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Revisore condominiale: funzioni, limiti, nomina e poteri dell'assemblea
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Revisore condominiale: funzioni, limiti, nomina e poteri dell'assemblea

Guida al revisore condominiale

Avv. Giuseppe Nuzzo  

La legge di riforma del condominio ha attribuito all'assemblea dei condomini la facoltà di nominare “un revisore condominiale che verifichi la contabilità del condominio”, anche per più annualità specificamente indicate.

La nuova figura è prevista dall'art. 1130-bis c.c., introdotto dalla legge n. 220/2012 per disciplinare in maniera specifica e chiara la contabilità condominiale colmando una lacuna legislativa in materia. Lo scopo perseguito è quello di tutelare i condomini sia in termini di trasparenza e correttezza dei bilanci, sia anche in termini di maggiore coinvolgimento nella verifica dei conti condominiali.

Per la verità non si tratta di una novità assoluta, dal momento che anche prima della riforma, pur in assenza di norme specifiche, era comunque possibile nominare un revisore. Altro aspetto importante da considerare è che il legislatore non ha imposto alcun obbligo: la nomina del revisore rimane una mera facoltà che, peraltro, l'assemblea può esercitare in maniera piuttosto discrezionale.

Infatti, la nomina non deve necessariamente presupporre il dubbio di qualche irregolarità contabile: la motivazione può essere di qualsiasi natura, anche una semplice verifica della gestione.

È chiaro che dai motivi che sono alla base della revisione dipenderà anche l'ampiezza e l'oggetto della stessa.

Il legislatore si è limitato a prevedere la nuova figura del revisore condominiale senza tuttavia chiarire chi possa svolgere l'incarico e quali requisiti debba possedere. In attesa di un auspicabile intervento legislativo o regolamentare che definisca meglio la materia, quella del revisore condominiale rimane, ad oggi, un'attività non regolamentata, con tutti i dubbi interpretativi che ne conseguono.

Allo stato attuale chiunque può svolgere il ruolo di revisore condominiale: gli unici requisiti richiesti sono quelli generali della maggiore età e della capacità giuridica. Tuttavia, la complessità dell'incarico esigerebbe invece di affidarsi sempre ad un professionista in possesso delle necessarie competenze, anche in considerazione della nuova disciplina del rendiconto condominiale introdotta proprio dalla riforma.

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Luigi
Luigi giovedì 12 novembre 2015 alle ore 18:36

tra i professionisti revisori dei conti perché non anche i consulenti del lavoro?
credo che in materia giuslavoristica, paghe e contributi per i dipendenti del condominio -portieri, addetti alle pulizie ecc.-, voucher per i collaboratori occasionali -pulizie parti comuni, giardinaggio ecc.,
770 dei sostituti, dichiarazione dei redditi 730 ed unico per i dipendenti ecc. siano meglio e più preparati di altri professionisti. oltre tutto è materia d'esame professionale la contabilità aziendale e simili, oltre che la contabilizzazione del costo del personale, collaboratori ecc.ecc. versamenti, ritenute e dichiarazioni fiscali in genere.
con tutto il rispetto,architetti,geometri ed ingegneri non so quanto ne capiscano e sappiano, oltre tutto quando si tratta di agenzia delle entrate e dichiarazioni fiscali si appoggiano ai commercialisti ed ai consulenti -che nel caso agiscono direttamente se amministratori- per avere assistenza

Ferdinando
Ferdinando venerdì 11 novembre 2016 alle ore 22:10

L'ideale sarebbe avere la possibilità di poter interpellare un revisore condominiale, anche da un solo condomino, far visionare le incongruenze, se coincidono con il pensiero del revisore, possa essere utilizzato anche se richiesto da un solo condomino, le spese dovranno però essere addebitate al condominio, essendo di interesse generale, il recupero della probabile appropriazione indebita, vada condivisa con i condomini che non hanno responsabilità nella nomina e difesa di questi amministratori.

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