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Daniele1

Sostituzione impianto riscaldamento e contabilizzazione consumi

Salve a tutti

è la prima volta che scrivo sul forum e quindi un ringraziamento anticipato a coloro che vorranno rispondermi.

Il quesito è il seguente; il mio condominio ha appena deliberato la sotituzione dell'impianto di riscaldamento (da gasolio a gas) con contabilizazzione dei consumi. Dall'acquisto della mia abitazione (5 anni fa) ho provveduto al distacco dall'impianto centralizzato ed all'installazione di un impianto autonomo (il tutto approvato dal condomio dietro relazione tecnica) e, come da normativa, pago una quota corrispondente al 30% dei consumi.

Ho letto su questo forum vari articoli sulla materia ma ancora non mi è chiara come si inquadra la sostituzione della caldaia dal p.v legislativo e sopratutto della prassi e di conseguenza la mia posizione.

In sintesi devo concorrerre allla ripartizione delle spese di trasformazione della caldaia (anche se non mi allaccerò la nuovo impianto) secondo l'art. 1120 perchè si tratta di sostituzione per vetustà, oppure non devo concorrere secondo l'art. 1123 c.c perchè si tratta di innovazione e quindi le spese per le innovazioni vanno ripartite in ragione dell'uso che ciascun condomino può farne o dell'utilità che dall'innovazione può trarre?.

Infine nel caso si rientri nel prima tipologia e quindi devo concorrere alle spese di trasformazione, se non mi allaccio, devo continuare a pagere la quota del 30% dei consumi generali o subentrano altre norme?

Un grazie a tutti

Daniele

Salve,

Lei ha già proceduto al distacco dalla caldaia condominiale e ha un impianto autonomo di riscaldamento. Il 30% dei consumi da lei pagati si riferisce con ogni probabilità al "furto di calore" che la sua unità immobiliare sottrae agli altri immobili.

Nella installazione del nuovo impianto dovrebbe essere rivisto tutto dal termotecnico che dovrà asseverare l'impianto e valutare se quella percentuale è da riconsiderare o rimane invariata. La nuova caldaia non sarà di sua proprietà poichè lei non ne farà utilizzo. Quindi il costo di trasformazione non dovrà essere a lei ripartito/imputato.

Potrebbe altresì valutare (ma questo è un discorso diverso) se le può convenire il ri-allaccio proprio alla luce della maggiore efficienza del nuovo impianto che sarà realizzato.

Per me devi contribuire alle spese di trasformazione, in quanto hai sempre la possibilità di allacciarti nuovamente anche se oggi dici di no, perchè resti comproprietario di un impianto condominiale e anche perchè comunque trovi giovamento dall'impianto centralizzato, riscaldandoti il tuo appartamento.

Le suggerisco di mettersi in contatto con l'amministratore. Verifichi come sarà ripartita la spesa relativamente alla installazione del nuovo impianto.

Avanzi anche la richiesta di revisione della quota del 30% che alla luce del nuovo impianto potrebbe essere soggetta a revisione.

La delibera dell'assemblea è impugnabile dagli assenti/dissenzienti/astenuti entro 30gg dal giorno in cui vengono a conoscenza del verbale (per i primi; per i secondi dal giorno dell'assemblea). Prima di percorrere quella strada credo sia opportuno avere un sano e costruttivo colloquio con l'amministratore.

Inoltre ne usufruirai anche in termini di quota, in quanto quel 30% che paghi, dovrebbe ridursi, in quanto dovreste pagare meno.

le spese di trasformazione vengono ripartite in base ai millesimi pagati per il riscaldamento e nel mio caso sono svantaggiato perchè al piano attico; secondo voi potrebbe passare la proposta di concorrere alle spese di trasformazione ma non contribuire più alla quota del 30% dei consumi (ma solo alle spese di manutenzione) perchè non usufruisco dell'impianto che comunque avrà dei consumi "personalizzati" secondo l'uso di ciascun condomino?

 

Garzie ancora

l'amministratore mi ha detto da sentenze che hanno fatto giurisprudenza; anche altri distacacti (6 su 40) fino ad oggi hanno pagato questa quota.

Il 30% non o dice la legge o la giurisprudenza. Ci possono essere delle sentenze di tribunale ma si riferiscono a casi specifici che sono diversi da caso a caso. Lei dovrebbe capire se della caldaia condominiale ne ha ancora la proprietà. Quel 30% che lei dice di pagare ritengo che sia per quella quota di calore che la sua unità immobiliare sottrae agli altri appartamenti. E' un fatto fisico ed ineluttabile ed è normale e lecito che le venga chiesto un contributo. Ma chi decide se questo contributo è il 30 % oppure una diversa percentuale ? Potrebbe anche deciderlo l'assemblea attraverso un regolamento condominiale. Si procuri allora il regolamento e lo legga attentamente. Non vedo altra fonte "normativa" da dove possa essere nato questo 30%. Infine ribadisco che visto il lavoro di sostituzione dell'impianto è legittima una revisione di tale percentuale che potrebbe variare.

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