72847 utenti registrati

Degrado e di insalubrità di un edificio: muffe nelle murature e negli ambienti. Come intervenire?

Muffa al soffitto? Come intervenire?

 

Natura del problema e possibili interventi
Il problema della presenza di umidità nelle murature e negli ambienti è una delle cause principali di degrado e di insalubrità di un edificio. Le macchie (vere e proprie alterazioni biologiche), le muffe, il distacco o l’esfoliazione degli intonaci e dei rivestimenti, le efflorescenze, sono indicativi del fenomeno infiltrativo causa, a lungo andare, di fenomeni di ben più vasta portata, quali la stabilità stessa degli edifici, la putrefazione delle strutture lignee, la disgregazione delle fondazioni e anche problemi per la salute degli occupanti.
 
Il caso in questione evidenzia come causa principale della presenza di muffa, le infiltrazioni derivanti da cattiva o scarsa impermeabilizzazione dell’involucro esterno, identificabile sia nel solaio che nella facciata, oltreché in una scarsa manutenzione da parte dell’ente collettivo custode dell’immobile.
 
Muffa al soffittoRelativamente all’isolamento della copertura, spesso la cattiva posa in opera della guaina impermeabilizzante sul manto di chiusura, causa infiltrazione di acqua meteorica al di sotto del pavimento stesso, con conseguenti formazioni di condensa e di muffe sul soffitto dell’unità immobiliare immediatamente sottostante. La membrana isolante, infatti, viene impiegata per impermeabilizzare le coperture piane e le murature fuori terra, così da evitare infiltrazioni di acqua sia alla sommità che a livello delle fondazioni. La loro capacità di resistere a lungo alle sollecitazioni meccaniche, alle variazioni di temperatura, alle intemperie e agli agenti di degrado, ne permette l’impiego in qualsiasi situazione ambientale.
 
Muffa al soffitto 2 La durata dell’impermeabilizzazione in solai di copertura, è strettamente legata alla qualità dei materiali impiegati che, oltre all’impenetrabilità dell’acqua, devono possedere e mantenere a lungo ottime doti di resistenza alle sollecitazioni meccaniche dovute all’esposizione, al punzonamento e alla lacerazione, oltreché alla corretta posa in opera dello stesso materiale. Sulle coperture piane, la posa più frequentemente impiegata è quella con sistemi a secco e strato di zavorra, composto da ghiaia arrotondata e lavata o da riquadri in calcestruzzo posati sullo strato di impermeabilizzazione; per le coperture piane particolarmente leggere, invece, la posa viene realizzata con la tecnica del fissaggio meccanico.
 
Altra via di penetrazione dell’acqua meteorica e dell’umidità sono le facciate dell’edificio che, ove presentano una coibentazione carente delle strutture orizzontali e verticali, causano comparsa di muffe e condensa sulle pareti e in corrispondenza delle finestrature e dei cassonetti degli avvolgibili. In tal caso, le soluzioni sono da ricercarsi in isolamenti a cappotto delle pareti o all’applicazione di contropareti esterne con creazione di intercapedini per la ventilazione intermedia. Certo, la soluzione più efficace è nell’abbinamento di entrambe le soluzioni: una facciata ventilata, integrata da una coibentazione termica “a cappotto”, costituisce la più sicura ed evidente soluzione tecnologica per la riduzione dei ponti termici, specialmente nel contesto della ristrutturazione e riqualificazione di vecchi edifici, ove maggiormente si riscontrano importanti formazioni di macchie di umidità e conseguenti muffe (il naturale fluire del calore dall’interno verso l’esterno favorisce la formazione di condense e muffe).
 
Ciò è causato dalla disomogeneità dell’isolamento, determinata dai cosiddetti “ponti termici”, cioè dagli interstizi dovuti alle diverse dilatazioni termiche dei vari materiali costruttivi in contatto fra loro. Una drastica riduzione di questi ponti termici può ottenersi esclusivamente con un’attenta ed integrale cappottatura dell’edificio, nel contesto di un rivestimento a “facciata ventilata”, la cui peculiarità tecnica è quella di costituire un paramento esterno, distanziato dalla struttura portante, in modo tale da consentire, oltre che una buona coibentazione esterna, la formazione di un’intercapedine idonea allo scorrimento di un flusso d’aria ad “effetto camino”.
Un’ultima soluzione può ricercarsi nel foderare le pareti dall’interno con contropareti in grado di eliminare la comparsa di muffe. Le contropareti sono normalmente munite di barriera al vapore all’interno (questo tipo di isolamento consente di ottenere un ambiente che, in fase di avvio dell’impianto di riscaldamento, si riscalda rapidamente poichè viene scaldata solo l’aria e non la struttura muraria. È sicuramente la soluzione migliore per edifici ad uso discontinuo.
 
Umidità e infiltrazioni in appartamento: analisi dell’origine e rimedi
Per un risanamento efficace e duraturo, è fondamentale determinare l’origine e intervenire sulle cause. Nell’immagine sottostante possiamo identificare la tipologia delle cause che possono determinare la presenza di umidità in un edificio.
 
Nel dettaglio:
 
  • umidità ascendente: fenomeno di risalita capillare nelle murature a contatto con terreno umido o falda acquifera;
  • umidità da acqua meteorica: umidità su superfici esterne delle murature, conseguenza diretta delle precipitazioni atmosferiche;
  • umidità da condensazione: fenomeno superficiale ed interstiziale delle pareti. In un bagno, in una cucina o in un seminterrato le macchie e gli aloni di umidità si manifestano in inverno, a causa dell’umidità di condensa, ossia l’umidità sotto forma di vapore che, toccando una superficie fredda, si trasforma in acqua, oppure a causa della rottura o l’intasamento delle tubature che vanno dal tetto verso il suolo. L’umidità di condensa può formarsi anche al di sotto dei pavimenti, ad esempio sotto le mattonelle, dove la muffa tra le fughe ne crea il distacco, o sotto un rivestimento in parquet, dove si verificano rigonfiamenti dei listelli di legno.
  • umidità di costruzione: si verifica nella struttura durante e immediatamente dopo i lavori di costruzione o ristrutturazione, per presenza di acqua nella preparazione a umido dei materiale edili e alla sua evaporazione durante le fasi di consolidamento;
  • umidità di origine accidentale: provocata da infiltrazioni e perdite in corrispondenza di quelle parti della costruzione a diretto contatto con acqua, quali murature confinanti con terreni umidi, cisterne, impianti idrosanitari, scarichi, pluviali, coperture.

 
Nel caso di presenza di umidità o infiltrazioni causate da rottura di tubazioni dell’impianto idrico, il problema si manifesta in maniera chiara con la comparsa sull’intradosso del solaio di copertura di un vano, di macchie d’umidità (che possono anche diramarsi lungo le pareti verticali in base alla gravità del danno); inoltre, è facile notare anche l’ammaloramento di parte dell’intonaco, financo al distacco di porzioni di intonaco dal solaio o dalle pareti.
 


 
Il semplice esame visivo della situazione dei luoghi, può consentire di individuare le possibili cause del danno provocato (solitamente, la rottura delle tubazioni di carico o scarico dell’impianto idrico). Tuttavia, non essendo possibile escludere eventuali altre concause, connesse ad esempio con la condizione effettiva dei tubi, delle braghe e dei collegamenti, sarebbe opportuno, per risalire all’origine delle perdite di acqua e alla individuazione dei guasti, procedere all’ispezione degli scarichi e all’esame dei relativi raccordi, ivi compresi quelli di collegamento alla colonna principale.
 
È chiaro che in una condizione di rottura, non si può far altro che sostituire i pezzi deteriorati o difettosi e in caso di impianti oramai fatiscenti, sarebbe conveniente realizzare un impianto completamente nuovo.
  Ricevi ogni settimana le ultime novità per email. Iscriviti alla newsletter.
Più di 65.000 iscritti. Fatti furbo, E' GRATIS!Scopri perchè è importante iscriversi
Commenta la notizia
Dello stesso argomento
  1. Quando la giusta inclinazione del solaio non può ritenersi una difformità o variazione essenziale Quando la giusta inclinazione del solaio non può ritenersi una difformità o variazione essenziale
    Realizzazione di un solaio di copertura ad un vuoto tecnico per garantire una corretta pendenza per lo scorrimento dell'acqua piovana, anche se in difformità rispetto al progetto autorizzato, non può essere condannato all'abbattimento.
  2. Infiltrazioni e muffa. Anche i danni esistenziali vanno risarciti. Infiltrazioni e muffa. Anche i danni esistenziali vanno risarciti.
    Muffa causata dalle infiltrazioni provenienti dalle pareti perimetrali comuni: il condominio deve risarcire al proprietario i danni patrimoniali ed esistenziali, salvo la rivalsa nei confronti del costruttore dell'immobile.
  3. La tenda da sole e la grondaia: quando possono considerarsi opere abusive? La tenda da sole e la grondaia: quando possono considerarsi opere abusive?
    Le tende da sole e la grondaia per lo scolo delle acque piovane quando possono considerarsi abusive?
  4. Problema umidità. Analisi dell'isolamento ed indicazioni per la risoluzione Problema umidità. Analisi dell'isolamento ed indicazioni per la risoluzione
    Alcuni rimedi per l'umidità: analisi sui sistemi di isolamento delle parti strutturali.
  5. L'umidità e le problematiche connesse. Analisi del fenomeno L'umidità e le problematiche connesse. Analisi del fenomeno
    L'umidità negli appartamenti e le problematiche connesse. Tutte le cause.
Da non perdere