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Con lo Sblocca-Italia più facile effettuare determinati lavori in casa.
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Con lo Sblocca-Italia più facile effettuare determinati lavori in casa.

Basterà solo una comunicazione di inizio lavori asseverata da un professionista abilitato

Dott. Ivan Meo 

Per le ristrutturazioni non sarà necessaria l'autorizzazione del Comune ma solo una semplice comunicazione. Obbligatoria la presenza di un professionista.

Annunciato con tanti proclami, finalmente venerdì scorso si è concluso il Consiglio dei Ministri con cui si sono delineati i punti essenziali del decreto legge Sblocca Italia che contiene una serie di misure in merito alla semplificazione edilizia. Tredici sono gli articoli dedicati all'edilizia domestica.

Ma è opportuno rilevare che i tecnici, sono tutt'ora al lavoro, per individuare le coperture necessarie.

Le dichiarazioni del Ministro. "Gli interventi di ristrutturazione in casa propria non dovranno più essere autorizzati dal Comune; il cittadino sarà tenuto ad inviare soltanto una comunicazione, dopodiché potrà iniziare i lavori". "Sono padrone in casa mia, perché dovrebbe servirmi un'autorizzazione per spostare una porta?" .

Con queste dichiarazioni, rilasciate al termine della riunione del consiglio dei Ministri il Ministro Lupi, ha spiegato, in buona sostanza, la portata innovativa di una delle norme che rivoluzionerà le modalità in cui si potranno effettuare i lavori nella propria casa perché oltre a prevedere un iter più svelto e privo di lungaggini burocratiche.

La norma, si spera, avrà maggiore impatto sui proprietari di casa che, tramite una semplice comunicazione di inizio lavori «asseverata» da un professionista potranno effettuare l'accorpamento di due o più appartamenti in uno o, al contrario, il frazionamento di un immobile grande in due o più unità.

Il testo dell'articolo. Al Testo Unico Edilizia (DPR n. 380/2001) verrà inserita la seguente norma: " sono altresì classificati come manutenzione straordinaria gli interventi consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione delle opere anche se comportano la variazione del carico urbanistico purché si mantenga l'originaria destinazione d' uso".

Fino a oggi, invece, il frazionamento o l'accorpamento delle unità immobiliari erano considerati come nuove costruzioni che richiedono il permesso di costruire e il contributo di costruzione.

Semplificazione delle autorizzazioni. I lavori "liberalizzati". La bozza dell'articolo prevede due tipologie di lavori:

· accorpamento: vengono unite due unità immobiliari adiacenti;

· suddivisione: immobili di grande dimensione vengono suddivisi in più di uno.

La bozza del decreto assimila accorpamento e frazionamento alla manutenzione straordinaria (e quindi alla procedura semplificata prevista per questa categoria di opere) alla sola condizione che non vi sia il cambio di destinazione degli immobili (mutamento rilevante della destinazione di utilizzo dell'immobile diversa da quella originaria), ed un aumento di volumetria.

Facciamo un esempio: non si può realizzare con iter facilitato l'accorpamento tra una casa e un ufficio o ricavare da un grande ufficio uno studio e una casa, perché il cambio la destinazione d'uso non è previsto per questo tipo di iter.

Quindi, per gli interventi edilizi che consistono nell'accorpamento di due o più alloggi in uno, nell'abbattimento di un tramezzo per accorpare due camere, o al contrario nel frazionamento in due o più unità di un immobile (creazione di nuove stanze senza l'aumento delle volumetria), basterà solo una comunicazione di inizio lavori asseverata da un professionista abilitato che certifichi la stabilità della struttura dell'edificio.

Finora frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari richiedevano il permesso di costruire e il pagamento del contributo di costruzione. Ora verranno equiparati alla manutenzione straordinaria.

La novità rispetto è che con il decreto Sblocca Italia saranno soggetti a semplice comunicazione anche gli interventi sulle parti strutturali, operazione che finora richiedeva la richiesta di una specifica autorizzazione.

Secondo il Ministro Lupi con questa norma "il cittadino diventa padrone in casa propria e può fare liberamente lavori (abbattere tramezzi, creare nuove stanze, spostare porte...) purché non cambi la volumetria. Basta una semplice comunicazione al Comune".

L'asseverazione. Per queste tipologie di lavori sarà pur sempre necessaria la presenza di un professionista abilitato (geometra, architetto, ingegnere) salvo nel caso in cui i lavori da compiere non si configurino come semplici operazioni di manutenzione ordinaria.

Il professionista dovrà occuparsi sola della redazione del progetto e della sua presentazione in comune o seguire anche i lavori e occuparsi del collaudo delle opere.

Il professionista serve a certificare che non si sta pregiudicando la stabilità e la sicurezza della struttura dell'edificio.

Si paga solo una sanzione nel caso la comunicazione dei lavori avvenga quando questi siano già cominciati o già finiti.

=> Lavori edili e danni a terzi: quali responsabilità per le frane?

Cerca: lavori professionista due

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Simone G
Simone G venerdì 04 settembre 2015 alle ore 09:02

buongiorno ,puo qualcuno darmi una mano ? io ho una casa singola con cantina piano terra e primo piano piu soffitta..la prima domanda è questa :la casa ha gia una scala che unisce i piani potrei farne un altra dalla parte opposta naturalmente senza modificare le parti strutturali?la seconda è la soffitta posso farla diventare mansarda abbattendo un muro divisorio?da come interpreto io mi sembra di si cosa mi potete dire?grazie anticipatamente..ps:esiste un qualcosa una lista o un articolo dove descrive le opere di fatto che si possono fare internamente??

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