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stefania1970

Comodatario lascia casa ma non le chiavi

non dimentichiamo che il saputello non ha neanche portato la residenza in quella casa, pertanto potrebbe anche non aver dichiarato il domicilio la, quindi per me il problema non sussiste.

Ciao, bravissima stai nella stessa identica situazione di lui.

E' chiaro che Peppe 64 non ha colto la mia provocazione, mettendola sul piano strettamente legale è ovvio che ha ragione così come Sister nella sua esposizione.

 

A mio avviso non c'è violazione di domicilio da parte tua in quanto questo ex amico, carte alla mano, non può dimostrare di aver tutt'ora un domicilio in quell'appartemento.

 

Ovviamente se ci fossero dei fatti, delle carte che dimostrerebbero il contrario, appare evidente (anche ai bambini...) che non mi permetterei mai di dirti di sostituire la serratura.

Ciaoi

 

- - - Aggiornato - - -

 

Se fosse scritto da qualche parte allora sì.

Non mi risulta il contrario.

Ciao

 

- - - Aggiornato - - -

 

Ciao, è il ragionamento, provocatorio, che ho sostenuto fino ad adesso.

E' normale che in presenza di altri elementi che giustificherebbero le richieste di questo signore si debba seguire l'iter previsto in questi casi.

Ma, stando così le cose, io, con tutta la buona volontà, anche se Stefania venisse citata per chissà quale reato, vorrei vedere quel giudice, CON GLI ELEMENTI che emergono dal racconto di Stefania, che la condannerebbe.

Ciao

Brico mi sa che ti sfugge che ci sono comunicazioni tra le parti ove si evince che c'e' in essere un comodato d'uso . Non esiste nessun documento ove si attesti che l'ex amico abbia riconsegnato l' immobile . Quindi legalmente l'immobile resta comunque nella disponibilita' dell'ex amico , quindi Stefania non puo' entrare in casa .

 

- - - Aggiornato - - -

 

non dimentichiamo che il saputello non ha neanche portato la residenza in quella casa, pertanto potrebbe anche non aver dichiarato il domicilio la, quindi per me il problema non sussiste.

Non ha importanza se ha o non ha la residenza , avendone attualmente la disponibilita' e' uno dei suoi domicili .

Il reato e' violazione di domicilio non violazione si residenza .

Brico mi sa che ti sfugge che ci sono comunicazioni tra le parti ove si evince che c'e' in essere un comodato d'uso . Non esiste nessun documento ove si attesti che l'ex amico abbia riconsegnato l' immobile . Quindi legalmente l'immobile resta comunque nella disponibilita' dell'ex amico , quindi Stefania non puo' entrare in casa .

 

Sì, lo so, infatti te l'ho scritto prima, non mi è sfuggito questo particolare che fai benissimo a mettere in evidenza, la si può considerare una riconsegna materiale delle chiavi senza verbalizzarla mica sono tutti infarinati su regole, regolette e giurisprudenza del merito.

L'ex amico, a seguito della raccomandata di Stefania, in un primo momento, fa scrivere al suo avvocato quelle corbellerie, perché di queste si tratta e, poi, in qualità di ex amico gli riporta le chiavi consapevole delle sciocchezze scritte, Stefania lo saluta arrivederci, grazie e amici più di prima.

 

Questa deve essere la versione.

E' chiaro che non è andata così ma, visto il comportamento di questo individuo (sarebbe il caso ogni tanto di ricordare l'intento ricattatorio del soggetto e non soltanto l'ipotetica violazione di questo benedetto domicilio....da parte di Stefania) è il minimo che si possa fare senza incorrere in clamorose violazioni di legge.

 

L'individuo non può dimostrare nulla è la sua parola, priva di supporto probatorio, contro la parola di Stefania, che è la proprietaria dell'appartamento, l'intestataria delle utenze pagate fino ad ora, l'utente della nettezza urbana, la pagatrice della TASI, la pagatrice dell'IRPEF e chi più ne ha più ne metta.....

 

L'ex amico chi è?

Nessuno!

 

Peppe, la stessa domanda che ho rivolto a Sister che è un avvocato, quindi molto più esperta e conoscitrice della materia rispetto alla sottoscritta, la rivolgo a te.

 

Poniamo il caso, al contrario e, cioè, se l'individuo avesse effettivamente riconsegnato le chiavi e, vista la vecchia amicizia, vista la non esperienza di Stefania, le avesse prese senza verbalizzare (può succedere tra amici........)e, successivamente, questo ex amico avesse fatto scrivere, quello che ha fatto scrivere dall'azzeccagarbugli di turno, pretendendo le varie assurdità accampate, te che avresti fatto?

Ciao

 

- - - Aggiornato - - -

 

non dimentichiamo che il saputello non ha neanche portato la residenza in quella casa, pertanto potrebbe anche non aver dichiarato il domicilio la, quindi per me il problema non sussiste.

Giusto!

Sono d'accordo, infatti, sono sicura che questo neanche ha eletto domicilio presso questa abitazione e, secondo me, non è come dice Peppe se fosse così.

Ciao

Tra l'altro l'art. 44 del Codice Civile specifica che comunque il domicilio va comunicato.

Sì, lo so, infatti te l'ho scritto prima, non mi è sfuggito questo particolare che fai benissimo a mettere in evidenza, la si può considerare una riconsegna materiale delle chiavi senza verbalizzarla mica sono tutti infarinati su regole, regolette e giurisprudenza del merito.

L'ex amico, a seguito della raccomandata di Stefania, in un primo momento, fa scrivere al suo avvocato quelle corbellerie, perché di queste si tratta e, poi, in qualità di ex amico gli riporta le chiavi consapevole delle sciocchezze scritte, Stefania lo saluta arrivederci, grazie e amici più di prima.

 

Questa deve essere la versione.

E' chiaro che non è andata così ma, visto il comportamento di questo individuo (sarebbe il caso ogni tanto di ricordare l'intento ricattatorio del soggetto e non soltanto l'ipotetica violazione di questo benedetto domicilio....da parte di Stefania) è il minimo che si possa fare senza incorrere in clamorose violazioni di legge.

 

L'individuo non può dimostrare nulla è la sua parola, priva di supporto probatorio, contro la parola di Stefania, che è la proprietaria dell'appartamento, l'intestataria delle utenze pagate fino ad ora, l'utente della nettezza urbana, la pagatrice della TASI, la pagatrice dell'IRPEF e chi più ne ha più ne metta.....

 

L'ex amico chi è?

Nessuno!

 

Peppe, la stessa domanda che ho rivolto a Sister che è un avvocato, quindi molto più esperta e conoscitrice della materia rispetto alla sottoscritta, la rivolgo a te.

 

Poniamo il caso, al contrario e, cioè, se l'individuo avesse effettivamente riconsegnato le chiavi e, vista la vecchia amicizia, vista la non esperienza di Stefania, le avesse prese senza verbalizzare (può succedere tra amici........)e, successivamente, questo ex amico avesse fatto scrivere, quello che ha fatto scrivere dall'azzeccagarbugli di turno, pretendendo le varie assurdità accampate, te che avresti fatto?

Ciao

 

- - - Aggiornato - - -

 

Giusto!

Sono d'accordo, infatti, sono sicura che questo neanche ha eletto domicilio presso questa abitazione e, secondo me, non è come dice Peppe se fosse così.

Ciao

Non e' mica tenuto a comunicare se è o meno un suo domicilio . Io ho alcuni domicili conosciuti a terzi e altri conosciuti solo da miei familiari e altri solo da me . Uno puo' avere molteplici domicili e non per questo e' tenuto a comunicarle a chicchessia , si comunicano solo se si ha interesse a farlo .

Potrebbe essere un suo domicilio che usa per incontrarsi con l'amante e quindi non credo che sia tenuto a comunicarlo a qualcuno .

Non e' mica tenuto a comunicare se è o meno un suo domicilio . Io ho alcuni domicili conosciuti a terzi e altri conosciuti solo da miei familiari e altri solo da me . Uno puo' avere molteplici domicili e non per questo e' tenuto a comunicarle a chicchessia , si comunicano solo se si ha interesse a farlo .

Potrebbe essere un suo domicilio che usa per incontrarsi con l'amante e quindi non credo che sia tenuto a comunicarlo a qualcuno .

Per esempio dalle mie parti se uno prende il domicilio presso un indirizzo si da il caso che le sue generalità debbano essere trasmesse all'urp per poter pagare la tassa sui rifiuti che avverrebbe, invece, in automatico nel caso di residenza ma, nel caso di domicilio, tranne se questa tassa non la paghi qualcuno altro, la deve pagare colui che ha il domicilio presso l'appartamento x.

Ciao

Se fosse usato per l'amante, comunque ci deve essere un contratto di locazione o un comodato (scritto o non scritto è uguale) e non è il caso di Stefania in quanto tra lei ed il suo ex amico non c'è nulla di scritto, oppure sta nelle stesse condizioni di Stefania, il proprietario della casa offerta all'amico per amare la sua donzella.

 

Comunque:

 

Codice Civile

 

Per rendere conoscibile ai terzi il trasferimento della residenza si rende necessaria una denuncia redatta mediante doppia dichiarazione fatta al Comune che si abbandona e a quello dove si fissa la dimora abituale (è questa la forma di pubblicità completa che l'interessato dovrà esperire, al fine di tutela dei terzi di buona fede). Per una completa disamina della normativa in oggetto, si cfr. d.P.R. 30 maggio 1989, n. 223 (Nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente) e L. 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), in particolare l'art. 6 co. 12.

 

Il domicilio "viaggia" con la residenza: qualora questa venga trasferita, e non sia compiuta diversa dichiarazione di elezione di domicilio altrove, vige il generale valore presuntivo delle risultanze anagrafiche. Detta presunzione non opera quando il trasferimento avvenga senza alcuna delle formalità previste dall'art. 31 disp. att. c.c., o con il trasferimento all'estero.

Poi, a prescindere, adesso lascia stare il discorso sulla residenza e domicilio, non andiamo da una altra parte, questo è un vecchio discorso già preso numerose volte.

Invece, toglimi la mia curiosità riguardo la domanda che ho posto prima a Sister o ad altri compreso te ovviamente.

Come risponderesti?

Non mi verrai mica a dire che c'è violazione di domicilio.......!!!!!

Ciao Peppe

Il reato di violazione di domicilio non c'entra nulla con la residenza , esso riguarda un qualsiasi domicilio inteso come privata dimora , il cittadino e' libero di avere quanti domicilio vuole e non esiste obbligo di comunicarlo a chicchessia . Io comunico uno dei miei domicilio se ho interesse nel farlo e non perche' ho un obbligo . Poi se qualcuno ha necessita' di rintracciare come domicilio fa fede la mia residenza anagrafica . Quindi ripeto l'appartamento e' comunque un domicilio dell'ex amico . Il comodato esiste visto che ci sono documenti che lo attestano . Ma non esiste nessun documento che affermi la RICONSEGNA dell' immobile .

 

Comunque Stefania ha gia' ricevuto i giusti consigli da parte del suo avvocato ( che ha in mano tutti gli elementi per valutare )

L'avvocato ha consigliato : Tassativamente di non entrare in casa .

 

Il fatto che l' ex amico non ci abita non significa nulla . Quello che conta e' se c'è stato o meno una riconsegna dell' immobile . E da cio' che afferma Stefania c'e' stata una richiesta di rientrare in possesso dell'immobile ma nessuna riconsegna .

La tutela dell’inviolabilità del domicilio

Aspetti importanti della tutela dell’inviolabilità del domicilio sono:

- il contenuto dei suddetti diritti consiste in un proibire, e anche in un ammettere, certe persone ad entrare nel proprio domicilio;

- tali diritti tutelano non la proprietà, ma la persona e i suoi diritti di libertà personale;

- la tutela domiciliare sta alla base di tutta una larga serie di tutele di altri beni costituzionali (libertà di associazione, libertà di culto, libertà di iniziativa economica, ecc…);

- la tutela domiciliare è concessa a prescindere dalla regolarità giuridica del possesso o della proprietà del luogo, basta una situazione di fatto che realizzi una delle tre situazioni viste in cui un luogo è configurabile come domicilio in senso penalistico.

Il legittimo proprietario dovrà agire per vie civili o amministrative per riavere il possesso della res, non può spogliare l’abusivo dal luogo, altrimenti compie uno dei reati a tutela dell’inviolabilità del domicilio;

- possono essere titolari dei suddetti diritti sia le persona fisiche (anche minori e infermi) che le persona giuridiche (anche se queste possono essere titolari solo di luoghi di privata dimora, e non di abitazione, in quanto non possiedono una sfera domestica, ma svolgono solo attività extra-domestiche);

- nei casi di conflitti di volontà tra coabitanti sull’ammissione di terzi nello spazio domiciliare prevale la volontà proibitiva, in quanto tutela l’essenza del diritto, cioè la pace domestica;

- la tutela è offerta sia contro le interferenze dei privati, che contro le interferenze dei pubblici poteri (anche se in questo ultimo caso non illimitatamente);

- le limitazioni ai diritti di inviolabilità di domicilio nei confronti di aggressioni da parte di pubblici poteri sono vincolate a:

tassatività degli atti con cui si possono porre in essere comportamenti leciti di violazioni del domicilio;

riserva di legge, per quel che riguarda i casi in cui tali diritti sono sacrificabili;

riserva di giurisdizione.

 

http://www.tesionline.it/mobile/appuntoPar.jsp?id=783&p=157

Il domicilio per il diritto penale

Per il diritto penale il domicilio comprende:

1. Abitazione, luogo ove la persona, liberamente e attualmente, conduce la vita domestica, da sola o con altri, in tutto o in parte, permanentemente o temporaneamente, continuativamente o saltuariamente.

I requisiti per definirsi un luogo come abitazione sono, quindi:

- esistenza di uno spazio delimitato, sia chiuso che aperto;

- fruizione di detto spazio per attività domestiche, quali riposo, alimentazione, igiene, ecc…

- libertà di scelta e di fruizione di tale luogo, che comporta l’esclusione dal concetto di abitazione della cella o della stanza d’ospedale (salvo che sia scelta dal paziente: stanza a pagamento);

- attualità della fruizione, cioè il luogo può essere concretamente destinato ad abitazione, ciò porta a escludere le case in costruzione.

Sono, invece, indifferenti:

- la natura mobile o immobile della res;

- la totalità o parzialità di vita domestica ivi svolta;

- la totalità o parzialità della destinazione del luogo alla vita domestica;

- la permanenza o temporaneità dell’utilizzo come abitazione (camera d’albergo);

- la continuità o saltuarietà dell’utilizzo come abitazione (villa al mare);

- le caratteristiche materiali;

- la presenza o assenza di abitanti al momento della violazione;

- il titolo giuridico di appartenenza (che può essere anche invalido).

2. Altri luoghi di privata dimora, per esclusione, ogni altro luogo ove la persona svolge attività della vita privata diverse da quelle domestiche, cioè quelle culturali (biblioteca), lavorative (ufficio), politiche (sede del partito), religiose (chiesa), di svago (club o circolo), ecc…

3. Spazi accessori ad abitazione o ad altri luoghi di privata dimora, come i giardini, gli orti, le stalle, i magazzini, i pianerottoli, le scale comuni, i garage, ecc…

Restano esclusi dal concetto di domicilio sia i luoghi aperti al pubblico che i luoghi non aperti al pubblico ma non rientranti nelle tre categorie viste.

 

http://www.tesionline.it/mobile/appuntoPar.jsp?id=783&p=157

Per chiarire: quando il mio ex amico mi ha denunciato alla GDF, adducendo che era stato costretto da me ad un affitto in nero, nonostante lui avesse richiesto più volte di regolarizzare tale rapporto, ha anche verbalizzato che il suo domicilio era presso la mia abitazione. Forse in questo senso avete ragione tutti voi quando parlate di violazione di domicilio, ma di fatto parliamo di quando ancora abitava lì.

Quando ha traslocato, facendosi aiutare dai suoi amici, io ero presente, così come alcuni vicini di casa, che credo siano disposti a testimoniare in mio favore.

E' vero che lui non ha rilasciato scritto che aveva intenzione di liberare l'immobile, tanto è vero che il suo avvocato ha asserrito che probabilmente si è assentato per un breve o lungo periodo. Sta a me decidere quanto sia lungo. Ovviamente si riferisce al fatto della trattativa, che il suo avvocato per iscritto l'ha messa sul piano di rivisitazione del canone e degli oneri del contratto a canone concordato che gli avevo proposto, ma parlando con il mio legale ha detto espressamente che il suo cliente voleva un risarcimento danni.

Peppe64: si possono avere più domicilii nella stessa città e a distanza di 1 km dalla abitazione lasciata? Che senso ha?

Quello che continuo a non capire, non perchè voi non siate stati esaustivi, ma perchè lo ritengo contro logica: il comodato d'uso può anche essere verbale, il rilascio dell'immobile perchè deve essere per forza di cose scritto?

Il mio ex amico lascia anche l'altro appartamento senza scrivere che lo ha rilasciato (ricordo che anche lì non ha residenza), fa così per altri 10 appartamenti, poi decide di andare a vivere in Australia, tutti noi 10 proprietari di casa dovremmo fare causa?

Buona giornata a tutti

Quello che continuo a non capire, non perchè voi non siate stati esaustivi, ma perchè lo ritengo contro logica: il comodato d'uso può anche essere verbale, il rilascio dell'immobile perchè deve essere per forza di cose scritto?

Non è che deve per forza essere scritto, se ne poteva andare dal tuo appartamento con una stretta di mano e ridandoti semplicemente le chiavi.

Il problema è, appunto, che non lui dice che non se n'è andato (almeno così è pronto a fare davanti ad un giudice) e l'unica maniera che tu hai di provare il contrario è un documento scritto in cui lui ammette di averti liberato casa.

Sia il comodato che il rilascio possono essere entrambi solo verbali ...finquando tutto va bene, ma quando cominciano i problemi "carta canta".

Hai comunicato che desideri riprendere possesso del tuo immobile concludendo il comodato giusto? lui non vuole sapere di ridarti le chiavi, giusto? Ecco non ti rimane che andare davanti ad un giudice e avviare lo sfratto. I tempi sono quelli che sappiamo tutti, chiunque da in locazione un appartamento (ma anche in comodato) purtroppo sa quello che l'aspetta in caso si arrivi ad uno sfratto, si perchè anche per il comodato, se la persona non se ne va, si deve procedere con lo sfratto.

Se vuoi evitarti il calvario dello sfratto, allora subisci il ricatto della buonuscita, paghi e la fai finita subito. Fatti due calcoli e decidi quale per te è la soluzione migliore. Oppuri accetti il rischio di entrare nell'appartamento e cambiare le chiavi. Quali possano essere le conseguenze ti sono state spiegate.

 

Adesso devi decidere tu.

si possono avere più domicilii

nella stessa città e a distanza di 1 km dalla abitazione lasciata? Che senso ha?

Stefania, stai dimostrando di avere le idee parecchio confuse, niente di male in questo,

nesuno può essere esperto in tutto lo sciblie umano,

ma il fatto è che non ti metti neanche un attimo a ragionare sulle giuste osservazioni che ti sono state mosse.

Il discorso del "domicilio" è un discorso solamente amministrativo, che riguarda le attività che uno gestisce.

Non ha nulla a che vedere col luogo fisico dove si trova una persona. Di domicili ne puoi avere a decine o a centinaia, dipende da quali attività tu stia intraprendendo. In fin dei conti, un "domicilio" potrebbe essere un casella postale, oppure un indirizzo email, per il recapito della corrispondenza, spero tu ti metta un attimo a ragionare un attimo sulle osservazioni che ti vengono mosse.

 

Invece, il luogo fisico dove passiamo la maggior parte del nostro tempo, quel luogo fisico è la Residenza.

Ma neanche questa informazione ti può essere utile più di tanto,

perché non è che tutte le case date in affitto, debbano per forza servire per la Residenza.

Potrebbero servire per le vacanze o per gli svaghi o portarci l'amante.

Nessuno deve prendere la Residenza nel luogo dove porta l'amante una volta al mese.

 

Quindi il tuo "ex amico" non deve dimostrare né di avere _un_ "domicilio" né di avere _la_ "residenza"

nel luogo che tu gli hai ceduto.

Se tu lo avessi ceduto dietro un corrispettivo economico, si parlerebbe di Locazione,

e si dovrebbero rispettare alcune anualità prima di riprenderne il possesso.

Se tu lo hai ceduto gratuitamente, si parla di Comodato,

e tu puoi richiederlo indietro in qualunque momento, ma ciò comporta che le chiavi ti siano restituite. Se le chiavi non ti vongono restituite, non puoi farti giustizia da te stessa. Devi far intervenire una formna di Giudizio superiore.

 

(oppure assoldi una coppia di energumeni buttafuori di discoteca,

e gli fai spezzare le gambine,

ma questo è un altro discorso che non lo si può fare...)

Ciao Stefania, la legge è chiara nel merito.

Io, provocatoriamente, ho fatto delle ipotesi, ho fatto l'avvocato del diavolo come si suol dire in certi casi.

Queste ipotesi che ti ho delineato sono estreme, possono esser frutto di una situazione delicata come la tua, come appunto la mancanza di un lavoro, la possibilità di poter avere un canone locatizio ed invece ti viene impedito, la truffa (perché sei stata truffata sulla base di quanto te hai raccontato) che hai subìto, ecco tutte queste cose potrebbero portare all'azione del cambio della serratura.

Ma, come ti ho premesso sin dall'inizio (come suppongo ricorderai e comunque basta leggere ciò che ho scritto) ho dato sin da subito ragione a Sister, così come, poi, successivamente a Peppe e ad altri che hanno, giustamente, detto che la legge vieta di entrare in una casa che tu hai dato in comodato e che è priva di un documento che ne attesti il rilascio.

 

I fatti da te descritti mettono in evidenza che l'azione ricattatoria del tuo ex amico è priva di supporti probatori, secondo me, in un eventuale sede di giudizio non la spunterebbe.

Poi si può discutere di residenza, di domicilio.......di tutte ste cose qui che, intendiamoci, sono giuste ma non determinano delle attenuanti e/o delle ragioni per il tuo ex amico.

 

Ho anche posto un ulteriore domanda provocatoria anch'essa a cui nessuno ancora mi ha dato una risposta, era rivolta a Sister (che come avvocato dovrebbe essere in grado di darla), era rivolta a Peppe che, io ritengo molto preparato, con cui condivido molto di quello che scrive ma che non mi ha dato, neanche lui, una risposta.

 

Adesso, alla luce di tutte queste parole, sta a te decidere ed agire di conseguenza e, torno a ripetere, ma mettiamo il caso che sto tizio avesse restituito veramente le chiavi senza verbalizzare nulla (come tra amici può succedere) e, dopo un po' di tempo, avesse scritto quelle nefandezze che ti ha richiesto, come ci si sarebbe dovuti comportare?

 

Secondo me, la mia parola vale tanto quella di un altro, in sede di giudizio in assenza di prove, e, quindi, avendo la coscienza a posto non avrei dovuto temer nulla.

 

Ciao

Per chiarire: quando il mio ex amico mi ha denunciato alla GDF, adducendo che era stato costretto da me ad un affitto in nero, nonostante lui avesse richiesto più volte di regolarizzare tale rapporto, ha anche verbalizzato che il suo domicilio era presso la mia abitazione. Forse in questo senso avete ragione tutti voi quando parlate di violazione di domicilio, ma di fatto parliamo di quando ancora abitava lì.

Quando ha traslocato, facendosi aiutare dai suoi amici, io ero presente, così come alcuni vicini di casa, che credo siano disposti a testimoniare in mio favore.

E' vero che lui non ha rilasciato scritto che aveva intenzione di liberare l'immobile, tanto è vero che il suo avvocato ha asserrito che probabilmente si è assentato per un breve o lungo periodo. Sta a me decidere quanto sia lungo. Ovviamente si riferisce al fatto della trattativa, che il suo avvocato per iscritto l'ha messa sul piano di rivisitazione del canone e degli oneri del contratto a canone concordato che gli avevo proposto, ma parlando con il mio legale ha detto espressamente che il suo cliente voleva un risarcimento danni.

Peppe64: si possono avere più domicilii nella stessa città e a distanza di 1 km dalla abitazione lasciata? Che senso ha?

Quello che continuo a non capire, non perchè voi non siate stati esaustivi, ma perchè lo ritengo contro logica: il comodato d'uso può anche essere verbale, il rilascio dell'immobile perchè deve essere per forza di cose scritto?

Il mio ex amico lascia anche l'altro appartamento senza scrivere che lo ha rilasciato (ricordo che anche lì non ha residenza), fa così per altri 10 appartamenti, poi decide di andare a vivere in Australia, tutti noi 10 proprietari di casa dovremmo fare causa?

Buona giornata a tutti

Non e' detto che deve scriverlo ma deve esserci un qualcosa che attesti che ti ha riconsegnato l'immobile . Nel tuo caso nulla attesta che ti e'stato riconsegnato l'immobile , anzi ci sono atti ove si attesta che l' ex amico non ha riconsegnato proprio nulla .

Tu hai tutto il diritto di rientrare nel possesso di un tuo bene ma cio' deve avere legalmente .

 

Legalmente ovvero o te lo riconsegna l'ex amico oppure ti devi rivolgere ad un giudice .

 

Ripeto ciò che conta non e' che egli ha lasciato l'immobile ma il fatto che non ti ha riconsegnato l'immobile . Lui ha solo scelto di abitare abitualmente in un altro appartamento ma ciò non significa che ti ha riconsegnato l'appartamento (che resta a sua disposizione e che resta uno dei suoi domicilio )

Un cittadino puo'avere anche una moltitudine di

Domicili . E tutti i Domicili che sono private dimore sono tutelate contro la loro violazione .

Il tuo appartamento e'una tua proprieta' ma e' un domicilio del ex amico (e lo e' anche se non e' la sua residenza )

Il fatto che tu sei proprietaria non ti autorizza ad entrare nel domicilio dell'ex amico .

Non e' detto che deve scriverlo ma deve esserci un qualcosa che attesti che ti ha riconsegnato l'immobile . Nel tuo caso nulla attesta che ti e'stato riconsegnato l'immobile , anzi ci sono atti ove si attesta che l' ex amico non ha riconsegnato proprio nulla .

Tu hai tutto il diritto di rientrare nel possesso di un tuo bene ma cio' deve avere legalmente .

 

Legalmente ovvero o te lo riconsegna l'ex amico oppure ti devi rivolgere ad un giudice .

 

Ripeto ciò che conta non e' che egli ha lasciato l'immobile ma il fatto che non ti ha riconsegnato l'immobile . Lui ha solo scelto di abitare abitualmente in un altro appartamento ma ciò non significa che ti ha riconsegnato l'appartamento (che resta a sua disposizione e che resta uno dei suoi domicilio )

Un cittadino puo'avere anche una moltitudine di

Domicili . E tutti i Domicili che sono private dimore sono tutelate contro la loro violazione .

Il tuo appartamento e'una tua proprieta' ma e' un domicilio del ex amico (e lo e' anche se non e' la sua residenza )

Il fatto che tu sei proprietaria non ti autorizza ad entrare nel domicilio dell'ex amico .

Quindi volendo, l'ex amico di Stefania, poteva prenderlo pure a casa tua il domicilio....

Tanto.....quale è il problema?

Non è come dici te, se qualcuno prende il domicilio dentro casa mia senza la mia volontà io lo denuncio, è tanto semplice.

Ci deve essere la volontà del proprietario, non la semplice volontà di chissàchi...

E poi rispondimi alla domanda che ti ho fatto prima....

E' provocatoria ma, il tuo parere, mi interessa in quanto ti ho sempre ritenuto competente insieme ad altri sul forum, sicuramente tra quelli che ne sanno un po' di più.

 

Per il resto io non ho mai detto che Stefania deve violare la legge, lungi da me una cosa del genere ma, visto che l'ex amico non alcuna prova, anzi è un ricattatore, visto quello che ha raccontato Stefania, io, entro dentro casa mia, cambio la serratura e, poi, vediamo che fa il ricattatore....

ciao peppe

A casa mia non puo' visto che non gli ceduto l'uso ne lo ospito.

 

Stefania gli ha dato in uso la casa.

Stefania potrà entrare a casa quando essa tornera'nella sua totale disponibilità .

Come fare per tornarne in possesso:(metodi legali)

L'ex amico RICONSEGNA la casa .

Sfratto.

Quindi volendo, l'ex amico di Stefania, poteva prenderlo pure a casa tua il domicilio....

Tanto.....quale è il problema?

Non è come dici te, se qualcuno prende il domicilio dentro casa mia senza la mia volontà io lo denuncio, è tanto semplice.

Ci deve essere la volontà del proprietario, non la semplice volontà di chissàchi...

Hai espresso il mio pensiero. E' vero che sono stata io a farlo entrare nel mio appartamento, sempre io ad avergli dato le chiavi e permesso di andarci a vivere in comodato, quindi fin qui nulla da ecceppire sul domicilio. Ma da quando ti ho scritto che dovevi liberare l'immobile è ovvio, secondo me, che a quel punto il domicilio non ha più ragione di esserci, non ha il mio consenso.

 

Nel messaggio precedente ho posto una domanda provocatoria, surreale, che neanche in un film possa accadere, se qualcuno vuole raccoglierla sarò ben lieta di leggere la risposta da persone più competenti e di me:

"Il mio ex amico lascia anche l'altro appartamento senza scrivere che lo ha rilasciato (ricordo che anche lì non ha residenza), fa così per altri 8 appartamenti, poi decide di andare a vivere in Australia, tutti i 10 proprietari di casa dovremmo fare causa?"

 

Nell'attesa di prendere una decisione in merito, auguro a tutti voi una buona giornata.

Grazie per le vostre risposte.

Hai espresso il mio pensiero. E' vero che sono stata io a farlo entrare nel mio appartamento, sempre io ad avergli dato le chiavi e permesso di andarci a vivere in comodato, quindi fin qui nulla da ecceppire sul domicilio. Ma da quando ti ho scritto che dovevi liberare l'immobile è ovvio, secondo me, che a quel punto il domicilio non ha più ragione di esserci, non ha il mio consenso.

 

Nel messaggio precedente ho posto una domanda provocatoria, surreale, che neanche in un film possa accadere, se qualcuno vuole raccoglierla sarò ben lieta di leggere la risposta da persone più competenti e di me:

"Il mio ex amico lascia anche l'altro appartamento senza scrivere che lo ha rilasciato (ricordo che anche lì non ha residenza), fa così per altri 8 appartamenti, poi decide di andare a vivere in Australia, tutti i 10 proprietari di casa dovremmo fare causa?"

 

Nell'attesa di prendere una decisione in merito, auguro a tutti voi una buona giornata.

Grazie per le vostre risposte.

Ciao, è un po' come la mia di domanda provocatoria precedente a cui nessuno a dato risposte ma, è ovvio, che nessuno dia risposte.

Così come risposte ipotetiche possono essere date alla tua, vale lo stesso discorso, la legge prevede un iter al quale ci si deve attenere, non c'è niente da fare, poi, sta di fatto che io, forse qualcun altro possano agire come già detto, senza che questo tizio possa accampare cause, né civili né penali, perché, questo è il mio parere, non ha prove.

 

Peppe dice che dentro casa sua il domicilio non lo può prendere perché non l'ha autorizzato, dimenticando che precedentemente però aveva detto che il domicilio si può prendere ovunque.

E' vero si può prendere ovunque, chi dice il contrario?

Però devi essere autorizzato da qualcuno perché, nel tuo caso, appunto, non c'è nulla di scritto, né per farlo entrare, ed è pur vero né che lui dichiari che esca.

A questo punto, proprio perché tu gli hai prestato il bagno, la cucina, la camera per qualche tempo, non sta scritto da nessuna parte che è autorizzato a ricattarti su fatti inesistenti, né tanto meno può accampare un domicilio, proprio perché te con la lettera in cui gli chiedi, anzi gli imponi di lasciare l'appartamento, di fatto glielo togli, il domicilio.

E, lo fai, come già più volte detto in base all'art. 1809 c.c..

Cioè non stai inventando nulla stai seguendo la legge.

 

Torno a ripetere, chi è che può dire che NON ti ha restituito le chiavi?

Soltanto lui!

E allora...???????

Che vale?

Nulla!!!!

 

Facesse causa e vedremo.......chi la spunterà....

A casa mia non puo' visto che non gli ceduto l'uso ne lo ospito.

 

Stefania gli ha dato in uso la casa.

Stefania potrà entrare a casa quando essa tornera'nella sua totale disponibilità .

Come fare per tornarne in possesso:(metodi legali)

L'ex amico RICONSEGNA la casa .

Sfratto.

Non ti sto discutendo il metodo legale.

Questo metodo, secondo me, vale in altri casi quando ci sono prove, quando ci sono dei scritti che attestino che lui non lascia l'appartamento e continuerà a voler tenere il domicilio lì, quando c'è una carta in cui dice che ha le sue cose lì e che deve pur continuare ad andare a dormire lì, insomma tutto ciò che può portare ad effettuare una procedura classica di sfratto, nel caso si volesse tornare in possesso del proprio appartamento.

 

Nel caso di Stefania NON è così.

Questo ex amico va da un avvocato e la ricatta, senza tanti giri di parole, questo è reato.

Non è che gli scrive:

Stefania io devo dormire in questa casa perché non so dove andare, non posso spostare il domicilio perché mi arriva la posta, devo vivere qui perché ormai sono tanti anni che sto qui e la mia vita è qui.......ecc....ecc.....

 

NO!

Lui scrive che vuole ricontrattare il contratto.

Ma quale contratto?????

Ma di che parla?

Peppe, questo signore, non ha elementi per portare avanti una causa con richieste del genere.

In Tribunale ci sbatte il muso, credimi, ce lo sbatte con tanto di danni a suo carico, perché volendo andiamo a finire sul ricatto, molestie e qualcosina in più se ci penso strada facendo, un buon avvocato, gliela trova, altro che!!!!

 

Te la rifaccio la domanda a cui non mi rispondi (ma non solo te):

Se le avesse veramente restituite le chiavi, con una stretta di mano e, poi, avesse proseguito dopo un po' di tempo con l'azione in questione, te che faresti?

Ciao

Hai espresso il mio pensiero. E' vero che sono stata io a farlo entrare nel mio appartamento, sempre io ad avergli dato le chiavi e permesso di andarci a vivere in comodato, quindi fin qui nulla da ecceppire sul domicilio. Ma da quando ti ho scritto che dovevi liberare l'immobile è ovvio, secondo me, che a quel punto il domicilio non ha più ragione di esserci, non ha il mio consenso.

 

Nel messaggio precedente ho posto una domanda provocatoria, surreale, che neanche in un film possa accadere, se qualcuno vuole raccoglierla sarò ben lieta di leggere la risposta da persone più competenti e di me:

"Il mio ex amico lascia anche l'altro appartamento senza scrivere che lo ha rilasciato (ricordo che anche lì non ha residenza), fa così per altri 8 appartamenti, poi decide di andare a vivere in Australia, tutti i 10 proprietari di casa dovremmo fare causa?"

 

Nell'attesa di prendere una decisione in merito, auguro a tutti voi una buona giornata.

Grazie per le vostre risposte.

Mi sembra che non hai capito o non voglia capire .

Non basta la tua raccomandata con cui chiedi che l' immobile ti venga restituito .

 

Serve un atto di riconsegna da parte dell'ex amico . (cosa che non e' avvenuta).

Non sei tu che decidi se essa e' o non e' un domicilio del tuo ex amico .

Ripeto la casa di Stefania (e' una sua proprieta')in virtu' del contratto di comodato e' un domicilio dell'ex amico ossia e' una sua privata dimora .

Il reato di violazione di domicilio punisce chi viola una privata dimora .

Quindi se Stefania entra in casa (anche se di sua proprieta' )sta violando la privata dimora dell'ex amico . Stefania potra' entrare solo quando attraverso la restituzione da parte dell'ex amico oppure a seguito di sfratto esecutivo rientrerà nel pieno possesso .

Poi sei liberissima di agire come meglio credi , magari entrando e sostituendo la serratura sperando che l'ex amico non sorga denuncia per violazione di domicilio aggravata e "per furto dei 5000 euro che stavano nel cassetto , telecamera che stava nell'armadio, PC etc etc " 🙂

Ripeto la casa di Stefania (e' una sua proprieta')in virtu' del contratto di comodato e' un domicilio dell'ex amico ossia e' una sua privata dimora .

Il reato di violazione di domicilio punisce chi viola una privata dimora .

Quindi se Stefania entra in casa (anche se di sua proprieta' )sta violando la privata dimora dell'ex amico . Stefania potra' entrare solo quando attraverso la restituzione da parte dell'ex amico oppure a seguito di sfratto esecutivo rientrerà nel pieno possesso .

Poi sei liberissima di agire come meglio credi , magari entrando e sostituendo la serratura sperando che l'ex amico non sorga denuncia per violazione di domicilio aggravata e "per furto dei 5000 euro che stavano nel cassetto , telecamera che stava nell'armadio, PC etc etc " 🙂

Se leggi bene quello scritto fa Stefania vedrai che afferma che non sono state restituite le chiavi ,non e' stato riconsegnato l'immobile è Stefania non e' ne entrata ne ha cambiato la serratura .

 

Quindi allo stato dei fatti la casa e' ancora nella disponibilita' dell'ex amico .

Il comodato c' e visto che c'è una raccomandata di Stefania ove lo attesta .

"Ho scritto nuovamente e siccome la volontà di andarsene non l'aveva" ," tramite il suo legale ha fatto sapere che non ha intenzione di andarsene e di dare le chiavi "

 

Non mi sembra che l' ex amico abbia riconsegnato casa .

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