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Ristrutturazioni edilizie e detrazioni fiscali dimenticate: possibile recuperarle?
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Ristrutturazioni edilizie e detrazioni fiscali dimenticate: possibile recuperarle?

Ristrutturazioni edilizie, come recuperare le detrazioni fiscali dimenticate

Avv. Alessandro Gallucci  

Che cosa fare se ci si è dimenticati (oppure non è stato possibile, ad esempio per ritardi dell'amministratore nella consegna delle certificazioni) di portare in detrazione una spesa per ristrutturazioni edilizie?

Il testo unico delle imposte sui redditi (d.p.r. n. 917/86), all'art. 16-bis (Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici) prevede la possibilità di usufruire di una detrazione fiscale per le spese sostenute per particolari tipologie d'interventi.

In sostanza per interventi di manutenzione straordinaria e se riguardanti parti comuni dell'edificio anche per manutenzione ordinaria è possibile portare in detrazione le spese sostenute entro determinati limiti.

Fino al 31 dicembre 2016 è possibile usufruire di una detrazione pari al 50% delle spese sostenute con il tetto massimo di € 96.000 (per unità immobiliare anche con riferimento a lavori condominiali) portando tale spesa in detrazione per dieci anni a partire dell'anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Ristrutturazione e detrazioni fiscali

Esempio: Tizio abita nel condominio Alfa che ha appaltato e fatto eseguire nel corso dell'anno 2014 lavori di manutenzione straordinaria per l'importo complessivo di € 300.000,00. La quota di Tizio sull'intero ammontare dei lavori è pari ad € 20.000,00.

Diciamo, per semplicità, che Tizio ha versato per intero la sua quota e che a sua volta l'amministratore ha saldato integralmente l'impresa.

Tizio avrà diritto di detrarre la somma di € 10.000,00 a partire dall'anno di esecuzione dei lavori 2014 e per gli altri 9 successivi portando in detrazione € 1.000,00 per ciascun anno.

Si badi: le somme che possono essere portate in detrazione sono quelle che l'amministratore ha versato all'impresa – secondo le modalità previste dalla legge – e non semplicemente quelle che i condòmini hanno versato all'amministratore.

Torniamo all'esempio. Si supponga che Tizio, per dimenticanza, per ritardo dell'amministratore nel consegnare le certificazioni dei versamenti, ecc. non sia riuscito a portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi per l'anno 2014 – presentata nel 2015 – l'importo come sopra calcolato? Potrà iniziare a beneficiarne dalla seconda rata? E per quello perduto, avrà la possibilità di chiederne il rimborso?

Della questione si è occupato il Ministero delle Finanze che, con una propria circolare del 2000, ha dato risposta a questi dubbi affermando che “nell'ipotesi in cui il contribuente che ha eseguito lavori di ristrutturazione nel corso dell'anno 1998, pur ottemperando agli obblighi previsti ai fini della fruizione della detrazione d'imposta del 41%, non ha presentato la dichiarazione dei redditi relativa al 1998 essendone esonerato, ovvero non ha indicato nella dichiarazione dei redditi presentata l'importo delle spese sostenute ed il numero delle rate prescelte, puo' usufruire dell'agevolazione relativamente alla seconda rata presentando la dichiarazione dei redditi relativa al 1999, indicando il numero della rata nella corrispondente casella relativa all'opzione tra le 5 o le 10 rate.

Per quanto riguarda il recupero della detrazione d'imposta della prima rata, il contribuente puo' inoltrare richiesta di rimborso agli Uffici finanziari secondo le modalita' ordinarie di cui all'articolo 38 del DPR n. 602 del 1973” (Circolare del 12/05/2000 n. 95, paragrafo 2.1.2. – Min. Finanze - Dip. Entrate Aff. Giuridici Uff. del Dir. Centrale)

I riferimenti alle percentuali di spesa detraibile sono quelli vigenti al momento della soluzione al quesito, ma la sostanza resta invariata.

Qui il testo della circolare:

http://def.finanze.it/DocTribFrontend/getPrassiDetail.do?id={8CBADACB-F04B-4DA1-9CF9-FAE0C4B22B8A}

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Emiliano
Emiliano venerdì 01 settembre 2017 alle ore 08:21

Buongiorno,
poniamo che Tizio è proprietario di un immobile su cui nell'anno 2017 esegue dei lavori di manutenzione straordinaria. Tizio però non lavora perché è studente quindi non può dichiarare nell'anno 2018 la spesa. Sempre nel 2017 Tizio compra dei mobili su cui potrebbe avere il bonus mobili.
Tizio può dichiarare la spesa nel 730 del 2019?
Grazie

Avv. Alessandro Gallucci
Avv. Alessandro Gallucci lunedì 04 settembre 2017 alle ore 12:04

@Emiliano: a me non risulta un'operazione possibile. In ogni caso si può presentare interpello all'Agenzia delle entrate per avere una risposta ufficiale e vincolante rispetto ad uno specifico caso.

Mario
Mario lunedì 02 ottobre 2017 alle ore 09:32

Buongiorno,
nell'articolo si parla delle detrazioni fiscali portate in ritardo a recupero. Vi chiedo se e cosa è possibile fare nel caso in cui siano stati fatti lavori, pagati con bonifico, segnalati in dichiarazione, ma non si è mai effettuata la comunicazione all'ENEA, parliamo quindi di recupero energetico e in particolare di spese fatte nel 2013.
Grazie

Antonio
Antonio lunedì 04 dicembre 2017 alle ore 13:46

I miei genitori nell'anno 2013/2014 hanno effettuato dei lavori di ristrutturazione di un immobile di proprietà.Il commercialista erroneamente (spero)ha contabilizzato solo una parte di ciò che è stato speso... è possibile ora inserire anche quello nn contabilizzato in precedenza...p.s.ci sn fatture e bonifici attestanti i pagamenti...Saluti

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