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Gennaro.Ferraroni

Distacco da impianto di riscaldamento centralizzato

Buonasera,

chiedo a voi delucidazioni per capire.

Premetto che sono amministratore di condominio (fresco di corso ed esame) da un paio di mesi,

in base alla nuova riforma ora i condomini possono staccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato se rispettano determinati paletti, tra i quali uno cita "chi si distacca non deve creare un aggravio di spese agli altri condomini".

Qui sorge il mio problema, in un condominio da me amministrato, un condomino ha una proprietà sfitta ormai da 5 anni e non consuma gas per il riscaldamento avendo chiuso l'impianto del suo appartamento, ma ovviamente contribuisce al pagamento delle bollette del gas in relazione ai suoi millesimi di proprietà.

Questo condomino mi chiede di staccarsi dall'impianto centralizzato, quindi cosi facendo, andrebbe solo a pagare le spese di sua compentenza per la manutenzione straordinaria e la conservazione dell'impianto centrale e non più le bollette facendo gravare tutte le spese sugli altri condomini che arriverebbero a pagare di più ed uno dei paletti della nuova riforma ostacolerebbe la sua possibilità di distacco.

 

E' corretto?

 

Qualcuno riesce ad illuminarmi?

 

Grazie mille in anticipo!

 

Gennaro Ferraroni

Verifica, prima di tutto, le norme emanate dalla tua Regione. Se non erro, come in Piemonte ed in Lombardia, anche da Voi è vietato il distacco.

Ti ringrazio per la dritta ed effettivamente ho letto anche io che in Emilia Romagna è vietato ma se non ho capito male non dovrebbe essere più cosi dal 18 giugno. E' proprio questo che mi manda in cofusione.

Ove una Regione abbia emanato delle norme più restrittive della normativa nazionale, queste hanno la prevalenza. Tieni sempre presente che molte caldaie autonome (spesso malcontrollate) sono molto più inquinanti di una sola caldaia sotto costante controllo.

Ti suggerirei di cercare nel forum le discussioni di un Grande del settore: Fabio.P. In quella che troverai al link qui sotto, spiega brevemente, ma con chiarezza, come sia difficile -anche qualora non fosse vietato dalla norma regionale- distaccarsi senza aggravio di spesa per gli altri (come prevede la Riforma).

https://www.condominioweb.com/forum/quesito/riscaldamento-da-centralizzato-ad-autonomo-52869/

http://www.anacilombardia.com/files/Articoli/534/Distacco%20e%20divieti%20completo%2027%201%202014.pdf

Quì potete trovare un ordinanza del tribunale di torino del 20 gennaio 2014 post legge 220 e post legge regionale.

Quindi il distacco non può essere vietato dal condominio. punto.

la regione potrebbe richiedere che l'impianto termico se realizzato( potrebbe anche non esistere, potreste anche riscaldarvi facendo funzionare il forno a gas o accendendo la pompa di calore del condizionatore) sia adeguato al raggiungimento di specifici livelli di efficienza. In pratica se il condominio spreca non importa a nessuno se tu intendi risparmiare o segui la normativa o niente, ma questa è un altra storia.

Rimane il discorso condotto di scarico ed eventualmente calcolo dell'aggravio di costo

Attenzione:

 

Coloro i quali si distaccano dall'uso dell'impianto di riscaldamento “continuano ad essere obbligati a partecipare alle spese di consumo del carburante o di esercizio se e nella misura in cui il distacco non ha comportato una diminuzione degli oneri del servizio a carico degli altri condomini, perché se il costo di esercizio dell'impianto (rappresentato anche dall'acquisto di carburante necessario per l'esercizio dell'impianto) dopo il distacco non è diminuito e se la quota non sarebbe posta a carico del condomino distaccante, gli altri condomini sarebbero aggravati nella loro posizione dovendo farsi carico anche della quota spettante ai condomino distaccato”

Cass. 30 aprile 2014 n. 9526

Di seguito le considerazioni che hanno portato alla decisione dei giudici : In particolare, la sentenza ha affermato che il CTU nella sua indagine, piu' approfondita da quella effettuata in sede di atp aveva verificato che: 1) il quantitativo di gasolio consumato nell'esercizio dell'impianto di riscaldamento comune negli anni successivi al distacco non era diminuito; 2) le modalita' del distacco erano stati tali da non escludere completamente le unita' degli attori dalla fruizione, sia pure in misura marginale, del calore erogato dall'impianto comune. Secondo il condominio quest'ultima affermazione si ricollega al rilevo del suo ctp (per altro contrastante con l'atp) secondo cui il ramo secondario che serviva i condomini era rimasto in esercizio e, avendo i condomini unicamente scollegato i radiatori, gli opponenti continuavano a godere del calore trasmesso dai tubi dell'impianto centralizzato che attraversavano le loro proprieta' individuali.

 

Pertanto, non essendo diminuito il costo di funzionamento dell'impianto di riscaldamento centralizzato, successivamente al distacco di cui si dice, la Corte di merito, ha ritenuto legittima la delibera condominiale che aveva posto a carico di V. - S. la quota loro spettante in ordine al consumo di gasolio necessario per il riscaldamento centralizzato, anche se gli stessi non avevano goduto del relativo servizio. 1.2.- E, a ben vedere, la conclusione cui e' pervenuta la Corte milanese, connessa semplicemente al dato che il costo per rimpianto di riscaldamento di cui si dice successivamente al distacco non era diminuito e che le relazioni peritali non avevano evidenziato ragioni (della mancata diminuzione del costo di gestione) favorevoli alla posizione dei V. e S., non solo e' condivisibile ma e' anche esaustiva, e coerente alla normativa condominiale.

 

il punto della sentenza è quello evidenziato , quindi vi prego non facciamo terrorismo. Chi si vuole distaccare dal centralizzato non deve . e quindi deve dimostrarlo . Piani terra ed ultimi pochi problemi a dimostrarlo per gli altri conviene concordare una contribuzione in percentuale rispetto ai singoli casi.

Di seguito le considerazioni che hanno portato alla decisione dei giudici : In particolare, la sentenza ha affermato che il CTU nella sua indagine, piu' approfondita da quella effettuata in sede di atp aveva verificato che: 1) il quantitativo di gasolio consumato nell'esercizio dell'impianto di riscaldamento comune negli anni successivi al distacco non era diminuito; 2) le modalita' del distacco erano stati tali da non escludere completamente le unita' degli attori dalla fruizione, sia pure in misura marginale, del calore erogato dall'impianto comune. Secondo il condominio quest'ultima affermazione si ricollega al rilevo del suo ctp (per altro contrastante con l'atp) secondo cui il ramo secondario che serviva i condomini era rimasto in esercizio e, avendo i condomini unicamente scollegato i radiatori, gli opponenti continuavano a godere del calore trasmesso dai tubi dell'impianto centralizzato che attraversavano le loro proprieta' individuali.

 

Pertanto, non essendo diminuito il costo di funzionamento dell'impianto di riscaldamento centralizzato, successivamente al distacco di cui si dice, la Corte di merito, ha ritenuto legittima la delibera condominiale che aveva posto a carico di V. - S. la quota loro spettante in ordine al consumo di gasolio necessario per il riscaldamento centralizzato, anche se gli stessi non avevano goduto del relativo servizio. 1.2.- E, a ben vedere, la conclusione cui e' pervenuta la Corte milanese, connessa semplicemente al dato che il costo per rimpianto di riscaldamento di cui si dice successivamente al distacco non era diminuito e che le relazioni peritali non avevano evidenziato ragioni (della mancata diminuzione del costo di gestione) favorevoli alla posizione dei V. e S., non solo e' condivisibile ma e' anche esaustiva, e coerente alla normativa condominiale.

 

il punto della sentenza è quello evidenziato , quindi vi prego non facciamo terrorismo. Chi si vuole distaccare dal centralizzato non deve . e quindi deve dimostrarlo . Piani terra ed ultimi pochi problemi a dimostrarlo per gli altri conviene concordare una contribuzione in percentuale rispetto ai singoli casi.

buonasera,

la opinione e' che chiunque possa procedere al distacco dal centralizzato, basta che segua le norme in essere.

Anche dove le regioni lo vietano e' possibile, basta dimostrare un minor consumo energetico.

Ovvio che il distacco non e' un semplice "taglio i tubi del centralizzato, una caldaietta e via...."

Questo è' assolutamente illogico e non conforme.

Devono quidi essere valutati i sistemi edificio-impianto che si lasciano e che si costruiscono, valutati gli isolamenti termici e quanto necessario a garantire un minor consumo.

il centralizzato non deve subire scompensi o danni economici, l'autonomia deve sottostare ai vincoli di nuovo impianto.

queste spese sono esorbitanti e sempre mai ammortizzabili in tempi ragionevoli.

 

Tutti possono staccarsi ...devono però essere pronti a spendere un sacco di soldi ....molto meglio riqualificare un centralizzato.

salve, la libertà ha sempre un prezzo.

Facciamo un po chiarezza sulla questione riscaldamento condominiale e mi riferisco all' 80/% degli impianti centralizzati in appartamenti anni 70 con una classe energetica scandalosa. la maggior parte degli appartamenti di questi palazzi è abitata per un tempo inferiore a quello dell'accensione degli impianti : energia sprecata!! con infissi monovetro con delle trasmittanze da brivido. con temperature fuorilegge che spesso spingono ad aprire le finestre , una vergogna!! Poi c'è chi vuole girare a natale per casa in mutande e chi il 15 ottobre o anche prima complici i comuni chiedono l'accensione agli amministratori che ormai ordinano l'accensione il primo giorno utile.

Mi rendo conto che viviamo in italia ma ci siamo proprio bevuti il cervello?

Capisco chi vuole mantenere dei privilegi avendo il proprio appartamento riscaldato dividendo i costi con chi non ne avrebbe necessità , proprio non capisco però i tecnici o quelli che si ritengono tali quando difendono il centralizzato appellandosi ad una maggiore efficienza. Quello che conta per la collettività e per la libertà del singolo non è l'efficienza ma i consumi totali e vi assicuro che noi italiani riusciamo a ragionare meglio quando prendiamo in mano il portafogli. Uno studio dell'università di Parma ha proprio dimostrato ciò. Poi ci sono le demenziali leggi regionali che ti impongono o di continuare a sprecare o di raggiungere nel nuovo impianto rendimenti e uso di f.e.r. che difficilmente si possono raggiungere in un condominio e per finire qualche giudice che prende la perizia del ctu e senza neanche accendere il cervello sentenzia . Io dico è possibile che i consumi non si siano ridotti proporzionalmente ma come si fa a dire che i consumi non si sono ridotti se una unità abitativa si è distaccata è come dire chiudo il radiatore in una stanza e consumo lo stesso . comunque invito a tutti coloro che intendono operare un distacco di non lasciarsi intimorire non è a costo zero ma non è impossibile.

salve, la libertà ha sempre un prezzo.

Facciamo un po chiarezza sulla questione riscaldamento condominiale e mi riferisco all' 80/% degli impianti centralizzati in appartamenti anni 70 con una classe energetica scandalosa. la maggior parte degli appartamenti di questi palazzi è abitata per un tempo inferiore a quello dell'accensione degli impianti : energia sprecata!! con infissi monovetro con delle trasmittanze da brivido. con temperature fuorilegge che spesso spingono ad aprire le finestre , una vergogna!! Poi c'è chi vuole girare a natale per casa in mutande e chi il 15 ottobre o anche prima complici i comuni chiedono l'accensione agli amministratori che ormai ordinano l'accensione il primo giorno utile.

Mi rendo conto che viviamo in italia ma ci siamo proprio bevuti il cervello?

Capisco chi vuole mantenere dei privilegi avendo il proprio appartamento riscaldato dividendo i costi con chi non ne avrebbe necessità , proprio non capisco però i tecnici o quelli che si ritengono tali quando difendono il centralizzato appellandosi ad una maggiore efficienza. Quello che conta per la collettività e per la libertà del singolo non è l'efficienza ma i consumi totali e vi assicuro che noi italiani riusciamo a ragionare meglio quando prendiamo in mano il portafogli. Uno studio dell'università di Parma ha proprio dimostrato ciò. Poi ci sono le demenziali leggi regionali che ti impongono o di continuare a sprecare o di raggiungere nel nuovo impianto rendimenti e uso di f.e.r. che difficilmente si possono raggiungere in un condominio e per finire qualche giudice che prende la perizia del ctu e senza neanche accendere il cervello sentenzia . Io dico è possibile che i consumi non si siano ridotti proporzionalmente ma come si fa a dire che i consumi non si sono ridotti se una unità abitativa si è distaccata è come dire chiudo il radiatore in una stanza e consumo lo stesso . comunque invito a tutti coloro che intendono operare un distacco di non lasciarsi intimorire non è a costo zero ma non è impossibile.

buonasera,

esistono le valvole termostatiche attive e passive che possono aiutare a meglio regolare le temperature abbinate ai ripartitori che suddividono le spese in funzione dei reali consumi.

Chi cambierà la finestre o migliorerà gli isolamenti termici sarà premiato da minor consumo.

Questo con un costo limitato, facilmente ammortizzabile.

 

Chi vorra' rendersi autonomo con una preistorica caldaietta a combustibile fossile potrà farlo, basta che segua le regole e che sia pronto a spendere un sacco di soldi.

buonasera,

esistono le valvole termostatiche attive e passive che possono aiutare a meglio regolare le temperature abbinate ai ripartitori che suddividono le spese in funzione dei reali consumi.

Chi cambierà la finestre o migliorerà gli isolamenti termici sarà premiato da minor consumo.

Questo con un costo limitato, facilmente ammortizzabile.

 

Chi vorra' rendersi autonomo con una preistorica caldaietta a combustibile fossile potrà farlo, basta che segua le regole e che sia pronto a spendere un sacco di soldi.

Buongiorno sono d'accordo con te che è assurdo bruciare metano a 1000 gradi per avere acqua a 50 gradi ma non riesco a capire la futuristica concezione della caldaiona da un milione di Kcal che la differenzia dalla preistorica caldaietta. Vogliamo parlare seriamente senza preconcetti del consumo dei generatori collettivi? Forse mi ripeto ma è un enorme errore privilegiare questi ultimi perchè la maggiore efficienza teorica viene ampiamente annullata dalle perdite per trasmissione e dal fatto che si riscaldano ambienti quando non richiesto. Anche per la generazione elettrica la preistorica concezione della megacentrale lascia il posto alla generazione distribuita . Quella delle valvole termostatiche in edifici senza adeguati isolamenti termici ed è di quelli che stiamo parlando è solo un modo per complicare le cose si ridurranno si in parte i consumi totali ma a quel punto il furto di calore verrà legittimato esempio appartamento centrale paga 30% dei consumi generali e si riscada a scrocco. UN gran pasticcio troppi attori troppe chiacchiere forse per tutti i tecnici è ora di riprendere a studiare . Saluti

Buongiorno sono d'accordo con te che è assurdo bruciare metano a 1000 gradi per avere acqua a 50 gradi ma non riesco a capire la futuristica concezione della caldaiona da un milione di Kcal che la differenzia dalla preistorica caldaietta. Vogliamo parlare seriamente senza preconcetti del consumo dei generatori collettivi? Forse mi ripeto ma è un enorme errore privilegiare questi ultimi perchè la maggiore efficienza teorica viene ampiamente annullata dalle perdite per trasmissione e dal fatto che si riscaldano ambienti quando non richiesto. Anche per la generazione elettrica la preistorica concezione della megacentrale lascia il posto alla generazione distribuita . Quella delle valvole termostatiche in edifici senza adeguati isolamenti termici ed è di quelli che stiamo parlando è solo un modo per complicare le cose si ridurranno si in parte i consumi totali ma a quel punto il furto di calore verrà legittimato esempio appartamento centrale paga 30% dei consumi generali e si riscada a scrocco. UN gran pasticcio troppi attori troppe chiacchiere forse per tutti i tecnici è ora di riprendere a studiare . Saluti

Buongiorno,

ritengo sia doveroso considerare che il minor consumo non deriva dalla semplice sostituzione da centralizzato ad autonomo, ma invece dalle opere di isolamento termico.

Altrettanto chiaro è che il riscaldamento non è come l'illuiminazione elettrica ove basta accedenre per avere il servizio. per garantire il confort ambientale è infatti necessario accumulare calore nelle strutture e garantire la loro temperatura media superficiale non inferiore a 18° C.

 

In funzione di quanto sopra appare evidente che non è possibile pensare ad un edicio multi appartamento in cui ac cendo le caldaiette per il periodo strettamente necessario all'occupazione (pareti fredde, condense e confort minimo).

 

Gestire un gruppo di generatori di calore autonomi come in un eduficio multiappartamento è costoso è spesso inefficace.

Garantire il corretto esercizio di un singolo generatore di calore è molto piu semplice ed efficace.

 

Negli impianti centralizzati è facile ottenere il funzionamento autono tramite zone o termostatiche, infatti l'edilizia e l'impiantistica si sono evolute verso questo.

 

In merito alla potenza bruciata vorrei far rilevare che il fabbisogno termico di un appartamento in zona E (nord italia) di costruzione anni 70 è pari a circa kW 5 (80 mq lordi).

Quindi un ipotetico condominio di 10 appartamenti su cinque piani con termostatiche e circuito a portata variabile con caldaia a condensazione con invio a te di progetto pari a 85° C con salto termico elevato puo funzionare con caldaia da kW 50.

 

Lo stesso condominio con caldaiette tradizionali (turbo etc) in ogni appartamento ha caldaia da kW 25, quindi potenza totale nominale di kW 250 (25x10).

le caldaiette possono modulare in parte la potenza bruciata, ma con notevole abbassamento del rendimento di combustione.

 

La comparazione tra il centralizzato e l'autonomo deve essere eseguita sul sistema edificio-impianto, non deve essere paragonata ad un impianto di on-off al pari delle lampadine.

Questo è oggetto di studio da parte dei tecnici del settore, studio che quotidianamente si compara con ciò che si rileva in campo.

Scusate, sono nuova, che forum utile!

A propsito dell'obbligo di adeguarsi al centralizzato con valvole termostatiche, e nuovo modo di conteggiare anche leggevo (cioè meno i primi piani), entro il 2016...è SICURA questa cosa?

Io sto per comprare casa. Ho trovato quello che voglio, dove voglio, ad un prezzo davvero vantaggioso. MA....le spese condominiali sono altissime, 2100 euro circa (condominio di 12 appartamenti, con giardino pari a un'aiuoletta, non ci sono posti auto esterni..cioè c'è poca petinenza esterna..ascensore, vecchio come quasi tutti i proprietari. c'è anche l'acqua calda, che però si paga in base al consumo con caldaietta a parte), di cui 1400 circa di riscaldamento. Ho fatto un infarto. Tenendo conto poi che io, tra lo stare fuori casa e non essere particolarmente freddolosa, spendo non più di 400 all'anno (con stesso monovetro inutile)...sto ripensandoci seriamente. E sono davvero giù perchè è l'unico problema e non trovo altro di uguale per grandezza/posizione/prezzo. Se però ci fosse sta cosa potrei anche sopportare per un paio d'anni, con sacrifici ma vabbè. Solo che l'agente immobiliare, piuttosto giovane, diceva che secondo lui poi chissà se sarà così davvero o se verrà spostato il termine all'anno del mai. Io invece leggendo in giro ho capito che è cosa certa. Insomma chi ha ragione, è cosa certa oppure no? So che tanti condomini nella mia città, Padova, si sono già adeguati e tanti lo stanno già facendo. Sto aspettando comunque risposte anche dall'amministratore.

Buon giorno Salpa65, condivido la tua posizione.

A scuola e all'università ( sono ingegnere termotecnico) mi hanno sempre insegnato che con il riscaldamento centralizzato si risparmia energia ed è più conveniente.

Non ho mai esercitato come libero professionista, ma lavoro da più di 20 anni nei servizi pubblici energetici ( = non vendo caldaie).

Però per dati che dispongo per ragioni di lavoro dimostrano palesemente che il centralizzato, pro u.i., consuma e costa di più dell'autonomo .

Ci sono ragioni tecniche e anche motivi comportamentali.

Evidentemente qualche solone di professore ha fatto da consulente in più di una regione e comune senza fare i conti della serva.

Auspico che questo sia il canto del cigno...

Gentile df0978, sono contento quando qualcuno condivide un mio pensiero , anche perchè ciò accade molto raramente, ma soprattutto , lo sono,quando a farlo è una persona qualificata ed esperta. Mi auguro, proprio per questo che almeno un seme di dubbio si insinui in tutti quelli che, anche su questo forum, vivono nella certezza delle loro convinzioni. MI auguro di trovarti ancora anche se le nostre idee saranno discordi. Io sono in causa con il mio condominio e quindi proverò ad offrire le mie esperienze dirette.

 

Ora però provo a rispondere a catericchia :Dopo Piemonte e Lombardia, sul territorio nazionale coloro che risiedono in edifici con riscaldamento centralizzato dovranno dotarsiEntro il 31 dicembre 2016, di valvole termostatiche con contabilizzatori di calore, pena sanzioni amministrative per il condominio da 500 a 2.500 euro.

 

L’obbligo di termoregolazione e contabilizzazione è previsto all’interno del decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica,

in ogni caso se acquisti quella casa sappi che dovrai pagare una parte dei consumi in maniera fissa ed un' altra in base ai consumi.

Saluti a tutti

La maggior parte delgi impianti sono vetusti (anni 60-70) e attraverso le tubazioni condominiali ( anche di una certa sezione ) ci sono elevate dispersioni di calore, già questo fà pensare, inoltre come si fà a stabilire se il combustibile è diminuito dopo uno o più distacchi, in molti impianti le pompe sono monogiro e se dopo i distacchi non si regola l'impianto diminuendo la portata d'acqua di circolazione (cosa che in pochi fanno) strozzando la valvola e lasciando la temeprature di uscita dalla caldaia sempre la setssa non ci sarà nessuna diminuzione di consumo di combustibile.

Avete mai pensato a quanti appartamenti in condomini anche nuovi sono invenduti o sfitti? Un autobus per muoversi in quattro!

A quanti boiler centralizzati con circuiti di ricircolo lunghissimi sono peraltro ancora alimentati dalle caldaie principali ?

E chi oggi si installa in boiler stagno aggiungendo 200 euro ha anche la caldaia?

E che le caldaie murali possono quasi sempre essere collegate a un radiatore esistente senza rifare l' impianto?

Se poi metti la caldaia in cucina o in bagno l'acqua calda arriva subito senza sprechi ?

Che la manutenzione obbligatoria è ogni 4 anni per i piccoli apparecchi?

Che l'uomo può vivere bene anche a 17 C soprattutto quando si dorme?

Scriverò un decalogo..

Secondo il 1118 c.c. post-riforma e varie sentenze degli ermellini è riconosciuto il distacco dal centrallizzato a determinate condizioni da dimostrare. E se dopo il distacco emerge un aggravio di costi per chi usufruisce del centralizzato, il distaccato dovrà sostenere materialmente questi costi oltre alla manutenzione straordinaria della centrale alla quale comunque non potrà mai sottrarsi.

Ma per gli emiliani-romagnoli (e pure per i piemontesi), non mi stancherò mai di sottolinearlo, vale un divieto al distacco dal centralizzato che risulta prevalente ai summenzionati indirizzi nazionali per effetto di normativa regionale in tema di risparmio energetico: per l'Emilia Romagna tale limitazione deriva dal D.G.R. 1366/2011.

In particolare nel D.G.R. 1366/2011 allegato II punto 9 si legge: “In tutti gli edifici esistenti con un numero di unita immobiliari superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell'impianto centralizzato maggiore o uguale a 100 kW, appartenenti alle categorie E1 ed E2, cosi come classificati in base alla destinazione d’uso all’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.412 (edifici adibiti a residenza o uffici ed assimilabili), nel caso di interventi di ristrutturazione dell’impianto termico non e possibile prevedere la trasformazione da impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unita immobiliare. E’ possibile derogare a tale obbligo in presenza di specifica relazione sottoscritta da un tecnico abilitato che attesti il conseguimento mediante tale trasformazione di un miglior rendimento energetico dell’edificio rispetto a quello conseguibile con la ristrutturazione dell’impianto centralizzato”.

E ancora, sempre nel D.G.R. 1366/2011, allegato II punto 10 si legge: “ In tutti gli edifici esistenti con un numero di unita immobiliari superiore a 4, appartenenti alle categorie E1 e E2, cosi come classificati in base alla destinazione d’uso all’articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.412 , in caso di ristrutturazione dell’impianto termico o di installazione dell’impianto termico o di sostituzione del generatore di calore, devono essere realizzati gli interventi necessari per permettere, ove tecnicamente possibile, nel rispetto della normativa tecnica di settore, la contabilizzazione/ripartizione e la termoregolazione del calore per singola unita immobiliare. Gli eventuali impedimentidi natura tecnica alla realizzazione dei predetti interventi, devono essere evidenziati nella relazione tecnica di cui al successivo punto 25”.

Infine, e questo vale per tutto il territorio nazionale, anche un semplice regolamento di condominio contrattuale può vietare il distacco.

Questo perché solo il 2° comma del 1118 c.c. rientra fra gli inderogabili.

Le norme regionali sono scritte per il condominio, non per il singolo condomino e per l'eventuale sua scelta di distacco.

Inizi il condominio a ottemperare al dlgs 102 2014, a pena le sanzioni previste.

L'unica metodologia di valutare le quote che il distaccato deve sostenere è la Uni 10200 2013.

A parte la dubbia validità di un regolamento contrattuale che vieta il distacco dopo sopraggiunta norma primaria di natura imperativa che acconsente di optare per la scelta, il non procedere allo studio del nuovo piano di riparto spese di risc. lo ritengo inadempimento grave del condominio non solo lesivo degli interessi nazionali di risparmio energetico ( tant'è che è prevista sanzione) , ma anche ostacolo ingiustificato alla scelta individuale con i presupposti di atto emulativo nei casi di disaccordo già in essere.

Buongiorno , mi permetto qualche considerazione rispetto alle conclusioni di albano59: quando fai riferimento agli aggravi di costo alla legge codice civile, accosti sentenze di cassazione per rafforzare il loro applicabilità .Quando motivi l'impossibilità al distacco dovuti a leggi regionali non fai lo stesso. Come più volte ripetuto su altri forum invito a leggere integralmente le motivazioni dell'ordinanza del tribunale di torino(dico TORINO in PIEMONTE) del 20 gennaio 2014 che ha respinto il ricorso di un condominio che si opponeva al distacco di un condomino sia per regolamento contrattuale che lo vietava sia per la legge regionale.

Veniamo ora al 1366 del 2011 della regione dove vivo L'Emilia-Romagna. A parte che gli sviluppi giudiziari del piemonte varranno per tutti , la regione afferma che la propria legge, non è in contrasto con la legge nazionale in quanto si occupa di come dovrà essere realizzato un nuovo impianto ed inoltre l'allegato 1 definisce cosa si intende per impianto termico.

A parte ciò mi piacerebbe capire cosa ne pensate del distacco amici del forum .Grazie e buon tempo

Il distacco con la giuste relazione (o perizia che dir si voglia) è possibile, ma resta un enorme azzardo per chi si distacca; se i fatti i consumi i costi dopo l'avvenuto distacco smentiscono la perizia che ha giustificato il distacco, produrranno i loro effetti nefasti sul distaccato.

Al Condominio basta aspettare...

1) se la perizia del distaccato diceva giusto nulla cambia per il Condominio mentre il distaccato dovrebbe risparmiare qualcosina, sempre che non gli costi un patrimonio la sua quota parte per la centrale termica condominiale.

2) se la perizia del distaccato è smentita saranno dolori per il distaccato, visto che i maggiori oneri insorti per la restante compagine condominiale potranno esser richiesti a titolo di danno al distaccato.

Avete mai pensato a quanti appartamenti in condomini anche nuovi sono invenduti o sfitti? Un autobus per muoversi in quattro!

A quanti boiler centralizzati con circuiti di ricircolo lunghissimi sono peraltro ancora alimentati dalle caldaie principali ?

E chi oggi si installa in boiler stagno aggiungendo 200 euro ha anche la caldaia?

E che le caldaie murali possono quasi sempre essere collegate a un radiatore esistente senza rifare l' impianto?

Se poi metti la caldaia in cucina o in bagno l'acqua calda arriva subito senza sprechi ?

Che la manutenzione obbligatoria è ogni 4 anni per i piccoli apparecchi?

Che l'uomo può vivere bene anche a 17 C soprattutto quando si dorme?

Scriverò un decalogo..

bunasera,

credo che sfugga un particolare di fondamentale importanza, cioè non è la caldaia che consuma, ma il riscaldamento ambienti.

Un condominio in classe F consuma tanto sia con il centralizzato che con le caldaietta (..più colle caldaietta perché non sarà mai a regime .... Mancanza di accumulo strutturale).

Per consumare meno basta isolare.

Se un condominio passa a classe F ad E consumerà meno spendendo 100.

Se un condominio vuol spendere meno con l'autonomo deve passare da classe F ad E e creare n impianti autonomi, quondi spenderà 100 + n spese per l'autonomo

 

avete provato a calcolare quanto costa?

avete fatto il calcolo di quanti anni servono per ammortizzare la spesa dell'autonomo?

 

Chiunque sia competente nel settore sa che non basta tagliare i tubi e collegare una caldaietta...

chiunque voglia non spendere, ma investire sa come calcolare il ritorno della spesa.

 

Non pensate che basti cambiare caldaia, per consumare meno e' necessario isolare termocamente.

 

Se se un condominio centralizzato fa gli isolamenti termici e poi vuol passare all'autonomo....può farlo ....questa scavalca ogni veto perché fa consumare meno....

 

ma quanto costa?

conviene?

 

A riqualificare un centralizzato con la termocontabilizzazione attiva e gli isolamenti termici costa molto molto meno e ha esiti migliori

Secondo il 1118 c.c. post-riforma e varie sentenze degli ermellini è riconosciuto il distacco dal centrallizzato a determinate condizioni da dimostrare. E se dopo il distacco emerge un aggravio di costi per chi usufruisce del centralizzato, il distaccato dovrà sostenere materialmente questi costi oltre alla manutenzione straordinaria della centrale alla quale comunque non potrà mai sottrarsi.

Ma per gli emiliani-romagnoli (e pure per i piemontesi), non mi stancherò mai di sottolinearlo, vale un divieto al distacco dal centralizzato che risulta prevalente ai summenzionati indirizzi nazionali per effetto di normativa regionale in tema di risparmio energetico: per l'Emilia Romagna tale limitazione deriva dal D.G.R. 1366/2011.

In particolare nel D.G.R. 1366/2011 allegato II punto 9 si legge: “In tutti gli edifici esistenti con un numero di unita immobiliari superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell'impianto centralizzato maggiore o uguale a 100 kW, appartenenti alle categorie E1 ed E2, cosi come classificati in base alla destinazione d’uso all’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.412 (edifici adibiti a residenza o uffici ed assimilabili), nel caso di interventi di ristrutturazione dell’impianto termico non e possibile prevedere la trasformazione da impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unita immobiliare. E’ possibile derogare a tale obbligo in presenza di specifica relazione sottoscritta da un tecnico abilitato che attesti il conseguimento mediante tale trasformazione di un miglior rendimento energetico dell’edificio rispetto a quello conseguibile con la ristrutturazione dell’impianto centralizzato”.

E ancora, sempre nel D.G.R. 1366/2011, allegato II punto 10 si legge: “ In tutti gli edifici esistenti con un numero di unita immobiliari superiore a 4, appartenenti alle categorie E1 e E2, cosi come classificati in base alla destinazione d’uso all’articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.412 , in caso di ristrutturazione dell’impianto termico o di installazione dell’impianto termico o di sostituzione del generatore di calore, devono essere realizzati gli interventi necessari per permettere, ove tecnicamente possibile, nel rispetto della normativa tecnica di settore, la contabilizzazione/ripartizione e la termoregolazione del calore per singola unita immobiliare. Gli eventuali impedimentidi natura tecnica alla realizzazione dei predetti interventi, devono essere evidenziati nella relazione tecnica di cui al successivo punto 25”.

Infine, e questo vale per tutto il territorio nazionale, anche un semplice regolamento di condominio contrattuale può vietare il distacco.

Questo perché solo il 2° comma del 1118 c.c. rientra fra gli inderogabili.

.....e' scritto anche qui ....

Buonasera Nanojoule

è verissimo ciò che tu affermi sull'isolamento degli edifici.

Ma la questione è che, dati alla mano parlando dell'insieme dei svariati condomini ubicati in più di 20 comuni, non ho mai avuto modo di riscontrare consumi di gas più bassi nei centralizzati rispetto agli autonomi. E questo accade sia per i condomini più vecchi, sia per quelli più più recenti meglio isolati.

Confronti puntuali tra blocchi condominiali strutturalmente identici sempre alimentati a gas naturale, dimostrano addirittura dimezzamenti dei consumi nel blocco convertito ad impianti autonomi.

Alla faccia dei rendimenti di caldaie piccole che lavorano sempre nei regimi transitori, dell'inerzia delle strutture ecc..

Ma mi piace discutere per capire con voi quali fenomeni tecnici, sociali e comportamentali porta a tali risultati.

Forse la gente che si paga direttamente il gas è molto più sensibile al risparmio?Ci si ambienta facilmente ai 17 °C mettendosi una maglia in più e si è più felici pensando che a fine inverno arrivano solo 600 euro di bolletta? Quando la gente è al lavoro non accende la caldaia e alle 17.00 la spara a manetta per tre ore? Integra per caso con qualche pompa di calore che tanto si "eredita" dai condizionatori estivi?

Altre idee?

Buongiorno a tutti ,per esperienza ho appreso che i tecnici più facilmente giungono a soluzioni quando si scontrano su posizioni diverse perchè i numeri a differenza delle parole lasciano meno possibilità interpretative. Molti partecipando ai forum si addentrano nelle complicate leggi estrapolando qualche capoverso o interpretazione fatta da altri, senza però esprimere una posizione propria e motivata che servirebbe alla formazione di un pensiero comune.

Tanto abbiamo capito la situazione è complessa perchè come sempre accade più interessi si scontrano: i diritti acquisiti di coloro che intendono continuare ad avere temperature tropicali e quelli che vedono nello spreco un comportamento deprecabile. Aspetteremo le varie sentenze cassazione . Come già detto, l'università di parma ha effettuato uno studio che dimostra proprio quello che afferma df0978. Ora una domanda esplicita a tutti voi: E' preferibile avere un rendimento teorico probabilmente maggiore o consumi certamente minori .E' su questo che bisogna interrogarsi . il resto è burocratese. A nanojoule dico ti sei chiesto perchè

una cassazione vedi 19893 del 29/9/2011 ha ritenuto che i regolamenti di condominio non possono contenere divieti al distacco perchè? Appena capisco come fare darò mia amicizia a coloro che la chiedono. Saluti

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