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caio

Quale sistema di contabilizzazione del calore scegliere (misto, indiretto, diretto)?

Si è in presenza di un sistema di contabilizzazione mista o ibrida del calore quando, per esempio, in uno stesso condominio con riscaldamento centralizzato alcune utenze utilizzano i contatori individuali e altre i ripartitori sui termosifoni. Il sistema è tecnicamente fattibile/funzionale e consente la ripartizione dei costi connessi ai consumi delle varie utenze. Questa soluzione, come pure quella che prevede i ripartitori per tutte le utenze (contabilizzazione indiretta), non garantisce tuttavia una correta ripartizione dei costi commisurati ai reali consumi. Ciò a causa della necessità di dover determinare a priori la quota fissa dei consumi involontari (segnatamente le perdite termiche della rete di distribuzuione) che non corrisponde mai alle perdite termiche effettive.

L'unico sistema di contabilizzazione del calore che consente una misura precisa sia dei consumi volontari delle varie utenze, sia dell'energia termica dispersa è quello che prevede l'impiego dei contatori di calore individuali (contabilizzazione diretta). Quindi per gli impianti di riscaldamento con distribuzione orrizzonatale diffidate di tutte le ditte che propongono impropriamente l'installazione di ripartitori. Pretendete l'installazione dei contatori di calore. I costi complessivi del sistema di contabilizzazione diretta (contatori) sono perfettamente comparabili al sistema di contabilizzazione indiretta (ripartitori) presentando in più il grande vantaggio di una maggiore precisione e affidabilità nonché la certezza di misurare l'effettivo consumo di energia termica.

I condomini dotati di impianti di riscaldamento a distribuzione verticale sono quasi sempre costretti, per motivi di ordine economico, a ricorrere ai sistemi di contabilizzazione indiretta (ripartitori).

Ciao Caio,

Vorrei esprimere un'opinione da cittadino.

Non ti sembra che le recenti norme dicano alla gente di farsi il riscaldamento autonomo?

Non c'è alcun incentivo al centralizzato (lasciamo perdere le detrazioni fiscali).

Sei convinto che con un sistema a distribuzione orizzontale valga la pena trasformare l'impianto?

Ipotesi: posa di canna collettiva esterna, caldaia su terrazzo o in cucina/bagno, inserzione sul primo radiatore comodo del circuito, impianto gas già ok.

È già la seconda volta che affronto nelle mie proprietà casi simili.

Ti costa poco, risparmi un casino per l'esercizio e sono finiti tutti i problemi con il condominio.

A scuola e all'università non mi hanno insegnato che l'autonomo conviene.

Oggi con la pratica vedo che probabilmente è la soluzione migliore. Ciao

Non sono un fautore del riscaldamento centralizzato. Tuttavia, se un condominio è già dotato di impianto centralizzato, meglio se a distribuzione orizzontale ,

la contabilizzazione individuale del calore e la termoregolazione rendono la situazione più accettabile. Le attuali leggi rendono molto più difficoltoso il distacco per motivi di risparmio energetico.

CIAOI

La legge acconsente il distacco, ma non lo incentiva.

Diversa è invece la trasformazione da centralizzato ad autonomi, dove la legge espressamente non dice nulla , ma di fatto sta sponsorizzando gli eventi. A ragione, mi permetto di aggiungere.

Salve,
Vi scrivo per sottoporvi la seguente questione:
Nel mio condominio c'è una sistema di contabilizzazione misto e l'amministratrice ha problemi nella ripartizione dei consumi, quindi la domanda sorge spontanea:
Il 30% di quota fissa per la dispersione termica deve essere sottratto,prima o dopo aver ripartito i consumi dei singoli appartamenti, dai megawattora restituiti dalla caldaia ?
Spero di essere stato chiaro.
Grazie in anticipo
Alberto

albertoter dice:

Salve,
Vi scrivo per sottoporvi la seguente questione:
Nel mio condominio c'è una sistema di contabilizzazione misto e l'amministratrice ha problemi nella ripartizione dei consumi, quindi la domanda sorge spontanea:
Il 30% di quota fissa per la dispersione termica deve essere sottratto,prima o dopo aver ripartito i consumi dei singoli appartamenti, dai megawattora restituiti dalla caldaia ?
Spero di essere stato chiaro.
Grazie in anticipo
Alberto

Cosa significa misto?

Vedo che il problema resta vivo. 

 

Lo spazio a terra spesso è prezioso quello in alto lo è meno. I termosifoni dal 1800 scaldano lentamente le case abitate ... Oggi gli appartamenti sono spesso deserti: genitori al lavoro, figli a scuola ... il riscaldamento serve in un modo differente rispetto al passato.

I ventilconvettori montati a soffitto (tipo albergo) sono forse la soluzione migliore.

Non serve molto spazio controllando la casa li si possono tenere vicini anche se in stanze diverse i vati ventilconvettori appena serve calore l’acqua calda percorre velocemente i pochi metri dal punto di prelievo al ventilconvettore.

Ad occhio l’acqua nei tubi e nei cinque ventilconvettori è meno di quella contenuta in un solo termosifone inoltre quando un termostato chiede calore .. solo lui viene interessato dal flusso di acqua calda.

Insomma un sistema misto potrebbe ad un costo molto basso migliorare le prestazioni ad un costo inferiore ... e se qualcosa non và nel modo giusto basta aprire le valvole sui termosifoni se non sono ancora stati tolti.

 

 

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