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Fichico

Amministratore dimesso si autoliquida le fatture

Vi chiedo un consiglio su come possiamo procedere ... la situazione è questa:

L'anno scorso l'amministratore si è dimesso volontariamente il giorno dell'ordinaria; immediatamente quel giorno abbiamo nominato un nuovo amministratore (ovviamente l'aria tirava già male) con cui abbiamo proseguito l'assemblea ordinaria dopo 3-4 giorni (avevamo già previsto in convocazione più date)

Il giorno immediatamente successivo alle sue dimissioni, l'amministratore dimesso ha emesso 4 fatture per compenso, rimborso spese, passaggio consegne e sue competenze per vecchi lavori straordinari che ancora non si era "incassato" (lavori terminati un anno prima); il giorno dopo se le è autoliquidate senza nemmeno avvisare il nuovo amministratore con cui doveva ancora iniziare il primo contatto per il passaggio consegne

 

Se io ho capito bene, a meno di spese urgenti lui non era autorizzato ad operare sul nostro conto; la cosa peggiore è che per passaggio consegne si è preso oltre 1400 euro

 

In assemblea ordinaria quest'anno, abbiamo bocciato il consuntivo e l'abbiamo poi approvato stornando la spesa inerente il passaggio di consegne dando così la possibilità al nuovo amministratore di richiedere il maltolto

 

La risposta del vecchio, arrivata dopo mesi, è che lui era una vittima e non ha menzionato minimamente a ridare indietro i soldi, anzi ha ribadito che nel 2013 il primo anno post riforma ha seguito tutti gli iter di legge e noi abbiamo approvato il compenso.

Ora ... in quell'assemblea non esiste nessun preventivo analitico e dettagliato di spesa che sia stato controfirmato da presidente e segretario e, a verbale, tutto ciò che non è ordinario rimanda al tariffario presente sul suo sito .. tariffario che in realtà non indica spese e che vale "il giusto" dato che un sito web posso cambiarlo anche ogni minuto.

 

Secondo voi possiamo procedere tramite legale per la restituzione dato l'esito negativo del primo contatto bonario?

Si può profilare anche un'appropriazione indebita dato che ha prelevato nostro denaro per spese non urgenti e quando non era più amministratore?

Iniziate col pretendere di esibire i vari estratti conto e il registro della contabilità. Da lì potete perlomeno avere un quadro se ha o non ha percepito tale somma.

la somma l'ha presa eccome, lo vediamo dall'estratto conto del cc

non diciamo tanto i compensi di ordinario e quello dei vecchi lavori comunque già approvati all'epoca del consuntivo straordinario .. ma quelli del passaggio consegne sono una ladrata sia come cifra sia come metodo, considerando che ancora prima di farlo aveva già fatturato ed incassato la sua cifretta!

Se questi sono i riscontri certi, consigliate i con un legale o associazione di tutela per il da farsi seriamente. Gli altri condomini come sono orientati ?

gli altri come sempre, finchè c'era da fare la telefonata bonaria eran daccordo, così come han votato all'unanimità il depennare la spesa

Ora c'è già qualcuno che dice che non ci sta a fare una eventuale causa data la cifra bassa..mah

gli altri come sempre, finchè c'era da fare la telefonata bonaria eran daccordo, così come han votato all'unanimità il depennare la spesa

Ora c'è già qualcuno che dice che non ci sta a fare una eventuale causa data la cifra bassa..mah

Il concetto è quello, vista la cifra probabilmente non vale la pena fare una causa dall'esito comunque incerto.

Gli altri condomini e non c'e' da meravigliarsi hanno poco senso di responsabilità, iniziative, collaborazione,ecc... Poi si lamentano criticando magari quando ci si incontra al bar. È ora che vengono responsabilizzato anche quei condomini con doppia " faccia" questo loro comportamento é a discapito di tutta comunità. Basta!

Vi chiedo un consiglio su come possiamo procedere ... la situazione è questa:

L'anno scorso l'amministratore si è dimesso volontariamente il giorno dell'ordinaria; immediatamente quel giorno abbiamo nominato un nuovo amministratore (ovviamente l'aria tirava già male) con cui abbiamo proseguito l'assemblea ordinaria dopo 3-4 giorni (avevamo già previsto in convocazione più date)

Il giorno immediatamente successivo alle sue dimissioni, l'amministratore dimesso ha emesso 4 fatture per compenso, rimborso spese, passaggio consegne e sue competenze per vecchi lavori straordinari che ancora non si era "incassato" (lavori terminati un anno prima); il giorno dopo se le è autoliquidate senza nemmeno avvisare il nuovo amministratore con cui doveva ancora iniziare il primo contatto per il passaggio consegne

 

Se io ho capito bene, a meno di spese urgenti lui non era autorizzato ad operare sul nostro conto; la cosa peggiore è che per passaggio consegne si è preso oltre 1400 euro

 

In assemblea ordinaria quest'anno, abbiamo bocciato il consuntivo e l'abbiamo poi approvato stornando la spesa inerente il passaggio di consegne dando così la possibilità al nuovo amministratore di richiedere il maltolto

 

La risposta del vecchio, arrivata dopo mesi, è che lui era una vittima e non ha menzionato minimamente a ridare indietro i soldi, anzi ha ribadito che nel 2013 il primo anno post riforma ha seguito tutti gli iter di legge e noi abbiamo approvato il compenso.

Ora ... in quell'assemblea non esiste nessun preventivo analitico e dettagliato di spesa che sia stato controfirmato da presidente e segretario e, a verbale, tutto ciò che non è ordinario rimanda al tariffario presente sul suo sito .. tariffario che in realtà non indica spese e che vale "il giusto" dato che un sito web posso cambiarlo anche ogni minuto.

 

Secondo voi possiamo procedere tramite legale per la restituzione dato l'esito negativo del primo contatto bonario?

Si può profilare anche un'appropriazione indebita dato che ha prelevato nostro denaro per spese non urgenti e quando non era più amministratore?

Io affronterei "il problema" da altra angolazione.

Se come tu affermi:

1) il "vecchio amministratore" si è dimesso il giorno stesso dell'Assemblea.

2) nella stessa assemblea è stato nominato un "nuovo amministratore" (che credo abbia accettato, seduta stante, l'incarico)

3) ..."Il giorno immediatamente successivo alle sue dimissioni, l'amministratore emesso ha emesso 4 fatture"

Se sono vere le tre affermazioni precedenti, "il vecchio amministratore" è perseguibile per OGNI E QUALSIASI INCASSO da lui effettuato dopo la chiusura dell'Assemblea stessa.

 

Un Amministratore rimane in carica FINO A REVOCA o FINO A DIMISSIONI VOLONTARIE.

Rimane in carico "in prorogatio imperi" fino a che l'Assemblea non nomina un nuovo Amministratore (e, in "prorogatio imperii", può operare solo per le formalità ordinarie).

Ma se, come da te affermato, già nella stessa Assemblea in cui "il vecchio amministratore" s'è dimesso e ne è stato nominato uno nuovo in sostituzione, il "vecchio amministratore non poteva fare più nessuna operazione. Neanche pagarsi il suo compenso corrente... figuriamoci i compensi arretrati mai riscossi.

In definitiva ci sarebbero gli elementi per richiedere indietro i soldi DI TUTTI I COMPENSI che s'è liquidato. Sarà cura dell'Assemblea Condominiale e del "nuovo amministratore" decidere di adire le vie legali o meno.

DOMANDA (ovviamente legata a "poteri e doveri dell'amm.re che si è dimesso) :

 

- in un condominio si prende atto delle mie dimissioni irrevocabili e si nomina il collega;

durante la notte viene giù un'allluvione epocale e l'onda d'acqua spacca la vetrina di un deposito pieno di merci che è sotto custodia giudiziale in quanto soggetto a pignoramento immobiliare;

l'amm.re neonominato non sa nulla di ciò, nè può saperlo; ci vorranno poi mesi affinchè consegua adeguata conoscenza della situazione.

Io ho immediatamente inviato pec al Custode Giudiziario (che ovviamente mi ha ringraziato e ha provveduto) .

Ho abusato? 🤣

E dunque come funziona ?

Dopo le dimissioni e prima delle consegne...ci restano i doveri e le responsabilità, ma non i poteri?

 

Ripeto : è una domanda la mia.

esattamente, infatti è quanto dispone l'art. 1129 c.c.

Alla cessazione dell'incarico l'amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.

esattamente, infatti è quanto dispone l'art. 1129 c.c.

Alla cessazione dell'incarico l'amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.

Non si parla di "ulteriori compensi", infatti.

Si parla degli onorari già maturati, e poi dell'onorario per il passaggio di consegne (che può essere dovuto o meno, a seconda che fosse o meno nel preventivo di amm.ne).

Immagino che la risposta sia "sì" ( la mia è senz'altro "sì") .

E dunque come funziona ?

Dopo le dimissioni e prima delle consegne...ci restano i doveri e le responsabilità, ma non i poteri?

 

Ripeto : è una domanda la mia.

Nel tuo caso la risposta e SI, ma credo che come funzioni lo sappia bene anche tu e che la tua domanda sia retorica perchè la risposta è scritta nell'art. 1129 c.c., che recita

 

Alla cessazione dell'incarico l'amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.

 

Evitare pregiudizi è un conto, ma emettere fatture e liquidarsele dopo la cessazione del mandato non credo possa essere considerata "attività urgente al fine di evitare pregiudizi".

 

Detto questo, se le cose sono andate davvero come raccontate, l'amministratore ha dimostrato anche tutta la sua ingenuità contabile.

Avrebbe potuto emettere la fattura datandola il giorno prima anzichè il giorno dopo e pagarselo con un assegno datato lo stesso giorno della fattura, anche se portato all'incasso in data successiva.

 

P.S. UN pagamento concordato per passaggio di consegne è sicuramente una prestazione effettuata dopo la cessazione dell'incarico per cui deve emettere fattura e chiederne il pagamento al condominio.

Non può autoliquidarsi una prestazione effettuata dopo la cessazione dell'incarico.

 

Detto questo, se le cose sono andate davvero come raccontate, l'amministratore ha dimostrato anche tutta la sua ingenuità contabile.

Avrebbe potuto emettere la fattura datandola il giorno prima anzichè il giorno dopo e pagarselo con un assegno datato lo stesso giorno della fattura, anche se portato all'incasso in data successiva.

Questa volta, Leonardo, mi ha proprio letto nel pensiero! 😂

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