anni fa, ho comprato casa nel mio condominio, la mia vita è diventata un incubo che si è aggravato di anno in anno. Inizialmente i miei figli piccoli davano fastidio perchè piangevano di notte (stavano spesso male!); sono stata accusata di non andare da loro, addirittura mi hanno messo in bocca parole assurde che avrei detto ai miei figli, minacciandomi di chiamare i Carabinieri. Io, sempre più nervosa e stressata cercavo di far stare i miei figli più zitti possibile! Da quando però hanno avuto figli gli altri condomini, non riesco nemmeno a riposare perchè hanno costruito la sala giochi a ridosso della mia camera da letto e urlano come pazzi fino alle 23 di notte (e questo è solo uno dei problemi!). I condomini sotto con musica da discoteca "a palla" tutto il giorno: impossibile riposare, impossibile studiare x i miei figli, impossibile guardare la TV. Abbiamo chiesto di abbassare; abbassavano per qualche ora, poi come prima. Abbiamo cortesemente richiesto. Ci sono arrivate lettere di avvocati in cui ci diffidavano a rivolgere loro la parola; si ritrovavano tra loro (i due condomini in questione) e decidevano sul condominio senza comunicarcelo (gli altri due appartamenti erano in affitto e le agenzie si adeguavano). Hanno così deciso sull'amministratore e noi non abbiamo potuto farci niente. Nel frattempo, colpi sul muro, urlate e risate fortissime in piena notte all'improvviso: i bambini si svegliavano spaventati! Mio marito ha avuto un esaurimento, ha perso il lavoro e abbiamo cominciato a litigare: lo accusavo di non proteggerci, ma non ce la faceva nemmeno lui. Hanno indetto una riunione straordinaria mentre eravamo in vacanza e ci hanno fatto inviare raccomandata di rispettare gli orari di silenzio!!!! NOI???? Probabilmente non abbiamo avuto la forza di reagire, ma tra minacce di morte ("vi anneghiamo sul fiume se vi becchiamo fuori"), tra minacce di picchiarci se ci avessero incontrati fuori, intimazioni di chiudere le finestre e restare dentro, io ero terrorizzata, litigavo sempre più con mio marito e i bambini ne soffrivano. Così ho chiesto la separazione, mandando mio marito dalla madre e accollandomi la casa e i figli e le lotte. Quell'estate, è saltato "misteriosamente" il mio condizionatore che aveva il blocco esterno predisposto (dai costruttori) sopra i giardini dei vicini; mi hanno mandato la Polizia a casa a mezzanotte dicendo che stavo picchiando i ragazzi (avevo avuto un alterco con la donna sotto perchè mi aveva mandato lettera dall'amministratore perchè avevo parcheggiato per un'ora l'auto davanti al MIO garage, con 40° fuori perchè dovevo tornare al lavoro! e avevo imprecato e urlato contro di lei dentro casa, esasperata!). Ricordo tutti i vicini fuori, con gli agenti della Polizia che avevano appena accertato che i miei figli stavano bene, che mi urlano quando apro la finestra per vedere:"vada dentro, chiuda!", e tutti che mi guardano e ridono!!!! 40° dentro casa e io completamente terrorizzata, i miei figli piangevano! Poi però, loro parcheggiano la loro moto tutto il pomeriggio davanti al mio garage, chiamo l'amministratore e mi dice di stare calma, che probabilmente avevano bisogno di spazio, allora mi agito e lui minaccia di sbattermi giù il telefono! E tante altre piccole cose così. Il tutto culminato tempo fa, quando, rientrando da lavoro, trovo i due sotto nel loro cortile confinante col mio e, mentre entro nel mio, cominciano a lanciarmi addosso pezzi di cibo! Inizialmente non capivo, poi lei col coltello in mano, inizia a insultarmi (non ripeto qui gli epiteti veramente orribili!) e continua a gettarmi pezzi di cibo addosso. Tremavo come una foglia e non emettevo parola e quindi lei si agitava sempre di più. Infine, un vicino al di là della strada, vedendo la scena, mi urla se ho bisogno di qualcosa e questi scappano dentro casa. Salgo di corsa in casa, chiamo l'amministratore per dire cosa è successo e chiedere aiuto e mi risponde "Beh, per forza, lei ha esasperato quella povera donna!"!!!! CONCLUSIONE: sono andata a fare denuncia dai Carabinieri, con il mio ex e il vicino. I Carabinieri ci hanno consigliato di desistere, perchè tanto non ne avremmo ricavato nulla, solo spese e perdita di tempo e magari guai ancora più gravi coi vicini! Così, fatto l'esposto sono tornata a casa. Le minacce sono finite, ma ora nessuno mi guarda più in faccia; nessuno mi saluta; la nuova vicina che è arrivata è diventata amica loro e, una volta che le ho chiesto della sua bimba per fare due chiacchiere in amicizia, mi ha risposto che devo imparare a farmi gli affari miei! Io non partecipo alle riunioni condominiali e vado in giardino solo per sistemarlo perchè non abbiano qualcosa da ridire (perchè comunque ogni tanto qualche richiamo dall'amministratore è arrivato). Non scendo in garage da anni (ho paura!). Non posso vendere e trasferirmi perchè ho mutuo e nessun soldo. Dunque, esiste la giustizia? Grazie per la pazienza.

Mamma Single
Mamma Single sabato 11 aprile 2020 alle ore 13:16

Mi scuso per la lunghezza del commento. Ma è la prima volta che racconto tutto. Grazie.

Signor Nessuno
Signor Nessuno sabato 11 aprile 2020 alle ore 17:25

Filmi quello che le fanno (si faccia aiutare da qualcuno magari e cerchi di non farsi vedere), in particolare le minacce e gli episodi di bullismo potrebbero essere da querela e potrebbero non essere ignorati dall'autorità giudiziaria, poi si trovi un buon avvocato già esperto in materia e li denunci senza passare dai carabinieri.

Mamma Single
Mamma Single sabato 11 aprile 2020 alle ore 18:14

Ringrazio il Signor Nessuno per il commento, ma ormai c'è ben poco da filmare o registrare. Come ho scritto, dopo essere andata dai Carabinieri, non ci sono più state minacce o episodi di bullismo eclatanti. L'episodio unico che rimane è il fatto di essere schivata, io e i miei figli. Nessuno ci saluta, nessuno chiede o comunica a noi se succede qualcosa nel condominio. E sono proprietaria. Non vado alle riunioni condominiali perchè ho paura, ma l'amministratore mi trova "ridicola". Due mesi fa mi ha telefonato mentre ero al lavoro, dicendomi che il pomeriggio seguente aveva bisogno di far entrare degli operai nel mio giardino per controllare le tubature dell'acqua per verificarne lo stato. Ero titubante perchè sapevo che non ci sarebbe stato nessuno a casa, ma lui mi ha detto che era un'importante verifica da fare e che anche se non c'ero, potevo lasciare aperto il cancello. Ho detto ok pensando a un controllo di routine che bisognava fare, ma quando mi ha detto che, se per caso avessero rotto qualcosa, poi avrebbe fatto sistemare, allora mi è salita l'ansia e ho chiesto ai miei figli adolescenti di saltare scuola (io proprio non potevo) per essere presenti e guardare cosa facevano questi operai.Beh, alla fine, è risultato che in realtà l'intervento era stato richiesto dai miei vicini sotto a cui non scendeva più l'acqua ed erano SICURI che il guasto fosse a casa mia!!! L'operaio uscito si è incazzato da morire per la perdita di tempo (non con i miei figli ovviamente) e perchè la "signora" sotto non l'ha voluto far entrare a casa sua, insistendo che aggiustasse dalla mia parte! I miei figli mi hanno raccontato scenate inverosimili tra la "signora" e l'operaio! Quando ho richiamato l'amministratore dicendogli che avrebbe dovuto dirmi il vero motivo, mi ha aggredito dicendo che non era tenuto a dirmi proprio niente, che se un condomino chiama per un guasto lui ha il dovere di intervenire, ecc ecc, testimoni i miei figli che (al viva voce) hanno sentito tutta la sfuriata dell'amministratore. Queste sono cose che possono essere filmate? Come si può querelare qualcuno, in questo caso condomini e amministratore che si difendono tra loro, su questi comportamenti che non sono dimostrabili? In questo quartiere le cose si sanno, ma vige l'omertà. Nessuno vuole essere messo in mezzo. E come pagherei un avvocato se a mala pena arrivo a fine mese? E quanto tempo si andrebbe avanti? E come potrei vivere e far vivere i miei figli nel frattempo, circondata da queste persone? Lei stesso ha scritto che la legge è dalla parte dello stalker, ma io dico che non è così; la legge è dalla parte giusta, ma non sa difendere chi ne ha davvero bisogno. E in questi mesi, chiusi in casa, è ancora peggio la vita del segregato, perchè noi siamo VERI SEGREGATI! Scusi lo sfogo, ma è l'unico posto dove posso farlo. Grazie comunque, buona serata.

Stanca.
Stanca. martedì 12 maggio 2020 alle ore 15:37

una vicina di casa è venuta a dirmi che le scatole per la differenziata non posso metterle ne sotto casa il giorno prima che passano e che i vigili se passano fanno la multa...la mia domanda è: è vero?poi il mio convivente ha messo la macchina sotto casa e sempre questa anziana le ha detto di non metterla li e l'anziana non è del condominio,è stalking condominiale??

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