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Autoconsumo di energia elettrica in condominio. Normativa, vantaggi e prospettive future
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Autoconsumo di energia elettrica in condominio. Normativa, vantaggi e prospettive future

Può un condominio installare un impianto di produzione di energia elettrica interno ed utilizzare l'energia prodotta a beneficio di tutti i condomini?

Ing. Marco Pezzaglia 

Ultimamente si fa un gran parlare di autoconsumo elettrico nei condomìni, ma più esattamente di cosa si tratta ? Come e quando si può fare ? Cosa dice la normativa ? E quali sono i vantaggi? Cosa cambierà in futuro ? Ma, soprattutto quali sono gli impatti sulle attività dell'amministratore di condominio ? Tutte domande per cui servirebbero più o meno lunghe trattazioni. Per tal motivo cominciamo a mettere un po' di ordine alle idee.

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Innanzi tutto, serve andare alla radice del problema che consiste nel comprendere l'incrocio tra la struttura della tariffa elettrica e il modo di consumare energia elettrica da parte di un cliente finale.

Torneremo sui dettagli in occasioni successive, ma per ora basti sapere che la tariffa elettrica è composta principalmente da tre parti: una quota fissa (euro/punto di connessione) riferita al un punto di connessione con la rete (il famoso POD - Point of Delivery, codificato per ciascun cliente finale da parte delle imprese di distribuzione secondo quanto stabilito dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente - ARERA), una quota potenza (euro/kW) che si applica al picco di potenza (kW) che il cliente impegna in un dato periodo e una quota energia (euro/kWh) applicata ai consumi di energia elettrica sempre in un dato periodo. Gli "euro" sono tipicamente espressi in "centesimi di euro".

Il prodotto delle singole quote della tariffa moltiplicate per i predetti parametri dà, in sostanza, il costo dell'elettricità per il cliente finale.

Tra i parametri citati, la potenza (kW) e il consumo (kWh) sono parametri rilevati dal misuratore che l'impresa distributrice installa in corrispondenza di ogni punto di connessione alla rete: se a monte di tale punto il cliente produce e consuma energia elettrica "in proprio", questa non sarà registrata dal misuratore e la bolletta dell'elettricità si ridurrà in maniera corrispondente.

Ovviamente il cliente avrà dovuto investire nell'impianto di produzione anziché acquistare attraverso la rete l'energia elettrica che in questo modo si autoproduce e autoconsuma.

Le disposizioni normative che consentono che tutto ciò accada sono le delibere del'ARERA che stabiliscono la struttura della tariffa (attualmente è la delibera 23 dicembre 2015 654/2015/R/eel - https://www.arera.it/it/docs/15/654-15.htm) e l'articolo 6, comma 9 del DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2016, n. 244 convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2017, n. 19 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/12/30/16G00260/sg).

=> Quali sono i vantaggi per installare un impianto fotovoltaico in condominio.

Ma può un condominio installare un impianto di produzione di energia elettrica interno ed utilizzare l'energia prodotta a beneficio di tutti i condomini ? Qui veniamo al punto particolarmente dibattuto della definizione di che cosa sia una unità di consumo in quanto la normativa attuale consente sì di poter usufruire dei benefici economici dell'autocnsumo, ma solo per sistemi che contengano una sola unità di consumo.

In un condominio, tipicamente a ciascun appartamento è associata una unità di consumo autonoma con un suo punto di connessione alla rete e un suo misuratore e quindi, per poter autoconsumare energia elettrica ciascun appartamento dovrebbe avere un impianto di produzione a sé dedicato (i famosi impianti di produzione individuali).

Un impianto fotovolaico sul tetto del condominio se è invece impianto "comune" non potrà che dare la sua energia ai consumi dei servizi comuni del condominio e non a tutti i condomìni per i loro consumi privati.

E' proprio qui che si apre il discorso: la recente Direttiva (UE) 2018/2001, quella che riguarda la promozione delle energie rinnovabili dal 2021 al 2030, ridisegna il quadro dell'autoproduzione e dell'autoconsumo dell'energia elettrica rinnovabile consentendo, tra l'altro, l'estensione dell'uso dell'impianto condominiale oltre che per i servizi comuni anche per il consumo dei singoli condomini. La nuova figura introdotta è quella dell'autoconsumatore collettivo.

Secondo la nuova Direttiva se un autoconsumatore (di energia rinnoavbile) può essere definito come un cliente finale che, operando in propri siti situati entro confini definiti o, se consentito da uno Stato membro, in altri siti, produce energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo e può immagazzinare o vendere energia elettrica rinnovabile autoprodotta purché, per un autoconsumatore di energia rinnovabile diverso dai nuclei familiari, tali attività non costituiscano l'attività commerciale o professionale principale, l'autoconsumo in forma collettiva risponde invece alla seguente definizione: «Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente»: gruppo di almeno due autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente [secondo la definizione di autoconsumatoredi energia rinnovabile] e si trovano nello stesso edificio o condominio.

Il ruolo del condominio è quindi richiamato esplicitamente e ben si comprende che il citato ruolo di collettività richiama molto da vicino la gestione delle attività comuni per il loro godimento a beneficio dei singoli condòmini.

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Secondo quali modelli ? Al momento il discorso è ancora aperto. Potrebbe essere immaginato che il condominio abbia la facoltà di richiedere all'impresa distributrice di connettere alla rete le varie unità di consumo che costituiscono il condominio attraverso un solo punto di connessione, ovvero che più condòmini possano decidere di mettersi insieme di richiedere che essi vengano trattati dal punto di vista tariffario come un tutt'uno. Al momento la materia è ancora in evoluzione.

Una volta che sarà stabilito il modello l'attività di amministrazione sarà sicuramente interessata in quanto servirà trattare la questione di come l'assemblea possa decidere di agire in forma collettiva al fine dell'uso dell'energia elettrica prodotta dall'impianto comune così come tale energia debba essere "amministrata" internamente. Torneremo presto sul tema.

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